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Sanità | 17 maggio 2012, 15:06

L'Alzheimer Caffè arriva a Saluzzo: un luogo di scambio e confronto per sostenere i malati e i familiari

Questa e altre iniziative sul tema verranno presentate in un convegno il prossimo 22 maggio all'antico palazzo comunale

Il team coinvolto nel progetto

Il team coinvolto nel progetto

“Parliamo di Alzheimer…per vincere paura e pregiudizio” è il titolo del convegno in programma martedì 22 maggio alle 18, all’antico palazzo comunale di Saluzzo, a cui parteciperanno il direttore della struttura di Geriatria dell’ospedale di Cuneo Giorgetta Cappa e Carmine Macchione, già titolare della cattedra di Geriatria dell’Università di Torino.

Nell’ambito dell’incontro, in cui si toccheranno i vari aspetti della malattia che colpisce in Italia un milione di persone e conta a Saluzzo 52 casi, sarà presentata l’iniziativa dell’Alzheimer caffè, al via da fine giugno in città.

Entrambi i progetti sono organizzati dall’Afma (l’Associazione famigliari malati Alzheimer), presieduta da Roberta Eandi, insegnante alle Medie cittadine. “Un sodalizio – ha detto in conferenza stampa - nato con molteplici scopi. Per creare una situazione di aiuto indirizzata a chi si trova a gestire la malattia di un familiare, per smuovere l’opinione pubblica, informare su aspetti clinici della malattia e sulle problematiche che comporta, creare uno sportello di assistenza psicologica per chi, dopo la diagnosi, è investito da solitudine e  sofferenza”.

Le caratteristiche dellAlzheimer caffè sono state illustrate dalla psicologa Elena Boetti, che ha promosso la nascita dell’associazione: “L'idea nasce sulla scia dell’Alzheimer Caffè di Torino che a sua volta si ispira al modello olandese. E’ un luogo informale di incontro e terapia, in un luogo di socialità come un bar, in cui  i  malati partecipano a laboratori creativi, che stimolano le loro funzionalità sociali residue, mentre i familiari possono trovare un ristoro alla solitudine nella condivisione e in miniconferenze in cui si darà spazio al discorso dell’informazione: dagli aspetti clinici a quelli burocratici, alla tutela dei diritti dei malati. Questo grazie ad un team esperto di psicologi e medici che aiuteranno i familiari ad affrontare le difficoltà del quotidiano e della situazione”.

I primi tre incontri saranno ospitati dal bar Ferrero di via Pellico a partire dalla data del 27 giugno, a cui seguiranno quella del 24 luglio e 18 settembre. Avranno cadenza mensile e si cercheranno altre sedi per farli diventare itineranti. “Siamo in contatto con il circolo Ratatoj – spiega Roberta Eandidove ai malati sarà dedicato un laboratorio di musicoterapica, mentre i parenti parteciperanno ad seminario nei locali del Consorzio Monviso Solidale”.

Il Consorzio, che già segue nel centro diurno un gruppo di malati di Alzhemeir del Saluzzese, è coinvolto nell’iniziativa insieme all’Asl e alla Consulta delle Pari Opportunità del Comune.  “L’iniziativa vuole essere anche un messaggio lanciato cittadinanza – aggiunge - per far accettare di più questa patologia di estrema attualità, circondata da un muro di silenzio e pregiudizio che lascia nella solitudine familiari e malati”. Tra i futuri progetti anche la collaborazione con le scuole.   

Vilma Brignone

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