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Attualità | 08 gennaio 2015, 09:15

La realizzazione della strada militare Crissolo–Pian del Re in un volume tutto… da sfogliare

Le tante fotografie, scattate dall’ingegner Carini, direttore dei lavori, coprogettista dell’opera e figlio del titolare dell’impresa che costruì la strada, sono inframmezzate da istantanee di escursionismo, di momenti familiari e di una montagna vista secondo gli schemi della borghesia dell’epoca

La Balilla dell’ingegner Giuseppe Carini affianca un rullo compressore prima del Pian del Re

La Balilla dell’ingegner Giuseppe Carini affianca un rullo compressore prima del Pian del Re

E’ stato ultimato di stampare nei giorni scorsi “Per orizzonte le Alpi, per confine il cielo – La strada militare Crissolo-Pian del Re”. Si tratta di un volume – affascinante nel suo lungo percorso fotografico – che nasce dal fortuito ritrovamento fatto a Barge da Claudio Gontero e Danilo Danna dei residui fotogrammi, su pellicola bianco-nero originale, delle immagini rappresentanti alcuni momenti della costruzione della strada militare del Pian del Re alla fine degli anni ‘30. Il ritrovamento avvenuto nell’antica casa di proprietà dell’ingegner Giuseppe Carini, ha permesso la riacquisizione di un patrimonio consistente in alcune centinaia di fotogrammi che opportunamente restaurati hanno reso più vicina a noi quell’epoca e una storia non banale che si riconnette con i grandi avvenimenti della storia, mescolandosi e amalgamandosi con gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, con la storia partigiana della Valle Po e con l’antica avventura del Buco di Viso e delle Traversette, luogo mitico della valle e innegabile segno del passato col famoso primo traforo della Alpi, realizzato nel 1480 su volontà del Marchesato di Saluzzo.

Le fotografie, scattate dall’ingegner Carini, direttore dei lavori, coprogettista dell’opera e figlio del titolare dell’impresa che costruì la strada, sono inframmezzate da fotografie di escursionismo, di momenti familiari e di una montagna vista secondo gli schemi della borghesia dell’epoca.

Sono stati contattati i familiari dell’ingegner Carini che hanno avuto  la possibilità di fornire alcuni commenti relativi alle fotografie e, in particolare, agli avvenimenti di contorno a questa “storia” della valle Po, creando un’atmosfera che può ricostruire i momenti e la perfetta percezione di che cosa sia questa strada, questo percorso verso la montagna e verso uno dei luoghi più affascinanti della storia naturale e geologica delle Alpi Cozie.

La montagna e i momenti rappresentati non sanno di facili eroismi ma si stanno avvicinando ad una normalità di rapporto che rappresenta e suggerisce un moderno modo di vedere la quotidianità attraverso le immagini, lasciandone la memoria, testimoniando la modernità di visione dell’autore delle fotografie.

Il materiale fotografico totalmente restaurato e reso disponibile è stato prima composto in una mostra fotografica esposta permanentemente a Crissolo e a Pian della Regina in un percorso di visita diffuso sul territorio.

Ora il materiale è stato riorganizzato da Stefano Beccio (che ne ha seguito anche l’impaginazione) e raccolto in un agile volume bilingue (italiano-inglese, traduzione a cura di Renata Peiretti) edito da Graph-Art di Manta per conto dell’Istituto Superiore di Cultura Alpina di Ostana affinché diventi strumento di divulgazione culturale della nostra storia ma anche un prezioso documento che può essere utilizzato per un turismo internazionale evoluto su cui occorre sempre più orientare la visibilità e la fruizione del territorio del Monviso.

Il volume è suddiviso in tre sezioni, il turismo al tempo della guerra uno spaccato della società alpina e cittadina dell’epoca nella Crissolo del 1938, la costruzione della strada con immagini dei lavori di realizzazione della strada e una sezione finale di confronto tra il paesaggio urbano e alpino visibile nel 1938 e quello percepibile ai giorni nostri nell’ambito degli stessi punti di ripresa.

Un volume che vuole anche essere il dovuto ringraziamento all’ingegner Carini, autore delle immagini dell’epoca, per aver documentato e permesso di ricostruire visivamente una storia che porta verso i luoghi simbolo della nostra valle: il Monviso, il Passo delle Traversette e il Buco di Viso. Allora fu una strada che anticipava i terribili disastri della seconda guerra mondiale e dell’intervento italiano contro la Francia ma che oggi rappresenta invece una direttrice importante per riconoscere, in pace, una natura austera e avvincente che è il gruppo montuoso del Monviso. Le iniziative di divulgazione e promozione del materiale ritrovato sono rivolte, naturalmente, ad una concreta valorizzazione del materiale e dei luoghi dell’alta Valle Po che vengono coinvolti da questa proposta.

W.A.

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