Arriva dall’ultimo punto, dall’ultimo voto, la sorprendente curiosità del Consiglio Comunale di Gambasca di ieri sera, di cui racconteremo più ampiamente in altra occasione. La scaletta dell’ordine del giorno recitava: Legge 482/1999 – Riconoscimento della lingua piemontese da parte dello Stato e adesione all’appello del Comitato “Piemont 482”.
L’entrata in vigore della legge n. 482 del 1999 ha consentito all’Italia di ratificare la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e di aderire alla convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali. La convenzione impegna i Paesi aderenti a non discriminare l’utilizzo delle lingue minoritarie e a riconoscerne il diritto dell’uso da parte delle minoranze in tutti gli ambiti, compresi quello dell’istruzione e dei rapporti con la pubblica amministrazione. La normativa italiana attualmente vigente riassume, in definitiva, i settori di applicazione della convenzione-quadro. Più precisamente, contiene norme per la tutela delle lingue e delle culture minoritarie storicamente presenti in Italia, ossia delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.
“La normativa italiana – sostiene il Comitato Piemont 482 nel suo appello - ha tuttavia colpevolmente escluso la lingua piemontese. L’adozione di misure di ecologia linguistica a favore della lingua piemontese, parlata da due milioni di persone e compresa da altre 1.140.000 (Rapporto IRES Piemonte / Università di Torino, Quaderno 113 del novembre 2007) si impone per scongiurare la graduale sparizione, cui contribuiscono noti fattori, quali i media e l’alfabetizzazione dei bambini esclusivamente in italiano. Secondo il medesimo Rapporto il piemontese è noto al 77 per cento dei residenti: in Piemonte vi sono 2 milioni di adulti in grado di parlare il piemontese, mentre oltre un milione sono in grado di capirlo! Il piemontese è dunque la prima lingua minoritaria della Repubblica: oltre tre milioni di cittadini piemontesi parlano una lingua autoctona ben differenziata dall’italiano e nonostante ciò si sono visti negare finora qualsiasi forma di tutela. A ciò si aggiunga che ben il 72,9 per cento afferma di essere favorevole all’insegnamento facoltativo della lingua piemontese nelle scuole (52,4 per cento “favorevole” e 19,5 per cento “abbastanza favorevole”). Alla luce di quanto detto, la lingua piemontese è di fatto parte integrante dell’insieme delle lingue presenti nella Repubblica ed ha pieno diritto di cittadinanza nell’ambito di una legge di tutela, vista l’ormai ineludibile esigenza di procedere ad una revisione della legge n. 482 del 1999. Il comitato Piemont 482 intende sanare il gravissimo vulnus che si è venuto a creare e lancia quindi un appello a cittadini, eletti, studiosi, enti e istituzioni affinché la lingua piemontese venga al più presto riconosciuta dalla Stato italiano e ufficializzata, attraverso l’inserimento nella legge 482, sostenendo in ogni modo le proposte emendative della legge medesima”.
Ma al momento di fare proprio tutto questo, Guido Del Zoppo – non più giovanissimo capogruppodella maggioranza che fa riferimento al sindaco Erminia Zanella – ha sorpreso davvero tutti, i suoi colleghi di maggioranza forse più degli altri: “Mi spiace di essere arrivato qui questa sera a dove sbrigare questa pratica in un paio di minuti appena, senza conoscere con esattezza cosa contenga la legge 482, ma… Ma io sono milanese, ed il mio voto sarà pertanto di astensione”.
Per la cronaca, e per quanto questa conti, l’appello è poi passato con il voto favorevole sia dei compagni di maggioranza che di quelli d’opposizione del signor Del Zoppo. Ma il “titolo” della serata resta meritatamente ed inattaccabilmente sulle sue spalle. Perchè altrove il "distinguo" creerebbe un "caso", mentre qui viene accolto con un bonario sorriso.














