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Attualità | 21 novembre 2014, 15:34

Carla Cantone (segretario nazionale Spi Cgil) ha incontrato i pensionati di Bra

Il segretario ha risposto alle loro domande, fra aspre critiche a Renzi ed alcuni propositi per gestire la crisi

Carla Cantone (segretario nazionale Spi Cgil) ha incontrato i pensionati di Bra

Era una Carla Cantone decisa a continuare a lottare, quella che ieri mattina, al centro polifunzionale Arpino di Bra, ha incontrato i pensionati.

Il segretario nazionale Spi-Cgil ha risposto alle domande che lo Spi Cgil di Cuneo ha raccolto interpellando, nelle piazze, al mercato, per la strada, gli iscritti all’organizzazione e tutti i pensionati.

Lina Chialva, segretario Spi Cgil Cuneo, ha introdotto l’intervento della Cantone, davanti alla platea folta, alle segreterie di Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) e Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria) e ai rappresentanti dell’amministrazione, fra cui il sindaco di Bra, Bruna Sibille. "Dobbiamo impegnarci per arrestare il peggioramento delle condizioni di vita degli anziani – ha detto Chialva –, penalizzati a livello di sanità, di ruolo sociale, di disponibilità e di accessibilità ai servizi. Quest’autunno è caratterizzato da un forte attacco da parte del Governo ai lavoratori e ai sindacati, specialmente alla Cgil. Renzi ci nega ogni ruolo di contrattazione, anche se in realtà un presidente del Consiglio, in democrazia, dovrebbe coinvolgere sindacati, lavoratori e pensionati".

Non solo: Lina Chialva sottolinea anche il drastico taglio delle risorse destinate ai servizi (per il patronato saranno a disposizione da 75 a 150 milioni di euro in meno, con ricadute sui costi a carico dei pensionati).

Invece "il lavoro – ha aggiunto il segretario – si crea con politiche espansive: bisogna passare dalle 46 forme di rapporto di lavoro attuali a 4 o 5, estendere i diritti a chi non li ha, fare in modo che tutti paghino le tasse e procedere a una rivalutazione delle pensioni".

In provincia di Cuneo, la media delle pensioni contributive è di 1034 euro lordi. Il denaro che manca potrebbe arrivare dalla tassazione dei grandi patrimoni (per un gettito di 10 miliardi di euro) e dalla lotta all’evasione fiscale (che potrebbe portare da 65 a 80 miliardi all’anno, se migliorasse).

 

Anche Bruna Sibille, sindaco di Bra, ha insistito sull’importanza che la concertazione ha da sempre nella sua amministrazione: "Bisogna lavorare per la sopravvivenza degli enti locali, ultimo baluardo di contatto fra la gente e la democrazia".

La critica, aspra, a Renzi, è condivisa anche dalla Cantone: "Sta esagerando. Semina odio verso il sindacato, definendolo “inutile e dannoso”, e raccoglierà tempesta. Ma il problema sarà anche nostro. La conseguenza dei suoi atteggiamenti è il rafforzamento della destra di Salvini, che ha colto l’opportunità del cambiamento in atto e lavorerà per isolare noi e la sinistra. Tutto il PD dovrebbe ribellarsi a questa scellerata linea politica".

Carla Cantone di solito utilizza gli sms per parlare al presidente del Consiglio: "Gli espongo sempre il nostro pensiero. Una volta lui ascoltava e provava a ribattere, oggi si innervosisce e si lascia andare anche agli insulti".

Ma sono anche i numeri dell’Italia contemporanea a preoccupare il segretario nazionale: "Manca il lavoro e aumenta la povertà. I disoccupati censiti sono 4 milioni, poi ci sono quelli che, rassegnati, non cercano nemmeno più un posto. E i poveri, secondo le stime ufficiali, sono 7 milioni: due milioni in più solo negli ultimi 2 o 3 anni, senza contare chi non ammette la sua condizione per pudore. I pensionati, inoltre, negli ultimi 15 anni, hanno ridotto il loro potere d’acquisto del 30%".

Ma «se non c’è lavoro non c’è dignità». E allora, che cosa si può fare? "Bisogna premiare e aiutare le imprese che si impegnano a produrre nel nostro Paese e non quelle che esportano il lavoro dove non ci sono sindacati né diritti per i lavoratori. Ci vogliono regole per le aziende. Il Job Act, invece, punta sull’articolo 18, sul demansionamento e sul controllo a distanza, non certo sulla creazione del posto di lavoro". Ancora: "Dobbiamo pretendere che si cambi prima di tutto la legge Fornero, ma senza aspettare il referendum di Salvini".

Le formule per cambiare la situazione, secondo Carla Cantone, sono quelle che hanno funzionato tanti anni fa: "Bisogna continuare a tirare fuori la passione, quella di quando eravamo giovani, la voglia di lottare per la democrazia di questo paese".

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