In provincia di Cuneo un'azienda su dieci è gestita da imprenditori con meno di 35 anni di età, per un totale di oltre 6500 partite Iva.In Granda un'impresa su dieci è under 35, e in Piemonte nell'ultimo trimestre ogni quattro nuove aziende tre si inseriscono in questa soglia anagrafica.
Le rilevazioni di Unioncamere indicano la volontà di sempre più giovani di ovviare con l'autoimpiego alla crisi o comunque alla stagnazione del mercato del lavoro dipendente e alle spinte delocalizzatrici dei grandi gruppi piemontesi verso i mercati esteri. Da qui la necessità, per le oltre 6500 aziende giovanili della provincia di Cuneo, di strategie e strumenti in grado di salvaguardarle anche dopo la fase dello start up in senso stretto e di inserirle in stabili contesti di distretto e di filiera utili a consentirne la crescita organizzativa, l'ammodernamento continuo e la mirata internazionalizzazione commerciale. Perché - come tendono a ribadire i vertici di Confapi provinciale, con il Presidente Pierantonio Invernizzi e i Vice Giuseppe Rossetto e Luciano Piovano -.
"I provvedimenti che si circoscrivono alla incentivano della fase strettamente iniziale di un rapporto di lavoro o di una costituzione di azienda, rischiano ad avvenuto esaurimento di rivelarsi un boomerang, come purtroppo certificano le statistiche occupazionali sia per le attività indipendenti che per quelle alle dipendenze. Essendo questo il periodo che coincide, come avviene ogni anno, con la messa in cantiere delle varie manovre finanziarie statali e regionali per i successivi dodici mesi, le sempre minori risorse a disposizione devono essere utilizzate per sostenere chi fin da ora è in grado di crescere e creare occupazione diretta e indotta, così da favorire interventi coordinati e integrati e di maggiore impatto occupazionale; mentre allo stato attuale il rischio, pressoché certo, è quello di provvedimenti che magari aiutano un'azienda o un rapporto di lavoro a costituirsi, salvo poi scaricarne i costi, dal secondo anno in avanti, sullo stesso imprenditore o lavoratore, in forma di aumento esponenziale del carico fiscale, contributivo e sanzionatorio che blocca la crescita economica".
In questa visione si inserisce la crescente sinergia che il sistema Confapi persegue con i colleghi di Torino, specialmente in un momento in cui l'indotto deve con le proprie forze individuare una nuova identità produttiva e nuovi target di mercato, al di là di aiuti a tempo che si rischia poi di dover ripagare con gli interessi in forma di nuove o maggiori tasse e di nuovi o maggiori obblighi burocratici e sanzionatori.













