Dal 28 gennaio al 2 febbraio una cinquantina di studenti delle scuole superiori saluzzesi ha affrontato la tappa conclusiva del progetto ‘Promemoria Auschwitz’, promosso dal Comune di Saluzzo e curato dall’associazione Deina. I ragazzi, accompagnati dall’educatore Leonardo Giletta, hanno visitato Cracovia e i luoghi della memoria più significativi della Shoah, Auschwitz e Birkenau.
La studentessa, dell’Istituto saluzzese Denina Pellico Rivoira, Samantha Forniglia della classe VB AFM commenta come ha vissuto l’esperienza.
“Siamo partiti da Saluzzo il pomeriggio del 28 e dopo 20 lunghe ore di viaggio siamo arrivati a Cracovia. Dopo un’attività di gruppo abbiamo visitato la città passeggiando dalla piazza principale Rynek Główny fino al castello di Wawel. Il secondo giorno abbiamo avuto modo di vedere le prime testimonianze della Shoah nel Museo della Fabbrica di Shindler, nell’ex ghetto di Cracovia e nel quartiere ebraico. Il terzo giorno è stato colmo di emozioni: abbiamo percorso i campi di concentramento di Aushwitz I e di Aushwitz-Birkenau, mentre l’ultimo giorno abbiamo commentato l’esperienza dagli incontri precedenti il viaggio fino a quel momento e abbiamo avuto modo di scambiare le nostre impressioni su quanto avevamo vissuto e su cosa avevamo provato.
Questo viaggio – dice con emozione Samantha - ha significato tanto per me, percorrere questi luoghi è stato triste e toccante e ha cambiato completamente il mio modo di vedere il mondo. Penso sarebbe necessario fare quest’esperienza almeno una volta nella vita perché permette di capire quanto l’indifferenza e l’odio possano distruggere l’umanità. Questo viaggio ha lasciato il segno dentro ognuno di noi, come un vuoto assordante che ci ha fatto capire quanto sia importante ricordare. Io personalmente ho potuto superare le difficoltà emotive del viaggio grazie a tutte le persone che mi hanno accompagnato in questo percorso, perchè siamo riusciti a costruire un legame forte”. Aggiunge Giada Blua della VA SIA: “La visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau ci ha messi a confronto con la dimensione reale della Shoah, andando oltre ciò che avevamo studiato o immaginato. Camminare in quei luoghi, vedere gli spazi, gli oggetti, le strutture e ascoltare i racconti della guida ci ha fatto capire la sofferenza vissuta da milioni di persone.
Molti di noi – conclude la studentessa del Denina - hanno provato un senso di smarrimento: le parole spesso sembravano insufficienti di fronte a ciò che avevamo davanti. Allo stesso tempo la visita ci ha spinti a riflettere sul valore della memoria, sulla responsabilità di ricordare e sull’importanza di riconoscere i segnali dell’odio e dell’indifferenza, in modo che simili tragedie non si ripetano. È stata un’esperienza che ci ha toccati nel profondo, sia come individui sia come gruppo. Crediamo che portare con noi quanto visto e ascoltato significhi trasformare la memoria in consapevolezza e impegno”. Un’esperienza che ha lasciato nei ragazzi una traccia profonda e che ha permesso di rinnovare il ricordo in una nuova generazione in modo che rimanga radicato nel presente e nel futuro”.














