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Che tempo fa

| 20 settembre 2014, 10:19

Zoff Gentile Cabrini, Bergomi Collovati Scirea, ...

Che mondiale! Il più straordinario e imprevedibile che si potesse immaginare

Zoff Gentile Cabrini, Bergomi Collovati Scirea, ...

Le pause davano musicalità alla filastrocca. Le virgole avevano un loro significato sullo spazio geografico del campo. Era l'anno dei Mondiali. 1982. Zoff Gentile Cabrini, Bergomi Collovati Scirea, Oriali Tardelli, Bruno Conti Graziani Rossi. Più Causio e Altobelli. Difensori, centrocampisti e attaccanti; ali e terzini, mediani, solidi porti di mare nella geometria del calcio. Questa filastrocca la sapevamo a memoria praticamente tutti, un po’ come il Padre Nostro. E a memoria, chi di noi può dire “io c’ero”, ricorda perfettamente dove era quella domenica sera 11 luglio. L’urlo di Tardelli e la pelle d’oca che ancora ci mette addosso ogni volta. Quel suo rialzarsi da terra, un attimo di sbalordimento, due passi veloci in silenzio, la smorfia incredula sul viso e poi la corsa con le braccia tese a mezza altezza, i pugni chiusi, la vita che esplode e l’urlo potente, rabbioso, infinito, “gool….goool… gooool”, Pertini che esulta in piedi sugli spalti, siamo noi, siamo quelli che non mollano mai, siamo l’Italia! Che mondiale! Il più straordinario e imprevedibile che si potesse immaginare.           

La nostra nazionale usciva con le ossa rotte da un girone di qualificazione fatto di pareggi con la Polonia, il Camerun e il Perù. Ci aspettava nella seconda fase l’Argentina di Maradona, una delle favorite. Nessuno avrebbe scommesso su quell’italietta. E invece un certo Signor Gentile si prende cura di Maradona e il collettivo umano messo su da Bearzot fa il resto. 2 a 1 per gli azzurri. Sorpresa … e ora c’è il Brasile! Zico, Falcao, Socrates … il Signor Gentile decide di riservare la stessa premura di affetto anche a Zico. E spunta un immenso Signor Rossi, da lì in avanti “Pablito”, che si occupa di disegnare una tripletta agli artisti del calcio. Italia 3, Brasile 2. Delirio allo stato puro. L’intera Italia si ferma, sogna, ride, fa festa tutta la notte. Dalle nostre parti, la fontana di Piazza Europa diventa il nuovo lido.           

Semifinale. E’ la volta della Polonia di Boniek, una vecchia conoscenza. Volete che Pablito non ci faccia una doppietta? Due a zero secco, polacchi a casa e noi dritti in finale. Caroselli di macchine, gazzette dello sport che vendono più delle panetterie, bambini che giocano solo più con il pallone “tango”. Mister Bearzot, con la sua pipa, diventa una leggenda nazionale.           

Il resto è storia. Al Bernabeu di Madrid ci aspetta la Germania Ovest. Si parla dei panzer capitanati dal pallone d’oro Rummenigge. Ma adesso non abbiamo più paura. Per non farci mancare nulla, Cabrini si assume la responsabilità e sbaglia un rigore. Capita. Ma poco dopo “Pablito” rimette le cose a posto. Poi è la volta di Tardelli, quello dell’urlo da brividi, e di Pertini che sbraccia sugli spalti. Infine “Spillo” Altobelli all’ottauntunesimo, così, giusto per far capire di che pasta è la nazionale azzurra. Italia – Germania 3 a 1. Campioni del mondo. “Zoff Gentile Cabrini, Bergomi Collovati Scirea, …”  grazie, nei nostri cuori per sempre. Grazie, perché ci ricordate che siamo l’Italia. E che non dobbiamo mollare mai.                 

Valter Castellino

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