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Politica | 06 settembre 2016, 17:23

“Un tavolo per tutelare la Granda dalle spinte torinocentriche”

Dopo l’incontro di lunedì a Cuneo in Camera di Commercio il ministro illustra i primi concreti impegni. In cima alle priorità il cronoprogramma della Asti-Cuneo e i futuri interventi di ammodernamento nel campo dell’edilizia sanitaria

Enrico Costa

Enrico Costa

In una stagione in cui le distinzioni ideologiche non esistono più e i confini tra sinistra e destra sono sempre più labili, meglio fare squadra, rinserrare le fila senza andare tanto per il sottile e, soprattutto, considerare che il territorio cuneese è in drammatico ritardo sulle infrastrutture e le poche risorse disponibili in futuro, ridotte al minino, andranno usate con oculatezza.

Questo devono aver pensato i parlamentari cuneesi, riunitisi ieri nella sede della Camera di Commercio, per cercare di fare quadrato, dando vita ad un  “modello Cuneo” ancora tutto da tratteggiare nei dettagli.

Finora, infatti, siamo nel limbo delle buone intenzioni.    

Ne abbiamo parlato col ministro degli Affari regionali Enrico Costa promotore dell’iniziativa.

Ministro, se non si trasformerà nell’ennesimo, inutile tavolo potrebbe rivelarsi importante per Cuneo il modello di lavoro definito lunedì in Camera di Commercio…

«Penso che lo sarà. Qualcuno ha parlato di lobby cuneese. Io, molto più prosaicamente, mi limito a dire che il nostro territorio deve imparare a fare squadra per far sentire la sua voce nelle sedi opportune e anche per tutelarsi dalle spinte torinocentriche sempre molto forti».

Quale la finalità?

«Un tempo gli amministratori avevano come riferimento il parlamentare della zona. Oggi le diverse modalità elettorali hanno messo in crisi quel sistema, ma sindaci e assessori hanno bisogno più che mai di avere interlocutori ai livelli sovracomunali, così come le associazioni di categorie».

Complimenti, ha assestato un bel colpo anche dal punto di vista politico. Riuscire a far sedere ad uno stesso tavolo non solo i parlamentari di maggioranza ma anche il forzista Cirio e la pentastellata Dadone non è roba da tutti i giorni…

«Aver scelto di partecipare è una cosa che fa loro onore. Nessuno intende chiedere di rinunciare alle loro posizioni di oppositori. Ritengo, tuttavia, che sia opportuno un vasto concorso di idee e l’impegno di tutti».

Qualche esempio sulle modalità di lavoro?

«Credo che occorra riappropriarsi del concetto di programmazione e quando penso alla programmazione il mio pensiero va immediatamente alla Sanità. Cuneo e la pianura saluzzese e saviglianese hanno necessità di mettere mano ad ospedali ormai vetusti. Il rinnovamento edilizio della rete ospedaliera sarà uno dei principali temi di riflessione dei prossimi incontri. Sarà indispensabile, a questo proposito, avere la partecipazione dei consiglieri regionali».

Resta sempre pendente la grande “Incompiuta”, l’autostrada Asti-Cuneo. Anche su questo varrebbe la pena che i parlamentari cuneesi puntassero i piedi con forza. Non crede?

«So che a breve il Ministero dei Lavori Pubblici presenterà una proposta che prevede una soluzione finanziariamente compatibile. Dovremmo, come territorio, a tutti i livelli istituzionali, esigere che sia definito un cronoprogramma serio e periodicamente verificabile».

C’è anche l’aeroporto, infrastruttura importante per il turismo…

«Anche l’aeroporto sarà oggetto di attenzione. Registriamo l’impegno crescente di privati a fronte del disimpegno della Regione. Dobbiamo prestare particolare attenzione al settore turistico che rappresenta per il Cuneese un serbatoio ancora in larga parte inesplorato».

 

 

 

Giampaolo Testa

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