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Cuneo e valli | 19 marzo 2016, 12:40

#controcorrente: a quattro anni dalle elezioni del 2012 e a un anno dalle nuove, il Consiglio comunale di Cuneo è stato stravolto

Dimissioni comprensibili e di comodo, salti della quaglia da maggioranza a opposizione e viceversa e rimpasto di Giunta alla faccia dei cittadini che avevano scelto una composizione diversa dell’assemblea municipale

#controcorrente: a quattro anni dalle elezioni del 2012 e a un anno dalle nuove, il Consiglio comunale di Cuneo è stato stravolto

Nel ballottaggio del 20 e 21 maggio 2012, Federico Borgna vince le elezioni e diventa sindaco del Comune di Cuneo. Per la maggioranza risultano eletti nell’assemblea municipale: Alessandro Spedale, Erio Ambrosino, Giovanni Cerutti e Giancarlo Arneodo (Cuneo Solidale); l’ex sindaco Alberto Valmaggia, Marco Vernetti, Gabriella Roseo e Giuseppe Tassone (Democratici per Cuneo); Valter Fantino, Emiliano Rosso, Franca Giordano e Domenico Giraudo (Centro Lista Civica); Luca Pellegrino, Vincenzo Pellegrino e Davide Dalmasso (Cuneo Più); Luca Serale, Enrico Collidà, Federico Casalino, Giancarlo Isaia ed Enrico Arnaudo (Udc-Crescere Insieme: la lista è unica ma i prime tre consiglieri fanno parte dell’Udc sostenuti dai vertici provinciali del partito; gli altri due sono espressione di Crescere Insieme, con alle spalle l’ex presidente della Provincia, Giovanni Quaglia, e il tributarista, Giandomenico Genta).

Sui banchi della minoranza, invece, siedono: Gigi Garelli (Gruppo Consiliare Autonomo), che ha perso la battaglia finale con Borgna; Patrizia Manassero e Carmelo Noto (Partito Democratico); Mario di Vico e Roberto Ceratto (Moderati); Paolo Romeo (Costituente Beni Comuni); Antonino Pittari (Di Pietro-Italia dei Valori); Valter Bongiovanni (Lega Nord-Grande Cuneo).

A cui si aggiungono gli altri candidati sindaco: Claudio Sacchetto (anch’egli della lista Lega Nord-Grande Cuneo); Manuele Isoardi (Movimento 5 Stelle); Marco Bertone (Popolo della Libertà); Giuseppe Lauria (Cuneo per Cuneo, Cuneo Rosa, Progetto Cuneo). Serale, Dalmasso, Fantino, Giordano, Roseo e Spedale vengono chiamati a svolgere il compito di assessori e sono sostituiti in Consiglio da Paola Olivero, Carlo Fornaseri, Silvano Enrici, Cristina Clerico, Guido Lerda e Silvio Falco.

 

IL BALLETTO DELLE TRASFORMAZIONI

Fino a quel punto, tutto secondo le regole. Di lì a poco, però, comincia a scatenarsi nell’opposizione, ma soprattutto in maggioranza, un vortice di cambiamenti e di trasformazioni da far impallidire il più incallito dei politici.

Nel novembre 2012, si dimette Bertone e gli subentra Riccardo Cravero. Nel gennaio 2013, Pittari passa dalla lista “Di Pietro-Italia dei Valori” al “Partito Democratico”. A marzo dello stesso anno, Manassero, eletta senatrice, lascia il posto a Gianfranco Demichelis.

Nell’aprile 2013 è Sacchetto, per contrasti con i vertici piemontesi della “Lega”, ad abbandonare. Infatti, alle regionali del 2014 si presenta come candidato del “Nuovo Centrodestra-Udc”.

In Municipio, a Cuneo, lo sostituisce Sergio Gandolfo. Nell’ottobre 2013, se ne va Paolo Romeo (ricambio già deciso prima delle votazioni) ed entra Nello Fierro. Nel febbraio 2014, Cravero, essendo giunto a fine corsa “Il Popolo della Libertà”, costituisce, da solo, il gruppo di “Forza Italia” nell’assemblea consiliare.

Sempre nel febbraio 2014, Collidà, Arnaudo, Casalino, Isaia e Olivero decidono di cambiare nome alla lista: da “Udc-Crescere Insieme” a “Per Cuneo”. Nel marzo 2014, Isaia, nominato presidente di “Idea Granda”, partecipata del Comune attraverso l’“Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti”, deve dimettersi. Gli subentra Carlo Brignone. Poco dopo, Vincenzo Pellegrino, Luca Pellegrino e Fornaseri sciolgono “Cuneo Più” ed entrano in “Per Cuneo”, mentre Gandolfo esce dalla “Lega Nord-Grande Cuneo” e costituisce il “Gruppo Misto di Minoranza”.

Nel giugno 2014, Arnaudo e Olivero ci ripensano e si staccano da “Per Cuneo”, tornando a formare l’iniziale “Crescere Insieme”. Nel settembre 2014 si dimette Valmaggia, perché diventato consigliere e assessore regionale. Al suo posto va Vito Genovese. A novembre 2014, Gandolfo fa il secondo salto della quaglia, passando dal “Misto di Minoranza” al gruppo di maggioranza “Per Cuneo”.

A dicembre avviene il cambio di presidente dell’assemblea municipale, concordato a inizio tornata amministrativa: Tassone torna consigliere, lasciando l’incarico a Cerutti. Nel gennaio 2015, Ambrosino, Arneodo, Falco, Genovese, Lerda, Tassone e Vernetti si fondono nel gruppo “Cuneo Solidale-Democratici per Cuneo”.

Obiettivo? Controbilanciare al centro, con la stessa consistenza di numeri, l’altra lista di maggioranza “Per Cuneo” spostata più a destra. Nel febbraio 2015, Cravero dà lo schiaffo a Forza Italia, che, da quel momento, per la prima volta in due decenni, non ha più rappresentanti in Municipio, costituendo un altro “Gruppo Misto di Minoranza”. Sempre a febbraio 2015, Gabriella Roseo è costretta, dalla sua maggioranza, a dimettersi da assessore.

Il sindaco rimpasta la Giunta e ridistribuisce alcune deleghe, con la nomina, nella squadra al governo della città, di Paola Olivero e Maria Gabriella Aragno che non figurava tra i consiglieri eletti nel maggio 2012. Di conseguenza, viene rimpiazzata solo la Olivero con Luca Paschiero. A marzo decidono di andarsene anche Rosso e Collidà. Motivo? Nell’aprile 2016 scadono gli incarichi nel Consiglio della Fondazione Crc e loro, a una nomina in quell’Ente, ci terrebbero davvero. Ma, per non essere incompatibili con lo Statuto della stessa Fondazione, non devono ricoprire ruoli pubblici da almeno un anno. A prenderne il posto sono Serena Garelli e Luciana Basso: quest’ultima in “Crescere Insieme”, perché quella era la sua provenienza al momento delle votazioni 2012.

Nel giugno 2015, Cravero abbandona il “Misto di Minoranza” e fonda il “Misto di Maggioranza”. Per chi ha contrastato con continue critiche nel mandato precedente la Giunta Valmaggia e, poi, quella Borgna, si tratta di un voltafaccia incomprensibile: soprattutto per chi l’aveva votato tre anni prima. A settembre e, poi, a ottobre 2015, si dimettono Domenico Giraudo ed Erio Ambrosino. Motivo? Non condividono più la politica del sindaco e della sua amministrazione. Li sostituiscono Maria Margherita Bonetto e Giovanni Gollè. Infine, c’è ancora un ultimo, almeno per ora, salto della quaglia: Genovese che era già uscito da “Cuneo Solidale-I Democratici” entrando nel “Misto di Maggioranza” con Cravero, costituisce un nuovo “Misto di Minoranza”.

Basterà il “tourbillon” di giravolte? Forse no, in quanto, pur a un anno delle nuove elezioni del 2017, c’è ancora qualcuno, tra le liste al governo della città, con un forte mal di pancia che potrebbe scoppiare.

 

LE CONCLUSIONI La fisionomia del Consiglio comunale eletto nel 2012 è stata stravolta, alla faccia dei cittadini cuneesi che avevano deciso una composizione diversa dell’assemblea municipale. Tra dimissioni comprensibili e altre di comodo, passaggi da minoranza a maggioranza e viceversa, si è assistito a un balletto da Parlamento. Anche se in Municipio il mercato delle contrattazioni rende decisamente meno. Sta di fatto, però, che il sindaco non ha saputo tenere coesa la propria maggioranza e l’opposizione, frammentata in troppi rivoli, non ha approfittato delle occasioni offerte in questi anni dalla Giunta Borgna e C. di essere attaccata per alcune, o forse molte, scelte discutibili.

#controcorrente

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