Gentilissimo Direttore,
ho letto la lettera scritta da Laura Porracchia a proposito del futuro del Centro Servizi “Società Solidale” e mi trovo a formulare un auspicio opposto al suo: spero infatti che il CSV continui a funzionare come ha fatto finora, dando servizi efficaci ed efficienti a tutte le associazioni di volontariato, senza distinzioni di colore e di tipologia, ma solo sulla base della validità dei progetti presentati.
Il CSV in questi anni ha lavorato così e non era cosa scontata al momento della sua nascita 12 anni fa’. Lo dico come esponente della “cordata” di 42 piccole associazioni che si era presentata in competizione con “Società Solidale” al bando promosso dalla Regione Piemonte. Siccome a quei tempi “Società Solidale” era composta solo dalle grandi associazioni (AVIS, AIB, Protezione Civile, ecc) e godeva dell’appoggio della Provincia, il nostro timore era che le piccole associazioni sarebbero state trascurate nell’erogazione dei servizi e che il CSV si trasformasse in un “organo politico” della Provincia.
Va dato atto a Giorgio Groppo, presidente in tutti questi anni, di aver allargato la base associativa fino alle attuali 332 associazioni socie, di aver tenuto lontano il CSV da inopportune “derive politiche” e di aver amministrato con l’attenzione “del buon padre di famiglia” le (un tempo) abbondanti risorse, tanto che il nostro CSV, unico in Piemonte, dispone ancora oggi di fondi capaci di consentirgli di dare abbondanti servizi alle associazioni.
Ecco perché non riesco a condividere gli auspici di “cambiamento” della signora Porracchia e perché nell’Assemblea di sabato ho contestato come inopportuna la candidatura alla presidenza di Mario Riu, uomo politico di lungo corso (di cui peraltro ho sempre stimato la passione e l’impegno).
Nell’ultimo triennio ho partecipato come osservatore (essendo a capo della delegazione delle associazioni di Savigliano-Fossano) ai lavori del Direttivo del CSV e devo rilevare che, al di là di qualche marginale divergenza, si è sempre trovata la sintesi nell’ottica del bene per il volontariato e tutte le decisioni sono sempre state prese all’unanimità.
Spero che, superati i contrasti accesi dalla competizione elettorale e dovuti alle peraltro legittime aspettative dei singoli, si possa continuare così.
Alberto Tibaudi - Savigliano









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