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Sanità | 28 marzo 2012, 10:30

Le malattie di rene aumentano il rischio di infarto

Ne ha parlato Rosanna Coppo direttore della Nefrologia del Regina Margherita nella conviviale Rotary di Saluzzo

Le malattie di rene aumentano il rischio di infarto

Insufficienza renale: un’ epidemia in crescita. A lanciare l’allarme è la Società italiana di Nefrologia. “E, il 30 per cento delle persone che arrivano in dialisi, due mesi prima non sapeva di avere una malattia renale”. Il dato, che fornisce a sua volta la percezione della scarsa conoscenza degli italiani di questa patologia, rispetto ad esempio ai tumori, è stato uno dei passaggi dell’intervento scientifico (ascoltato con grande interesse nella conviviale Rotary di lunedì 26 all’InternoDue) di Rosanna Coppo direttore della Nefrologia, Dialisi e Trapianto del Regina Margherita di Torino.

Una eminenza in quest’ ambito con importanti incarichi nei consigli direttivi di società scientifiche del settore, ministeriali, coordinatrice di studi europei, 450 lavori e 250 pubblicazioni. La nefrologa è stata invitata a Saluzzo dal presidente Rotary Luciano Zardo, suo compagno di liceo al Cavour di Torino. 

Il perché la malattia renale deve essere considerata una priorità, lo ha spiegato in cifre: “il 10 per cento della popolazione adulta ha una disfunzione renale, 5 milioni di persone sono affette da malattie croniche del rene , in dialisi sono 45/50mila, con 9mila nuovi casi l’anno, i pazienti trapiantati sono 17 mila, in lista d’attesa 6.800”. Ma il dato meno noto è la correlazione tra malattie renali e il rischio cardiocircolatorio, tema della sua relazione a Saluzzo: “il rischio di infarto miocardio o di ictus cerebrale aumenta con il peggioramento delle condizioni renali”. Il legame evidenziato è lo stress ossidativo, l’ossigeno che produce radicali reattivi che danneggiano i vasi sistemici.

Due in una: la prevenzione delle malattie di rene, riduce anche la mortalità cardiovascolare. “Un intervento precoce può evitare l’arrivo alla dialisi e al trapianto, salvando anche il cuore.Non giocare queste carte per arrestare il processo rappresenta un esito inaccettabile”. Manca un programma di screening pianificato, ma tra i numerosi fattori preventivi, come sempre lo stile di vita incide.

A cominciare da piccole azioni: non trascurare gli esami del sangue e orine, anche i più semplici che possono rilevare presenza di usare poco sale, tenere sotto controllo la pressione, niente fumo, poche proteine se il rene non funziona bene, attenzione al fosforo che ingeriamo sotto forma di polifosfati aggiunti negli ingredienti. Fare attenzione ai sintomi sentinella, orine scure, gonfiore agli occhi, ipertensione, controllo sui soggetto a rischio.

L’insufficienza renale è anche un costo – ha illustrato Rosanna Coppo –e in questo senso è un’emergenza sociale. Per ogni paziente in dialisi: 50 mila euro l’anno, per ogni trapiantato 15 mila euro l’anno. La spesa per le persone affette da questa malattia è 10 / 20 volte superiore alla spesa sanitaria pro capite. Ritardare l’ingresso in dialisi comporta anche un risparmio di risorse”.

Molte le curiosità soddisfatte dalla nefrologa sull’argomento, dal tema dei trapianti, a quello dei progressi nelle terapie del rigetto, alla necessità di aumentare la coscienza della donazione superando le paure.

Vilma Brignone

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