Martedì 1° gennaio, alle 17,45, al termine della Messa, è partita da Piazza dell’Olmo, la tradizionale fiaccolata della Scuola di Pace, quest’anno col tema “ Non c'è pace senza memoria”.
Dopo aver percorso tutto il centro storico, la processione è terminata con alcune riflessioni all’Auditorium Borelli.
Non è mancata la partecipazione dei tanti componenti delle associazioni, bovesani, cuneesi e dei centri vicini.
Tra i gruppi aderenti, accanto ai Comuni di Boves, Cuneo e Borgo San Dalmazzo, vi erano la Parrocchia di San Bartolomeo, Emmaus, l’Associazione Qui e Là, il Centro di Formazione Santos Milani, i Tavoli delle Associazioni cuneese e bovesano, le Consulte Giovani e Famiglie, la Comunità di Mambre, l’ANPI.
La neo coordinatrice Cristina Bersani ha raccontato: “Davanti alla Chiesa, dopo la Messa, io mi sono limitata a ricordare il tema della fiaccolata e ho passato la parola al tassello che io reputo importante della memoria della Scuola di Pace, la mia predecessora Costanza Lerda. Ha salutato ricordando l'importanza della memoria attualizzata e poi, sottolineando che si tratta dell'anno dedicato alle donne resistenti, ha ricordato alcune importanti figure femminili: Liliana Vassallo, Madre Teresa di Calcutta, una donna marocchina islamica che ha un ottimo rapporto con il sacerdote di Cerialdo e che al ritorno dal pellegrinaggio alla Mecca ha detto di aver pregato per lui dopo avergli chiesto di pregare per lei prima d'intraprendere il pellegrinaggio, una donna israeliana che di occupa dei controlli di frontiera per mediare rispetto alle asprezze dei militari. La fiaccolata, aperta da un gruppo di bambini, è partita da Via Roma, è passata per Corso Trieste, in Corso Bisalta ci siamo fermati dal Monastero di Santa Chiara, dove la Madre Superiore, suor Anna Serena, ha fatto un bellissimo intervento basato sul discorso del Pontefice sulla pace. Mi è piaciuto in particolare il riferimento all'amore come rammendo tra i conflitti quotidiani, metafora di una delicatezza toccante. Passando per Via Partigiani e piazza dell'Olmo abbiamo attraversato Piazza Italia, raggiungendo, dal Sacrario, Piazza Borelli, dove la Pro Loco ha offerto un bel the caldo. Al Borelli, ho aperto io, inaugurando l'anno della commemorazione dei settanta anni dall'eccidio e dei festeggiamenti per il trentennale della Scuola di Pace. Ho passato la parola alle autorità presenti, il sindaco Mario Giuliano e l'assessore Franca Giordano. Ho parlato della Pace come assenza di conflitto, dei troppi casi di femminicidio, dell'importanza della memoria, ma anche della benevolenza come perdono. Sullo sfondo venivano proiettate le frasi che erano nel frattempo distribuite al pubblico: citazioni celebri, brevi riflessioni, sulla pace. Ho passato, quindi la parola a Maddalena Forneris, per il discorso, introdotto dall'ex provveditore agli studio Franca Giordano, sull'importanza della memoria testimoniata per i ragazzi: lei ha letto la sua poesia, Pietre, che tanto aveva emozionato i miei ragazzi la scorsa primavera. Ho concluso auspicando che venga al più presto nominato il Comitato d'onore per i festeggiamenti (che comprenda tutti gli ex sindaci di Boves viventi, tutti gli ex coordinatori della Scuola di Pace viventi e il Parroco), tra cui dovrà essere poi selezionata una commissione operativa”.












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