“Prima o poi presenteremo un’interrogazione al sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni per farci spiegare che cosa dobbiamo fare e quali sono i compiti dei consiglieri di minoranza”.
C’è certo dell’ironia ma forse ancor più amarezza nelle parole dell’avvocato Carlo Savio, al termine dell’incontro che l’opposizione ha chiesto ed ottenuto di avere con il presidente del Consiglio Andrea Momberto circa determinanti comportamenti del primo cittadino dell’ex Capitale del Marchesato che Savio ed i suoi non sono più disposti né disponibili a tollerare oltre. E che, tra le righe, chiedono che vengano stigmatizati.
A quasi due anni dalla vittoria elettorale di Calderoni (che per la terza legislatura consecutiva, complice un centrodestra a dir poco autolesionistico, ha consegnato la Città al centrosinistra) i rapporti tra la minoranza e il sindaco sembrano aver raggiunto il minimo storico del bon ton, specie dopo l’ultimo Consiglio comunale, quando Calderoni aveva lasciato l’aula sbattendo nervosamente la porta. I rapporti minoranza-maggioranza in Consiglio Comunale sono stati sin qui all’insegna di una correttezza che visioni ed opinioni diverse non avevano in alcun modo minato o fatto venir meno. Non così si era invece potuto più volte annotare quando anziché il gruppo di maggioranza l’interlocutore di turno era stato ora il sindaco ora taluni membri della Giunta, apparsi – specie il primo – quantomeno insofferente alle critiche.
“Alla minoranza è stato negato, fin dall’insediamento del Consiglio comunale, un qualsiasi ruolo istituzionale. Veniamo regolarmente estromessi da ogni decisione importante. Se offriamo collaborazione, proponendo commissioni di studio specifiche, come abbiamo fatto per l’ospedale e il centro storico, siamo ignorati. Se presentiamo interrogazioni per essere informati veniamo accusati di ostruzionismo se non di disfattismo. Che dobbiamo fare? Abbiamo chiesto chiarimenti su temi complessi che riguardano, come nel caso della piscina e dell’asilo nido, le finanze del Comune e quindi le tasche di tutti i cittadini, ed è venuto giù il finimondo. Saluzzo – continua polemicamente Savio – non è proprietà esclusiva del sindaco Calderoni e dell’assessore Roberto Pignatta. La città sta affrontando passaggi delicati cui vorremmo dare il nostro contributo per risolverli, ma quando esprimiamo un parere veniamo accusati di voler disturbare il manovratore. Mi chiedo: a parti rovesciate che cosa sarebbe successo? Se la sinistra fosse all’opposizione come si comporterebbe di fronte a nodi quali quelli che oggi sono sul tappeto?”
La minoranza di centrodestra sembra intenzionata a non arretrare di un millimetro e si aspetta che il presidente del Consiglio sia parte attiva per riportare la situazione ad un clima di maggior serenità e tolleranza.
“In altre città della provincia, in cui il margine di voti tra vincitori e sconfitti è stato decisamente maggiore, la minoranza ha perlomeno qualche rappresentanza che a Saluzzo invece ci è sempre stata negata” conclude Savio.














