Alba avrà l’ottava farmacia. Sarà in Frazione Mussotto attualmente sprovvista. Così propone la delibera sulla Revisione della Pianta Organica delle sedi farmaceutiche albesi per il biennio 2011-2012 approvata all’unanimità da maggioranza ed opposizione nel Consiglio comunale dedicato martedì sera 30 agosto.
Il documento è stato presentato dal sindaco anche assessore all’Urbanistica. Secondo Maurizio Marello attualmente la città ha 31.341 abitanti (dati al 31.12.2010) e sette farmacie: tre in centro storico, due in Corso Langhe, due in Corso Piave. Ora se ne aggiungerà un’altra sulla riva sinistra del Fiume Tanaro come previsto già dalle delibere consiliari del 1989 e del 1992.
E “non escludo in futuro, la possibilità di una farmacia anche nella zona di Corso Europa - San Cassiano, una zona in espansione dove sarebbe importante un servizio di questo tipo. Quando le strutture edilizie (ndr del Quartiere Tetti Blu, Viale Masera) saranno completate si potrà valutare d’insediare una farmacia anche lì magari spostandone una che si trova da un’altra parte”, dice Marello.
Prima però il documento passerà alla Direzione Sanità della Regione Piemonte per la valutazione. Per il dopo il consigliere opposizione Lega Nord Bruno Ferrero ricorda al Comune "la possibilità di effettuare una prelazione sulla licenza. Viste le difficoltà con il Patto di stabilità e con il reperimento di fondi, potrebbe essere un’operazione commerciale da sfruttare. Intanto mi sorge una domanda. A chi andrà questa licenza? Il Comune potrebbe gestirla o darla in gestione a dei farmacisti o ad altre forme previste. E’ un modo per fare cassa”, dice Ferrero.
Sull’argomento interviene anche il presidente del consiglio Sebastiano Cavalli: “C'è la farmacia messa a concorso e l'interessante farmacia comunale da dare in gestione per un periodo non inferiore a tre anni, poi ritorna in possesso del Comune che la può mettere in vendita per avere delle risorse. E’ un discorso da fare”, dice Cavalli.
Nel fratttempo, spunti di riflessione sul settore arrivano dal consigliere di maggioranza Lorenzo Paglieri: “Farmacisti una casta. Godono di una posizione di privilegio con il numero chiuso delle farmacie e di un decentramento degli esercizi di settore. Questa delibera è in parte relativa alla pianta organica che esprime insieme al principio della titolarità della farmacia una situazione di monopolio che in parte si fonda sulla normativa in parte contrastata dall’Unione Europea che vi vede un impedimento alla libertà di stabilimento e d’impresa. Un piccolo colpo a questo sistema è stato dato dalla Normativa Bersani del 2006 che ha consentito l’apertura di parafarmacie. Il fatto che ad Alba si sono insediate sei parafarmacie significa che c’è uno spazio di tipo commerciale per questo tipo di attività”, afferma Paglieri.
Il consigliere non risparmia neanche la figura del farmacista: “Da un lato si atteggia a soggetto professionista, dall’altro a soggetto d’impresa. Nel modello unico della dichiarazione dei redditi al farmacista è consentito di fare la dichiarazione d’impresa famigliare come tutti gli altri negozianti e quindi di spartire i redditi con un suo famigliare. Situazione di ambiguità”, sostiene Paglieri.











