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Attualità | 07 maggio 2012, 13:00

Paesana, così i giovani sanno a volte stupire e sorprendere il mondo “ipocrita” degli adulti

Tutti in preghiera al Santuario della Madonna d’Oriente, per la benedizione di un “quadro” con il quale hanno voluto ricordare l’amico Ivan, morto in un terrificante incidente stradale

Il momento della benedizione dell'artistica targa in ceramica da parte di di don Celestino Ribero

Il momento della benedizione dell'artistica targa in ceramica da parte di di don Celestino Ribero

Quasi 3 anni fa un destino beffardo e crudele ed un’auto lanciata in un folle ed improbabile sorpasso ne avevano stroncato l’ancor giovane vita alle porte di Paesana, dove oggi una piccola lapide in pietra ed un mazzo di fiori sembrano voler ricordare agli ignari viandanti che a volte si può anche morire così: a 17 anni ed a 200 metri casa, l’antivigilia di Ferragosto, poco prima dell’ora di cena. Ivan si stava apprestando a svoltare a sinistra a bordo del suo scooter: una Mercedes che arrivava alle sue spalle lo centrò in pieno e lo scaraventò a parecchi metri di distanza. A nulla valse il disperato volo verso il Santa Croce di Cuneo. Nella notte i medici della rianimazione dovettero certificarne l’avvenuta morte.

Fu una morte che sconvolse il paese, quella di Ivan Ferrero. Tutto il paese. Ancor più i suoi giovani amici che poco prima lo avevano salutato con un “Ci vediamo dopo” che ancora aspetta di arrivare. E che al funerale gli resero un tributo che solo la genuinità tipica dell’età poteva permettersi: fiori, striscioni, musica. E tante lacrime. Roba da far accapponare la pelle.

Sono quei giovani amici che ancora oggi, ad ogni momento di festa, non perdono occasione per indossare ora la t-shirt ora la felpa con il suo volto stampato sul petto e la scritta “Sempre con noi”. E che ieri, ad onta degli stereotipi assegnati loro da un mondo di finto “perbenismo”, hanno ancora una volta sorpreso e stupito tutti circondando mamma Manuela e papà Walter nel momento in cui don Celestino Ribero – al termine del Rosario in onore della Madonna - ha asperso e benedetto  l’opera del maestro ceramista Michelangelo Tallone con la frase “Ivan, vivrai sempre nei nostri cuori” che essi stessi avevano fatto prima realizzare e poi “collocare” sotto il porticato del Santuario di Madonna d’Oriente.

Perché quel santuario che poggia sul territorio del Comune di Sanfront ed è sotto la giurisdizione della Parrocchia di Santa Margherita di Paesana, era ed è tuttora è una delle mete fisse delle fortunatamente vocianti e chiassose feste dei giovani del posto. Alle quali, da quasi tre anni a questa parte, manca Ivan Ferrero. Ma solo fisicamente.

W.A.

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