Con l’inizio dell’anno nuovo non ha più aperto i battenti uno dei locali di punta della cosiddetta “movida saluzzese”: il Castiglia caffè, che per 10 anni ha portato nella parte alta del centro storico giovani dalla provincia di Cuneo e Torino.
Non è più stato rinnovato il contratto d’affitto da parte della famiglia Ariaudo al gestore Salvatore Carè, che continua ora la sua attività al Caffè del Borgo, nella vicina salita al Castello. Lo aveva rilevato due anni fa in previsione della chiusura di cui si parla. Il caffè del Borgo, rispetto a prima, estenderà l’orario di apertura anche al venerdì e al sabato sera e proporrà iniziative di carattere culturale e musicale. Attualmente è esposta una collettiva “La forma e il suo tempo” di giovani artisti: Paola Capellino, Fabrizio Garelli, Oscar Giachino, Franco Giletta, Bruno Giuliano, Matteo Notaro. Nelle date di venerdì 27 gennaio, venerdì 10,17 e 24 febbraio ha in programma una sequenza di quattro serate di “standard jazz” con l’Open jazz trio: Arnoldi al sax, Nicola al contrabbasso, Stizzoli alla batteria.
Il Caffè ha anche una licenza per la vendita di souvenir con l’esposizione di oggettistica e manufatti ricamati a mano caratterizzati dal profilo grafico di Saluzzo, tra cui una linea in vetro riciclato del designer Coltella.
L’intenzione del gestore è quello di fare del caffè un servizio nel centro storico alto, dove non ci sono bar o locali aperti durante le ore della giornata, dove transita il flusso dei turisti e poco sotto, in via della Chiesa, sono aperti l’istituto Denina e il liceo classico Bodoni. Anche la toilette pubblica dell’antico palazzo comunale e della torre civica è a disposizione solo nei giorni di apertura degli stessi.
“Soprattutto in questo periodo, i turisti trovano tutto chiuso", conferma il gestore del Caffè del Borgo, che ha raccolto anche le critiche dei visitatori della città durante le festività natalizie, per aver trovato Casa Cavassa chiusa. "E’ il secondo anno che viene segnalata la chiusura, anche con missive di rimprovero affisse davanti al ligneo portone d’ingresso della dimora simbolo del Rinascimento saluzzese e con segnalazioni all’ufficio turistico. Il museo civico è infatti rimasto chiuso da Natale a martedì scorso 17 gennaio scorso .
Interpellato, l’assessore alla cultura del Comune Roberto Pignatta, risponde: “Ho già stimolato una riflessione in merito con gli uffici e Casa Cavassa per studiare una soluzione e articolare la chiusura in maniera diversa il prossimo anno, tenendo conto che comunque non possiamo sforare dal monte ore annuale di servizio. E’ un problema di coperta corta. Molte ore sono consumate durante l’anno in attività didattica ed eventi. Il piano orario del museo civico era stato impostato sullo storico delle frequenze, che indicava quello come periodo con il minor numero delle stesse. La rilevazione ha evidenziato quest’anno passaggi turistici nel periodo tra Capodanno e l’Epifania, non in quello tra Natale e Capodann,o per cui valuteremo in questa direzione Personalmente sarei contento di tenere aperto sette giorni su sette, ma dobbiamo far conto con le finanze e l’organico composto da un solo dipendente comunale, mentre gli altri operatori sono in carico alla Codess di Torino con la quale è stabilito un monte ore annuale.Sforare significa costi aggiuntivi”.











