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Politica | 01 aprile 2013, 10:00

Commento alle posizioni di Napolitano di Marco Borgogno

Commento alle posizioni di Napolitano di Marco Borgogno

Ad un primo esame , a caldo, sui provvedimenti di Napolitano , al quale va riconosciuto – quanto meno –l’applicazione del buon senso , due sono le cose che balzano all’occhio. La prima: al governo del Paese è rimasto colui (Monti) che ha perso  le elezioni e la fiducia degli italiani. La seconda :  chi sbandierava l’ inviolabilità  della Costituzione  non ha più frecce al suo arco.

E’ stato lo stesso  Presidente della Repubblica - forte della versatile  fantasia mediterranea, riconosciuta al nostro popolo  dal mondo intero ,anche per la scarsa osservanza delle regole- a cambiare di fatto le norme. Con questi suoi comportamenti non rappresenta  più l’arbitro od il notaio come la legge vorrebbe, ma è diventato il protagonista di una nuova repubblica presidenziale.

Ed i dieci saggi, nominati per risolvere l’intricato problema ( ammesso che dopo Pasqua non si cambino le carte in tavola),  riusciranno a sgrovigliare una matassa così ingarbugliata in tempi rapidi usando a man bassa il “machete” e pensando  oggettivamente  alle volontà del popolo, senza farsi influenzare da suggerimenti di parte? O si troveranno i soliti fuochi di sbarramento?  E se riusciranno ce la faranno a far  approvare dal parlamento in modo unanime e non con i  tempi  biblici previsti dall’art 138, un pacchetto così corposo che preveda di conseguenza anche una nuova legge elettorale?

Che la Costituzione , legittimamente  nata in odore di anti-fascismo, ma ormai divenuta anacronistica , debba essere rinnovata -non nella parte ideale ma in quella più ordinatoria - è arcinoto a  coloro che  masticano un po’ di questa materia: la sua difesa ad oltranza fa capo a quella parte di “conservatori” ad ogni costo ,che ne hanno fatto una bandiera propagandistica.

Certo i problemi lasciati irrisolti da anni da una classe politica vorace sono talmente tanti da essere evidenziati  da un forte voto di protesta che può rappresentare l’unico vero stimolo , e speriamo  di garanzia,  per cambiare le cose.  Ed è sicuramente questa la motivazione che ha indotto anche molti moderati a sperare in una volontà distruttiva dell’ ammuffito esistente, per poter costruire qualcosa di moderno e funzionale.

Ora però si tratta di cambiare , di brutto, non con pannicelli caldi, ciò che si è arenato per decenni,superando  i bizantinismi ed i veti contrapposti. Auguri!

Marco Borgogno – Borgo San Dalmazzo

 

 

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