“Parliamo di Alzheimer…per vincere paura e pregiudizio” è il titolo del convegno in programma martedì 22 maggio alle 18, all’antico palazzo comunale di Saluzzo, a cui parteciperanno il direttore della struttura di Geriatria dell’ospedale di Cuneo Giorgetta Cappa e Carmine Macchione, già titolare della cattedra di Geriatria dell’Università di Torino.
Nell’ambito dell’incontro, in cui si toccheranno i vari aspetti della malattia che colpisce in Italia un milione di persone e conta a Saluzzo 52 casi, sarà presentata l’iniziativa dell’Alzheimer caffè, al via da fine giugno in città.
Entrambi i progetti sono organizzati dall’Afma (l’Associazione famigliari malati Alzheimer), presieduta da Roberta Eandi, insegnante alle Medie cittadine. “Un sodalizio – ha detto in conferenza stampa - nato con molteplici scopi. Per creare una situazione di aiuto indirizzata a chi si trova a gestire la malattia di un familiare, per smuovere l’opinione pubblica, informare su aspetti clinici della malattia e sulle problematiche che comporta, creare uno sportello di assistenza psicologica per chi, dopo la diagnosi, è investito da solitudine e sofferenza”.
Le caratteristiche dellAlzheimer caffè sono state illustrate dalla psicologa Elena Boetti, che ha promosso la nascita dell’associazione: “L'idea nasce sulla scia dell’Alzheimer Caffè di Torino che a sua volta si ispira al modello olandese. E’ un luogo informale di incontro e terapia, in un luogo di socialità come un bar, in cui i malati partecipano a laboratori creativi, che stimolano le loro funzionalità sociali residue, mentre i familiari possono trovare un ristoro alla solitudine nella condivisione e in miniconferenze in cui si darà spazio al discorso dell’informazione: dagli aspetti clinici a quelli burocratici, alla tutela dei diritti dei malati. Questo grazie ad un team esperto di psicologi e medici che aiuteranno i familiari ad affrontare le difficoltà del quotidiano e della situazione”.
I primi tre incontri saranno ospitati dal bar Ferrero di via Pellico a partire dalla data del 27 giugno, a cui seguiranno quella del 24 luglio e 18 settembre. Avranno cadenza mensile e si cercheranno altre sedi per farli diventare itineranti. “Siamo in contatto con il circolo Ratatoj – spiega Roberta Eandi – dove ai malati sarà dedicato un laboratorio di musicoterapica, mentre i parenti parteciperanno ad seminario nei locali del Consorzio Monviso Solidale”.
Il Consorzio, che già segue nel centro diurno un gruppo di malati di Alzhemeir del Saluzzese, è coinvolto nell’iniziativa insieme all’Asl e alla Consulta delle Pari Opportunità del Comune. “L’iniziativa vuole essere anche un messaggio lanciato cittadinanza – aggiunge - per far accettare di più questa patologia di estrema attualità, circondata da un muro di silenzio e pregiudizio che lascia nella solitudine familiari e malati”. Tra i futuri progetti anche la collaborazione con le scuole.













