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Attualità | 17 dicembre 2014, 14:28

Pensionati, una categoria dimenticata dal Governo?

Una delegazione dell'Associazione nazionale pensionati della Cia- del Piemonte ha preso parte, lo scorso 9 Dicembre, a Bologna alla manifestazione dei pensionati del Centro-Nord

Pensionati, una categoria dimenticata dal Governo?

Una delegazione dell'Anp – Associazione nazionale pensionati della Cia- del Piemonte ha preso parte, lo scorso 9 Dicembre, a Bologna alla manifestazione dei pensionati del Centro-Nord. 
Una giornata di mobilitazione per chiedere alle Istituzioni “cambiamento, solidarietà ed equità” verso una categoria che è sempre più ai margini del dibattito politico. Moltissimi pensionati, uomini e donne del lavoro autonomi o dipendente, arrivati da tutte le Regioni del Centro-Nord hanno partecipato all’iniziativa con l’obiettivo di rivendicare interventi concreti ed efficaci a favore dei pensionati.

La situazione economica, finanziaria, debitoria del nostro Paese è grave – dichiara   il Presidente regionale dell’ANP, Eugenio Pescio i pensionati non vedono la fine del tunnel della crisi,  ed hanno grande preoccupazione per la mancanza di lavoro dei propri figli e nipoti  Occorrono misure urgenti per una ripresa stabile dell’attività economica e produttiva, per il rilancio delle attività agricole, industriali, commerciali, artigianali, culturali; misure  che sconfiggano le infiltrazioni mafiose, il malcostume, le ruberie, gli scandali che anche in questi ultimi giorni hanno tenuto banco sulle prime pagine dei giornali, rubando risorse preziose per lo sviluppo reale del Paese. Le nostre richieste non sono in contrasto con le rivendicazioni dei giovani per il diritto ad una scuola migliore, ad un posto di lavoro giustamente retribuito, a crearsi una famiglia, nessuno più di noi ha  a cuore il futuro dei giovani, siamo stati e siamo come anziani l’ammortizzatore sociale più sicuro in questa lunga crisi. Alle nostre giuste rivendicazioni vogliamo risposte precise”.

I pensionati della Cia - spiega Anna Graglia vicepresidente regionale dell’ANP - hanno manifestato a Bologna per esprimere la loro reale preoccupazione sulla situazione economica e soprattutto sociale che li riguarda. A livello locale, dati Istat alla mano, le addizionali regionali e comunali sono aumentate del 180% in dieci anni, a causa anche dei fondi tolti alle amministrazioni locali dal governo nazionale. Situazione che sembra destinata a peggiorare in quanto non è affatto chiaro l’impatto che avrà la riorganizzazione regionale della sanità e quindi quali servizi saranno ancora garantiti e quali saranno eliminati o ridotti. L’ANP del Piemonte  ha sempre lottato non solo per i diritti essenziali, come quello alla salute e alle cure, ma anche per la possibilità dei pensionati di condurre una vita dignitosa, attiva e piena. Per andare in questa direzione, occorre una pensione che non venga continuamente erosa da tasse e inflazione ma sia sufficiente per rendere gli anni del ritiro dal lavoro anni comunque produttivi e sereni, per la persona e la comunità. Dove prendere le risorse? Vanno reperite riformando il Paese e continuando con più efficacia la lotta all’evasione fiscale, agli sprechi, ai privilegi di numerose caste”.

La legge di Stabilità si pone per il 2015 l’obiettivo di rilanciare l’economia, l’occupazione e l’impresa, riavviando la crescita dopo anni di recessione. “Oggi ben 8 milioni di pensionati vivono   con assegni mensili sotto i mille euro, e 2,2 milioni addirittura sotto i 500 euro – conclude Eugenio Pescio -. La nostra associazione, in sinergia con la Cia nazionale, ha così deciso di fare appello alle Istituzioni per interventi concreti a favore dei pensionati, in particolare: l’estensione del bonus di 80 euro mensili e l’adeguamento progressivo dei minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale (640 euro mensili) come chiesto dalla Carta Sociale Europea; il recupero del potere d’acquisto delle pensioni (già eroso del 30%) attraverso una più puntuale indicizzazione e la riduzione del drenaggio fiscale nazionale e locale; l’attuazione della riforma sanitaria con moderne protezioni, presidi e servizi nei centri rurali; l’eliminazione delle liste d’attesa e la riduzione selettiva dei ticket; risorse economiche adeguate per il sociale e la non autosufficienza; il ripristino pieno del fondo Patronati”.

C.S.

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