Gentile Direttore,
"Democrazie emozionale": così, nel suo libro"Homo Videns" uscito nel 1997 agli inizi del ventennio berlusconiano, Giovanni Sartori, uno dei più grandi politologi italiani definiva quella forma di assunzione delle decisioni fondata sul prevalere di emozioni e sentimenti piuttosto che su di una analisi razionale dei problemi.
Il partito democratico cuneese rischia di cadere proprio in questa trappola nel valutare quale scelta operare in vista delle amministrative dell'anno prossimo.
Chi afferma che io sia pregiudizialmente contrario alla candidatura di Patrizia Manassero a Sindaco della città dimentica come cinque anni fa io sia stato uno dei maggiori sostenitori, anzi dei promotori, della candidatura alle primarie dell'attuale senatrice di cui conosco e apprezzo le capacità e lo stile.
Di fronte al risultato disastroso causato soprattutto da chi decise di presentare una terza candidatura del partito non rimase che difendere la credibilità del Pd confermando la candidatura di Garelli, sicuramente la più lontana dal sentire comune del centro sinistra. La nuova candidatura di Patrizia rischia di rimanere prigioniera della eredità di scontri e incomprensioni lasciataci da quell'annus horribilis.
Quell'eredità non sarà mai superabile in assenza di un'analisi seria del mandato amministrativo che si sta per concludere, e nel vuoto di programmazione comune a tutto il centro sinistra cuneese. Quello che il sottoscritto ed altri hanno richiesto nel corso dell'assemblea del 22 dicembre è stato semplicemente di riprendere il filo della costruzione e della discussione con le altre forze politiche e civiche del centro sinistra e con la città, di una visione e di un progetto. Su questa visione e su questo progetto cresceranno le proposte concrete che caratterizzeranno la coalizione del centro sinistra in confronto tanto con il centro destra quanto contro l'antipolitica grillina ed il populismo leghista, i nostri unici e veri avversari.
Chi sarà colei o colui che dovrà rappresentare l'alleanza del nuovo centro sinistra come candidato sindaco lo deciderà la coalizione.
Il Partito Democratico ha già deciso di sostenere la disponibilità di Patrizia Manassero, lo ha fatto a più livelli e in più documenti. Il sindaco uscente, Federico Borgna, deve comprendere che la ricandidatura ad un secondo mandato non è un diritto acquisito, soprattutto quando si passa da una maggioranza puramente civica e volutamente localistica come quella nata del 2012, ad una maggioranza politica che si impegna nei confronti di tutto il territorio a svolgere un ruolo di coordinamento per troppi anni assente.
La discussione del 22 dicembre, che dimostra quanto possa essere vitale ed animato il confronto politico all'interno di un partito, si è svolta tutta intorno a questa questione.
Chi intendeva votare per una riconferma della candidatura di Patrizia Manassero in contrapposizione al sindaco uscente in realtà si sarebbe reso responsabile di una grave menomazione della potenzialità politica di questa proposta, rinunciando a collocarla all'interno del più ampio disegno di un nuovo centro sinistra per un nuovo progetto di Città. Il notista "controcorrente" che parlato, nell'articolo pubblicato il 24 dicembre di "truppe cammellate" al mio comando contro la candidatura della Manassero, temo non abbia capito il senso di questa discussione, cadendo nella trappola delle tifoserie contrapposte.
Il testo della lettera discusso quella sera non è nata con la finalità di sabotare il percorso della senatrice Manassero ma per riportare al centro della discussione la politica ed il confronto, anche aspro, sui contenuti. Portare all'esterno del circolo questo confronto, trasformarlo in elaborazione condivisa, è il compito centrale di un partito politico che vive di passione ma anche di trasformazione delle idealità in proposte di soluzioni legate ai valori per cui ci si impegna quotidianamente.
Non amo arruolare o essere arruolato; chi ha firmato la lettera più volte citata e tutti coloro i quali hanno resistito fino all'1.30 dell'antivigilia di Natale per discutere con passione sul futuro della città non costituiscono massa di manovra, ma spiriti liberi che pensano che solo l'impegno collettivo possa incidere sulla realtà e trasformarla.
Grazie,
Mauro Mantelli












