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Attualità | 15 maggio 2015, 17:25

Al Monviso Solidale la Regione incontra il mondo del sociale

Mercoledì 13 maggio, presso un gremito salone “Monviso” nella sede saluzzese del Consorzio Monviso Solidale, la Regione Piemonte, rappresentata dall’Assessore alle politiche sociali Augusto Ferrari e dal consigliere Paolo Allemano, ha incontrato gli attori del mondo del sociale

Al Monviso Solidale la Regione incontra il mondo del sociale

Mercoledì 13 maggio, presso un gremito salone “Monviso” nella sede saluzzese del Consorzio Monviso Solidale, la Regione Piemonte, rappresentata dall’Assessore alle politiche sociali Augusto Ferrari e dal consigliere Paolo Allemano, ha incontrato gli attori del mondo del sociale.

Si tratta di un percorso iniziato a gennaio – ha spiegato l’Assessore – nel quale abbiamo pianificato incontri in ogni area del Piemonte, tentando di creare luoghi di ascolto e confronto con gli operatori e con coloro che hanno responsabilità nel costruire politiche di benessere e coesione sociale, insomma: una consultazione ampia per identificare quali siano le priorità che il Governo regionale deve darsi per ridefinire il welfare piemontese”.

Per come è stato declinato il patto per il sociale, non si tratta solo di una sfida ai tagli” ha aggiunto Paolo Allemano ma di una sfida per anticipare e non solo rincorrere i bisogni dei cittadini. Credo comunque che oggi siamo qui anche per darci un po’ di coraggio”.

Nel dare il suo benvenuto, il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni ha sottolineato come “siano stati anni difficili, segnati da tagli progressivi sui territori. I comuni hanno fatto la loro parte aumentando le quote pro capite e tutt’ora si stanno ingegnando a costruire risposte a due temi pressanti come la casa e il lavoro, ma non si può negare che siamo in presenza di un sistema generale che sta vacillando”. Anche il presidente del Cda del Monviso Solidale Gianpiero Piola si è soffermato su questi due temi: “Aldilà del fatto che speriamo ancora che i tagli alla fine siano inferiori a quelli annunciati, è legittimo pensare che i consorzi possano in qualche modo strutturarsi anche per tentare di dare risposte sui temi di casa e lavoro. Servono però un progetto e un sistema di più ampio respiro, che non affrontino solo l’urgenza del momento ma ne assicurino una sostenibilità nel tempo”.

Siamo nell’ambito dei lavori in corso – ha proseguito l’Assessore Ferrarie siamo di fronte al paradosso di un sistema di welfare nato per ridurre gli squilibri delle nostre comunità, per creare un maggior tasso di inclusione per gli esclusi, e che rischia oggi di essere un sistema che queste disuguaglianze, questi squilibri, li mantiene. Si è inceppato il sistema di politiche sociali, che garantisce chi è dentro il sistema dei servizi ma non trova le strade per includere chi da troppo tempo ne è rimasto fuori. Serve lavorare tutti insieme perché ci sia un riequilibrio strategico nel sistema di welfare piemontese. Siamo molto forti su alcuni servizi consolidati, siamo debolissimi (a livello di sistema, poi gli operatori sono forti e determinati) su tutta una nuova serie di bisogni perché ad essi non ci siamo attrezzati in tempo”.

 

Il concetto emerso è quello non di smantellare, ma di far evolvere ciò che negli anni è stato costruito, all’interno di tre grandi assi strategici: l’integrazione socio sanitaria, dove occorre lavorare su una maggiori integrazione e flessibilità fra servizi di residenzialità e domiciliarità;

la lotta contro le forme di povertà, “che deve diventare un obiettivo strategico e decisivo, oppure corriamo il rischio di non intervenire su alcune frontiere che stanno mettendo a repentaglio la coesione delle nostre comunità”; e infine il sostegno alle responsabilità familiari, dove servono leggi regionali sui servizi alla prima infanzia, “perché le famiglie non sono più quelle di 40 anni fa”.

 

C’è stato spazio anche per toccare due ultimi delicati temi: il riordino della sanità territoriale, allo studio dell’Assessore Saitta, con l’auspicio che il cosiddetto “distretto forte” venga inteso come ambito territoriale dove sociale e sanità siano collocati in maniera paritetica e gestiscano insieme i servizi nella maniera più adeguata; e il tema delle risorse, dove, ha spiegato l’Assessore Ferrari, “veniamo da una difficile e progressiva ricostruzione del bilancio regionale; stiamo provando a riallineare la competenza e la cassa” (i trasferimenti regionali agli enti gestori sono ad oggi infatti fermi al 2013).

In chiusura Livio Tesio, direttore del Monviso Solidale, ha auspicato che “si possa uscire dalla monofunzione socio assistenziale per andare verso una pluralità dei servizi, un esempio può essere l’accompagnamento al lavoro. Abbiamo toccato con mano che l’assenza di lavoro è ciò che scatena il problema della casa e poi produce il problema degli sfratti e la realtà di nuove povertà. E per farlo abbiamo bisogno di un’equa distribuzione di risorse sul territorio. Non è pensabile che si ripeta la situazione vista sugli extra-lea, dove su un budget regionale di 30 milioni di euro, oltre 29 sono finiti su Torino e il resto del Piemonte ha dovuto spartirsi gli avanzi”. D’accordo anche il presidente Piola: “La torinocentricità va discussa, va affrontata. La politica può capir tutto se le risorse non ci sono, ma se ci sono e vengono usate solo da altre parti, non c’è modo più modo di spiegarlo alla cittadinanza. La seconda provincia più grande del Piemonte se non ricordo male siamo ancora noi”.

r.g.

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