Una mail piena di preoccupazione alla nostra redazione: "E' vero che chiudono il reparto Nido dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo?".
La risposta è no, come ci spiega l'Ufficio Comunicazione dell'azienda ospedaliera di Cuneo. Non verrà chiuso, semplicemente riorganizzato a vantaggio di una pratica sempre più diffusa: il "rooming in", ossia neomamma e bimbo subito insieme dopo il parto. Ovviamente se le condizioni di salute di entrambi lo permettono.
Perché il bambino, che per 9 mesi resta nella pancia della mamma, ne condivide il respiro, il battito cardiaco, i movimenti, i suoni, deve venire affidato ad estranei, pur preparati? Perché non permettere ad una mamma in buone condizioni psicofisiche di tenere il bambino con sè il più possibile fin dai primi giorni di vita?
La pratica è ormai consolidata e se ne sono già appurati i molteplici benefici. Ecco che, nella riorganizzazione del Dipartimento Maternità e Infanzia dell'ospedale di Cuneo, che verrà accentrato tutto al quarto piano, si è tenuto conto di questo. Nessuna perdita di personale, semplicemente un diverso impiego. Verrà infatti creato un gruppo multidisciplinare che aiuterà e guiderà non solo la mamma, ma anche il papà, in tutte quelle incombenze pratiche che spesso mandano in crisi i neogenitori nei primi giorni a casa.
Ovviamente il Nido accoglierà i bambini negli orari di visita, quando in reparto arriva una folla di visitatori con fiori, piante, regalini vari, tutto condito dalla gioia per il nuovo arrivo.
In definitiva, se la mamma dopo il parto è in grado di prendersi cura del suo bambino, perché affidarlo a qualcun altro? Entrambi sono perfettamente in grado di stabilire una relazione e di affrontare anche le prime piccole difficoltà. I sanitari lo sanno, il bambino anche. E' la mamma, il più delle volte, a non sentirsi sicura di se stessa.
Il "rooming in" è un atto di fiducia nei suoi confronti. La mamma ha qualche giorno di tempo per scoprirlo, guidata e supportata, comunque, dalla presenza di personale specializzato.













