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Al Direttore | 17 luglio 2012, 10:14

La candidatura di Biolè a 5 Stelle? Una deroga al regolamento

Precisazione dei MeetUp Beppe Grillo in merito alla lettera del signor Gianni Rosso

Fabrizio Biolè durante la commemorazione delle vittime al Molino Cordero di Fossano

Fabrizio Biolè durante la commemorazione delle vittime al Molino Cordero di Fossano

Gentile Direttore,

in primis ci scusiamo col Sig. Rosso, con gli altri lettori e con la vostra testata, se rispondiamo noi, membri dei Meetup di Beppe Grillo del Cuneese che erano stati tra i promotori, sin dall'estate 2009, delle liste del MoVimento 5 Stelle per le Regionali del 2010: normali cittadini che, stufi di pigiare i tasti di una tastiera di un PC per scrivere letterine di lamentele ai giornali, avevano deciso di mettersi in gioco, di metterci la faccia, sin da prima del primo e memorabile V-Day di Beppe Grillo (2007). Per avere spiegazioni dalle alte gerarchie del MoVimento 5 Stelle che non esistono, ed il Sig. Rosso che ha dato dimostrazione di conoscere così bene il MoVimento 5 Stelle dovrebbe saperlo, consigliamo di rivolgersi altrove...

Rispondere alla questione sollevata dal Sig. Rosso in merito al numero dei mandati del Consigliere Regionale del MoVimento 5 Stelle rende necessario sollevare diverse questioni.

Prima fra tutte il fatto che il Sig. Rosso fosse all'oscuro dei mandati già compiuti o in corso di Biolé non è di certo dovuto a mancanza di trasparenza da parte del neonato MoVimento 5 Stelle regionale, in quanto fin dal novembre 2009 (avvio della raccolta firme per poter partecipare alle Regionali 2010) il suo curriculum completo, così come quello di tutti i candidati, era pubblicato sul sito Web www.piemonte5stelle.it e pubblicizzato in tutti i modi all'epoca disponibili (praticamente solo sul Web). Ad onor del vero anche diversi attivisti non si accorsero della cosa per quanto se ne fosse discusso ampiamente e non solo su Internet (appunto perchè costituiva un'anomalia) all'epoca della selezione dei candidati. Evidentemente non si fa mai abbastanza perchè l'informazione raggiunga tutti, così come però tutti dovrebbero sempre sforzarsi almeno di fare qualche ricerca prima di dare il proprio voto.

Entrando nel merito della questione, si parla dell'inizio dell'autunno 2009. Il MoVimento 5 Stelle era appena nato e muoveva i primi passi al di fuori del discorso liste civiche comunali con il tentativo di partecipare appunto alle Regionali 2010. Il motore piemontese del MoVimento era costituito dai Meetup di Beppe Grillo sparsi per la regione che, facendo perno sui gruppi torinesi più numerosi ed organizzati, si organizzarono in un'Associazione (regolarmente registrata e con specifico statuto) ed in un Comitato Promotore per portare avanti le attività necessarie.

Il Non-Statuto ancora non esisteva (arrivò verso la metà di dicembre 2009, a campagna iniziata) e tutto veniva deciso tramite assemblee (ad un certo punto anche trasmesse in streaming via Internet) nelle quali le decisioni erano sancite dal voto dei portavoce dei gruppi territoriali iscritti all'Associazione che faceva le funzioni del Non-Statuto, ossia di garantire il rispetto di regole democraticamente decise ed in particolare quello che sarebbe divenuto il 'contratto dei candidati'.

Il problema dei due mandati di Biolé, e terzo in corso, come Consigliere Comunale di Gaiola si pose in quanto (potrà sembrar strano oggi!) in provincia di Cuneo non si riusciva a raggiungere il numero minimo di candidati (quattro) per le Regionali e per partecipare alle elezioni erano necessarie liste (e relative firme raccolte) in almeno quattro delle otto Province piemontesi. Tutte cose non banali per una formazione politica appena nata ed alle primissime armi.

Comunque, il problema venne sottoposto allo Staff di Beppe Grillo, in quanto il meccanismo di certificazione delle liste era già attivo, e venne decisa una deroga alla regola per cui il listino provinciale di Cuneo ottenne la certificazione. Facciamo anche notare che l'idea dei due mandati e poi 'a casa', che era stato anche oggetto del primo V-Day, è da vedersi soprattutto come cercare di metter un freno a politici di professione che nel corso della loro vita 'lavorativa' passano da un conssesso all'altro, accumulando ricchezze ingenti, costruendo un network di 'amicizie' dalla mutua utilità, entrando a far parte di veri centri di potere che gestiscono, come si è scoperto in questi anni, la cosa pubblica prettamente per tornaconto personale.

Non si dica che il Consigliere Biolé negli anni passati in Comune a Gaiola abbia potuto assurgere a tale ruolo: al massimo ci ha rimesso qualche euro di tasca propria, sottratto tempo ai propri interessi ed affetti, come spesso accade ai Consiglieri Comunali dei piccolissimi centri...

Ragionando a posteriori si sarebbe potuta porre una clausola di rinuncia in caso di elezione ma all'epoca nessuno immaginava che il MoVimento 5 Stelle sarebbe riuscito ad arrivare in Consiglio Regionale, tanto meno che gli eletti sarebbero stati ben due e che il candidato cuneese più votato sarebbe stato proprio Biolé finendo così dritto, dritto a Palazzo Lascaris.

Se qualcuno vede una premeditazione in tutto ciò evidentemente è più 'insano' di tutti noi che abbiamo dedicato ore ed ore a quella folle esperienza che veramente non aveva nulla di certo!

Oggi, così come subito dopo aver appreso il risultato elettorale, riterremmo ingiusto nei confronti del Consigliere Biolé chiedergli di fare un passo indietro quando nel 2009 venne accolto a braccia aperte (se non costretto a candidarsi!) nonostante la sua 'menomazione politica' che all'epoca era più oggetto di scherzi e battute che di oltraggio. Oggi persino la forma
associativa non è più permessa dal Non-Statuto (cosa per cui nel 2010 l'Associazione venne chiusa) ma fu la base necessaria per avere un 'luogo' legale per sviluppare l'azione politica ed amministrativa nel periodo elettorale.

In conclusione, ragionando col senno di poi, è forse un po' semplicistico additare un errore di gioventù e probabilmente anche indice di una certa superficialità accorgersi dopo due anni di una cosa che non è mai stata tenuta nascosta (sarebbe bastata una brevissima ricerca su Internet) e che nel paradigma del 'cittadino attivo' che si riprende la sovranità ed il controllo delle istituzioni non dovrebbe accadere.

Dopodichè sappiamo tutti di essere imperfetti e di doverci sforzare per migliorare costantemente. Il MoVimento 5 Stelle ha sicuramente commesso qualche errore nel suo cammino e nella sua evoluzione. L'importante è che se ne sia coscienti e che non li si ripeta imparando da essi. Quindi, l'affermazione del sig. Gianni Rosso che si sente 'ancora una volta preso in giro da politici che sistematicamente infrangono o eludono le regole, anche quelle da essi stessi tanto osannate (a parole)' è decisamente infondata in quanto non si vede la sistematicità del caso nè la volontà di prendere in giro chicchessia poichè le informazioni sul candidato, oggi Consigliere Regionale, erano e continuano ad essere pubblicamente disponibili per tutti.

Per concludere invitiamo il Sig. Rosso, invece di polemizzare su un periodo relativamente dinamico come quello della nascita e primi passi del MoVimento ad esprimere opinioni, commenti ed anche critiche sull'operato dei nostri eletti in Regione nei due anni e mezzo ormai trascorsi. Presto potrà farlo anche di quelli recentemente eletti in Comune a Cuneo e Mondovì ed in futuro potrà anche criticare i Parlamentari a 5 Stelle. Insomma avrà materiale a volontà su cui impergnare i suoi scritti.

Lo invitiamo altresì a venirci a trovare ai nostri banchetti e/o riunioni che teniamo regolarmente in varie città della provincia e siamo sicuri che conosciuti i normali cittadini che sono dietro al MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Biolé compreso, scoprirà che il 'nemico' è altrove, non nel MoVimento 5 Stelle, non dietro gli "n" mandati in una remoto paesino del Cuneese del Consigliere Biolé.

I Meetup di Beppe Grillo del Cuneese

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