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Attualità | 27 dicembre 2016, 18:15

Wifi comunale libero... ma non troppo: Cuneo tra "burocrazia" e fruizione

Il meccanismo dell'accredito tramite profilo è previsto dal servizio di FreeItaliaWifi, cui fa capo anche il capoluogo della Granda, nonostante l'approvazione del Decreto del Fare

Foto generica

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La linea wifi libera all'interno della municipalità di Cuneo, gestita attraverso circa 11 posizioni in tutta la città, è una realtà effettiva ormai da diversi anni. Ma nonostante quel che è giusto sottolineare e ripetere, la "libertà" è un concetto che si misura per gradi, e che spesso permette il formarsi di difficoltà, disparità e disagi.

A sottolinearli, in una lettera arrivata alla nostra redazione nella giornata di ieri (27 dicembre), un lettore cuneese, che però non ha lamentato soltanto le classiche lentezze e i disservizi più immaginabili, che già da soli l'hanno portato a chiedersi quanto un servizio così zoppicante possa costare in una realtà (come quella di Cuneo) che da tempo ha sdoganato l'intenzione di guardare al potenziamento della comunicazione "senza fili", ma ha anche sollevato una curiosa domanda riguardo alle difficoltà burocratiche del servizio: in buona sostanza, il lettore si è lamentato del fatto che usufruire delle 4 ore di internet comunale giornaliere richieda un'iscrizione con tanto di dati sensibili personali... una cosa che teoricamente, per Legge, non dovrebbe più sussistere.

Un po' di rapidissima storia, con l'aiuto di un articolo del febbraio 2014 uscito su Il Fatto Quotidiano: nel 2005 il decreto Pisanu aveva sottoscritto l'obbligatorietà dell'identificazione nell'utilizzo del servizio wifi, poi abolita dal Decreto del Fare dell'agosto 2013. O meglio, abolita per tutti quegli utenti che non utilizzino l'accesso a internet come parte fondamentale della propria attività commerciale. Inutile dire che le amministrazioni comunali non rientrino affatto nella categoria.

Ma allora perché chi tenta di allacciarsi alla linea internet comunale del capoluogo della Granda si trova ancora davanti alla solita schermata di login?

La ragione è da ricercarsi nella decisione, da parte dello staff del progetto dedicato alle pubbliche amministrazioni del Belpaese FreeItaliaWiFi, di lasciar votare in merito gli enti iscritti al proprio servizio nel corso di una riunione tenutasi il 21 ottobre 2013: il responso, ha sottolineato l'intenzione di continuare a mantenere il meccanismo dell'iscrizione.

(Anche) per Cuneo, quindi, nessuna applicazione pratica di quel particolare passaggio del Decreto del Fare, realtà necessaria, secondo l'assessore Alessandro Spedale: "Chiediamo l'iscrizione perché abbiamo ragione di voler mappare gli accessi alla linea internet comunale, e per ragioni di sicurezza. Senza l'accreditamento, non sarebbe possibile definire l'utilizzo del servizio dai cittadini."

Prudenza e sicurezza non sono, qui come sempre, mai troppe, insomma. Ma per smettere di guardare al futuro e afferrarlo davvero a volte è necessario lasciarsele almeno un po' alle spalle.

simone giraudi

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