Il disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione presentato dal ministro Marianna Madia, e adesso in discussione al Senato, prevede l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato alle altre Forze di Polizia. Una decisione che sta provocando molte perplessità. Sul tema è intervenuto il viceministro cuneese Andrea Olivero, dal cui dicastero dipendono gli operatori della Forestale.
“La politica - sottolinea Olivero - deve tenere in debito conto le tantissime attestazioni di stima verso il Corpo che sono giunte e giungono da amministratori locali, organizzazioni agricole e associazioni ambientaliste e sociali impegnate a combattere le mafie. Riorganizzare e razionalizzare non vuol dire la rinuncia a un patrimonio essenziale di donne e uomini impegnati quotidianamente nella difesa del territorio”.
Cosa propone? “La Forestale deve riformarsi per continuare a prestare il suo prezioso servizio allo Stato nei campi della salvaguardia ambientale, del contrasto alle ecomafie, della tutela del “made in Italy” e del controllo della qualità agroalimentare in un settore che sta cambiando. Però nessuna riduzione, spezzettamento, soppressione, ma profonda riforma per valorizzare gli operatori e la loro professionalità e dedizione alle Istituzioni. Ancora di più oggi, alla vigilia di Expo 2015”.
Il suo impegno? “Salvaguardare e rilanciare il Corpo come riferimento a tutela del territorio, della legalità e dell’ambiente non per un nostalgico attaccamento al passato, ma per lungimiranza e volontà di assicurare un futuro al nostro ecosistema”.
















