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Eventi | 01 aprile 2016, 14:50

Alba: nella Chiesa di San Domenico arriva Lise de la Salle

Stella giovanissima del pianismo internazionale, si esibirà alle 16.30 di domenica 3 aprile

Alba: nella Chiesa di San Domenico arriva Lise de la Salle

Domenica 3 aprile, l’Unione Musicale di Torino propone il primo dei concerti fuori sede inseriti nel cartellone della stagione “didomenica”, nata in collaborazione con la Fondazione Ferrero di Alba (9 concerti in tutto, la domenica pomeriggio, tra Torino e Alba).

A causa della temporanea inagibilità dell’Auditorium della Fondazione Ferrero, il concerto si svolgerà nella suggestiva cornice storica della Chiesa di San Domenico, ad Alba, alle ore 16.30.

Protagonista del concerto una giovane stella del pianismo internazionale, la francese Lise de la Salle, già lanciata in una carriera folgorante che l’ha portata a esibirsi nelle più importanti sale da concerto del mondo e a collaborare con direttori come di Fabio Luisi, Lorin Maazel, James Conlon, Philippe Herreweghe, Semyon Bychkov, Lawrence Foster e molti altri.

Interprete appassionata e straordinaria del repertorio romantico, per il pubblico dell’Unione Musicale Lise de la Salle propone in apertura di programma due Sonate per pianoforte di Beethoven, la giovanile Sonata in do maggiore op. 2 n. 3 e la trentaduesima e ultima op. 111, che rappresenta invece il compiuto testamento di Beethoven nel genere della sonata pianistica, trasformata nel volgere di un trentennio da genere di pubblico consumo in astratta meditazione personale.

La seconda parte del concerto è dedicata al repertorio romantico; si potrà infatti ascoltare il Tema e variazioni in re minore op. 18b di Brahms e a seguire la Fantasia in do maggiore op. 17 di Schumann, brano particolarmente amato da Lise de la Salle, come dichiara in una recente intervista: «Il pezzo che preferisco è quello con cui termina il programma, che secondo me è una delle pagine più romantiche mai scritte: la Fantasia di Schumann, l’apoteosi del percorso musicale presentato in questo concerto. Il primo movimento è un grido di amore e di passione. Il secondo movimento è un omaggio a Beethoven, pieno di energia, e mi ricorda, con il suo ritmo quasi jazzistico il secondo movimento dell’op. 111 che eseguo nella parte precedente del programma

c.s.

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