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Attualità | 13 marzo 2012, 11:35

Saluzzo, comincia con l’archiviazione del materiale reperito all’interno il lungo cammino che farà della “Castiglia” un museo

Se ne occuperà, per 16.000 euro, l'Associazione “Antigone Piemonte” di Rivoli: l’intero progetto costerà invece 1.750.000 euro. La Regione contribuisce con un milione di euro

Saluzzo, La castiglia

Saluzzo, La castiglia

Sarà l'Associazione “Antigone Piemonte” di Rivoli a fornire al Comune di Saluzzo l’attività di supporto necessaria per l'allestimento del  “Museo della Memoria Carceraria nel Castello dei Marchesi di Saluzzo – La Castiglia”. Quello di cui si occuperà l’Associazione torinese è un altro passo “concreto” verso la realizzazione dell’attesa e discussa opera: si tratterà di inventariare, archiviare e sistemare il materiale, cartaceo e non, reperito all'interno dell'ex casa circondariale “La Castiglia”, nonché dell'integrazione documentaria dello stesso e reperimento di materiali ed eventualmente oggetti ritenuti utili per l'allestimento della ricostruzione storica del carcere saluzzese.

Complessivamente si tratta del progetto di allestimento dei “Musei della Civiltà Cavalleresca e della Memoria Carceraria da realizzarsi nel Castello dei Marchesi di Saluzzo la cui versione definitiva – per un ammontare di 1.750.000 euro – è stata approvata dalla Giunta il 3 novembre scorso.

Il milione messo a disposizione dalla Direzione Attività Produttive della Regione Piemonte farà ovviamente la parte del leone, tra le voci “in entrata” per il finanziamento dei lavori. Il resto arriverà grazie agli oneri di urbanizzazione (la previsione, che il Pdl, per bocca di Fulvio Bachiorrini, ha definito “irrealistica”, è quella di introitare più di un milione di euro) e alle vendita della scuola della frazione Cervignasco, nonostante la contrarietà di Elena Lovera e Aldo Terrigno che, dai banchi dell’opposizione, avrebbero preferito reinvestire i proventi dell’operazione immobiliare nella stessa popolosa frazione.

L’intero progetto culturale sulla Castiglia poteva essere gestito in modo diverso – ha detto l’architetto Bachiorrini nell’ultimo Consiglio – ma per contenere le spese per l’investimento. Perché è un progetto culturale monco perché orfano del progetto gestionale, che si sarebbe potuto ipotizzare con una Fondazione pubblico-privato”.

Ma il progetto della maggioranza va ovviamente avanti. E finanzia questi primi 16mila euro di spesa con i proventi delle concessioni edilizie.

W.A.

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