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Copertina | 18 gennaio 2026, 00:00

Federica Barbero: “In Regione porto l’amore per la mia terra, l’attenzione alle persone e l’impegno verso il mondo produttivo”

Il Consigliere regionale, alla sua prima esperienza in questa veste, traccia il bilancio dei 18 mesi trascorsi dall’insediamento e rilancia le iniziative per il Cuneese, tra pianificazione, valorizzazione del patrimonio culturale, imprenditoria e tutela della fragilità

Federica Barbero: “In Regione porto l’amore per la mia terra, l’attenzione alle persone e l’impegno verso il mondo produttivo”

Federica Barbero è Consigliere regionale del Piemonte per la provincia di Cuneo dal giugno 2024, nelle file di Fratelli d’Italia.


Un anno e mezzo di lavoro intenso, senso delle istituzioni e forte responsabilità, 100% in presenza e 100 % di votazioni, all’interno del rinnovato Consiglio regionale.

Architetto libero professionista, Federica Barbero porta in Regione una visione concreta e radicata, maturata attraverso il contatto diretto con il territorio e con le comunità che lo abitano.

Il suo impegno nelle Commissioni consiliari, dalla pianificazione territoriale all’ambiente, dalla cultura all’istruzione, fino al mondo agricolo/produttivo e sociale, riflette un approccio trasversale che mette al centro la tutela, la crescita e la valorizzazione del Piemonte e, in particolare, del Cuneese.

Il suo impegno si è manifestato concretamente attraverso numerosi progetti e interventi legislativi volti a tutelare e a valorizzare l’economia locale, il patrimonio culturale e il benessere dei cittadini.

A un anno e mezzo dal suo ingresso in Consiglio regionale del Piemonte, quale bilancio personale e politico si sente di tracciare?

Un bilancio sicuramente positivo, frutto dell’impegno costante e intenso con cui quotidianamente affronto questa grande responsabilità. Politicamente, ho cercato di dare un contributo effettivo, sempre con spirito di servizio e attenzione alla realtà piemontese, in particolare alla provincia di Cuneo. È stato un periodo di grande apprendimento, in cui ho potuto conoscere meglio il funzionamento delle istituzioni regionali e, contemporaneamente, portare con determinazione le istanze del territorio all’interno del Consiglio regionale.

Dedico molto tempo agli incontri, alle visite nelle comunità locali e all’ascolto: è l’unico modo per poter prendere coscienza delle diverse situazioni, delle esigenze e delle problematiche di cittadini e gruppi di interesse, instaurando con tutti un dialogo ed un confronto costruttivi, alla ricerca di soluzioni ragionate per affrontare le più svariate criticità.

Sono felice di aver scoperto, grazie a questo approccio pragmatico, tante realtà del nostro territorio, dalle Pro Loco alle Unitre, fino alle numerose associazioni che dimostrano un amore autentico e profondo per la nostra terra.

Una dedizione che si percepisce chiaramente in ogni iniziativa, in ogni incontro, nelle festività ricche di simboli e tradizioni, così come nel lavoro di artisti, quali pittori o scrittori, che raccontano e valorizzano le nostre meraviglie”.

 

 

Come portavoce di Fratelli d’Italia in VI Commissione (Cultura) e membro della Consulta per la Valorizzazione e Promozione del Patrimonio Linguistico e Dialettale, prosegue un lavoro avviato negli ultimi anni come Responsabile regionale per Fratelli d’Italia del Dipartimento ‘Spettacolo, teatro e valorizzazione del territorio’: quali risultati sono stati raggiunti?

In VI commissione, abbiamo lavorato per rafforzare il ruolo della cultura come leva di sviluppo e coesione sociale, interpretandolo non solo come singolo evento ma come sistema.

Abbiamo ultimato l’iter di approvazione del Piano triennale per la Cultura, uno strumento programmatorio fondamentale per rendere le politiche regionali più inclusive e accessibili anche in questo specifico ambito. Piano sul quale, in Commissione, Fratelli d’Italia ha inciso in modo considerevole, soprattutto nella promozione del prezioso e troppo spesso sconosciuto patrimonio culturale, spesso ed erroneamente considerato ‘minore’, diffuso nelle piccole realtà.

Personalmente, ho incontrato ed ascoltato molte associazioni ed enti, come bande musicali e compagnie teatrali amatoriali che si esprimono nelle lingue e nei dialetti del nostro Piemonte. Da questo confronto è nato un emendamento, approvato nella Legge regionale di Riordino 2025 dedicato al teatro amatoriale dialettale piemontese. Un intervento volto alla predisposizione di un bando pensato per valorizzare, sostenere e promuovere le associazioni legalmente costituite che contribuiscono in modo concreto a diffondere e tramandare le nostre tradizioni culturali e linguistiche.

Per me, infatti, è imprescindibile mantenere vive le nostre radici e tradizioni”.

La sua formazione da architetto offre un apporto tecnico su urbanistica e territorio: quali sono oggi le principali criticità da affrontare?

Le principali criticità riguardano il consumo di suolo, la rigenerazione del patrimonio esistente e la messa in sicurezza del territorio. Occorre puntare di più sulla riqualificazione, sul recupero dei centri storici e su una pianificazione che tenga insieme sviluppo, sostenibilità e identità dei luoghi. Per questo è fondamentale portare avanti il lavoro svolto per contrastare lo spopolamento dei piccoli paesi montani, collinari e di pianura.

In quest’ottica, si inserisce l’emendamento, a mia prima firma, approvato nella Legge regionale di Riordino 2025, sul recupero dei sottotetti. L’intervento amplia le possibilità di recupero dei volumi legittimi, andando nella direzione della limitazione del consumo di suolo. La normativa precedente fissava un termine rigido al 31 dicembre 2023; la modifica consente invece il recupero dei volumi legittimi alla data di presentazione dell’istanza, mantenendo criteri chiari e responsabili”.

Agricoltura, industria e lavoro: quali sono le urgenze che arrivano dal mondo produttivo piemontese?

Da sempre sono vicina, anche per ragioni familiari, al mondo agricolo, degli allevamenti ed industriale: conosco bene le principali urgenze che lo attraversano, dagli elevati costi energetici all’eccesso di burocrazia, dalle normative sui pesticidi alla concorrenza sleale da Paesi extra UE, fino alla difficoltà di reperire manodopera qualificata.

Il mondo produttivo chiede stabilità, infrastrutture adeguate e politiche capaci di sostenere l’innovazione senza perdere di vista le eccellenze tradizionali, a partire dall’agricoltura.

Alcune normative europee stanno gravando molto su questi settori, rallentando la nostra economia.

In questo contesto sto lavorando al fianco di numerosi allevatori e commercianti. Il Consiglio regionale ha approvato un mio ordine del giorno a sostegno delle imprese e dei professionisti piemontesi della pet economy, con particolare attenzione al settore delle specie selvatiche ed esotiche. Nel recepire il regolamento europeo 2016/429, col Decreto Legislativo 135/2022, il Governo va a disciplinare il commercio, l’importazione e la detenzione di specie selvatiche ed esotiche, introducendo elenchi di specie vietate. È una partita delicata, bisogna coniugare la doverosa tutela della salute con le legittime esigenze di un intero comparto economico che, va ricordato, vanta un volume d’affari complessivo che supera i 3 miliardi di euro annui per il solo pet food”.

Sanità e servizi restano le principali preoccupazioni dei cittadini: quali risposte concrete può dare oggi la Regione, soprattutto nelle zone periferiche?

Ne sono consapevole ed è proprio per questo motivo che, di recente, ho chiesto di essere inserita anche nella IV commissione (Sanità), soprattutto dopo essere stata a contatto con diverse fondazioni nate sul territorio cuneese che contribuiscono fattivamente a migliorare questo delicato settore.

 La Regione sta lavorando per rafforzare la sanità territoriale e ridurre le disuguaglianze tra aree centrali e periferiche. L’obiettivo è garantire servizi di prossimità, potenziare i presidi locali e migliorare l’accesso alle cure, soprattutto per anziani e famiglie che vivono lontano dai grandi centri. Col Piano Socio-Sanitario appena approvato andiamo esattamente in questa direzione”.

Da sempre il suo impegno nel sociale è molto sentito. Ci può parlare dell’emendamento, a sua prima firma, a tutela delle persone più fragili?

È un tema a cui tengo particolarmente, conosco realtà esemplari in cui quotidianamente le relazioni tra gli operatori, gli ospiti ed i parenti donano benessere reciproco, favoriscono la crescita personale e la trasmissione dei valori più importanti, costituendo, di fatto, una vera e propria famiglia allargata, dove è garantita un’assistenza amorevole e qualificata. Purtroppo talvolta apprendiamo dalla cronaca di episodi di violenze, maltrattamenti, abusi e umiliazioni ai danni di persone anziane, con disabilità o in condizioni di particolare fragilità, ricoverate in strutture che dovrebbero essere luoghi di cura, protezione e rispetto. È nostro dovere prevenire questi fenomeni e intervenire con strumenti efficaci.

Per questo motivo, il mio emendamento inserito nel Piano Socio-Sanitario prevede l’istituzione, presso le commissioni di vigilanza dei distretti sanitari, di un sistema sicuro e anonimo per l’invio di segnalazioni relative a condotte o omissioni che possano ledere i diritti, la dignità e il benessere delle persone non autosufficienti ricoverate.
Si tratta di uno strumento concreto di tutela, che garantisce la riservatezza dei segnalanti e l’attivazione di verifiche e interventi tempestivi: un segnale chiaro di attenzione verso chi non ha voce”.

Guardando ai prossimi anni di legislatura, quali obiettivi si pone e che messaggio vuole rivolgere ai cittadini del Cuneese?

“L’obiettivo è di continuare a lavorare con serietà, coerenza e concretezza, portando risultati tangibili sul territorio. Ai cittadini del Cuneese voglio dire che il mio impegno resterà quello di essere una presenza costante, attenta e disponibile.
Credo profondamente che la politica debba partire dall’ascolto, fondarsi su valori solidi e tradursi in risposte reali per le persone e per le comunità, dalle più semplici alle più difficili, tutte sono importanti.

Continuerò a far tesoro, come è stato finora, dei suggerimenti e delle proposte che ciascuno vorrà sottopormi, perché solo lavorando insieme si possono raggiungere traguardi importanti”.

Anna Maria Parola

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