/ Bra e Roero

Che tempo fa

Bra e Roero | 24 gennaio 2017, 19:33

A Bra vive un angolo di Valle d’Aosta che evoca suggestive tradizioni di lavoro e folklore

Un piccolo gioiello di artigianato è incastonato nel cortile della scuola primaria Montalcini

L'allestimento valdostano nel cortile della scuola primaria

L'allestimento valdostano nel cortile della scuola primaria

Le esperienze e le emozioni che regala la Valle d’Aosta si vivono solo in Valle d’Aosta”, recita un celebre slogan turistico.

È possibile, però, che in qualche luogo si respiri la suggestione di quel patrimonio naturale di rara bellezza e si percepiscano tutti gli incanti.

Succede a Bra. Al termine dell’edizione di “Cheese 2015”, una fetta di Valle, presente alla kermesse con “Lo Gran Tor” della Fontina, è rimasta incastonata nel cortile della Scuola Primaria Rita Levi Montalcini, teatro dell’esposizione. Ispirato all’endurance trail Tor des Géants, “Lo Gran Tor de la Fontina” è consistito in una apprezzatissima maratona dei golosi, che ha offerto ai partecipanti il privilegio di assaggiare ben diciassette tipi di Fontina Dop prodotta in altrettanti alpeggi, localizzati nei luoghi maggiormente significativi sulle vie del Tor des Géants e comprendenti i dieci alpeggi e montagnards premiati al concorso Fontina d’Alpage 2014.

L’iniziativa ha lasciato in eredità un allestimento che rimanda alla storia, leggenda, identità e tradizione di una terra che celebra la creatività e l'industriosità dei valligiani, attraverso una delle espressioni più conosciute ed apprezzate della cultura rurale di montagna: l’artigianato.

Scultura e intaglio su legno caratterizzano le panchine ed i tavoli che sorgono all’ombra di una piccola radura ricavata lungo il perimetro inferiore del cortile in cui persino i fiori, anch’essi manufatti, parlano ai visitatori della fascinosa regione alpina. Queste forme espressive di folklore che si affacciano su Via Marconi creano un’atmosfera che contagia per primi gli alunni della scuola negli intervalli trascorsi all’aperto, ma anche i passanti, rimandando il pensiero al prossimo “Cheese” o ad uno degli appuntamenti di costume più importanti della Valle d’Aosta, come la fiera di Sant’Orso.

La “Millenaria” (così chiamata perché la tradizione vuole che si tenga fin dal 1.000 d.C.) si celebra per tradizione nei giorni della merla, i più freddi del periodo invernale. Il 30 e 31 gennaio, nel centro storico di Aosta, a partire dal borgo medievale di Sant'Orso, nelle strade intorno alla Collegiata, si sparge magia e sacralità antica. Racconti leggendari narrano che tutto abbia avuto inizio proprio di fronte alla chiesa dove il Santo, vissuto anteriormente al IX Secolo, sarebbe stato solito distribuire ai poveri indumenti e “sabot”, le tipiche calzature in legno ancora oggi presentate alla fiera.

Nei due giorni della “Foire”, i banchi allestiti all’aperto accolgono oltre mille espositori che rappresentano tutti i settori dell'artigianato di tradizione locale: lavorazione del legno e della pietra ollare, dei merletti, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del “drap” (stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno).

Oltre a queste lavorazioni sono presenti innumerevoli prodotti: dai capi di abbigliamento (frutto della lavorazione dei pizzi al tombolo, tipica di Cogne e della tessitura della canapa a Champorcher) ai cesti e cestini in vimini e ancora oggetti per la casa, scale in legno, botti, rastrelli, slitte per il trasporto del fieno, “copapan” per il pane, taglieri per salumi e formaggi...

Il successo della manifestazione, che ogni anno è presa d’assalto da un’infinità di visitatori, si spiega con l’incanto distintivo di una Fiera che va al di là del semplice aspetto espositivo. Per 48 ore Aosta si cala in una festosa nuvola di divertimento, con tutto un percorso caratterizzato da spettacoli e animazioni musicali che coinvolgono turisti e residenti.

Inoltre, nel padiglione allestito in piazza Plouves e nei “Punti rossoneri” che richiamano il blasone della regione, è possibile degustare ed acquistare i migliori prodotti enogastronomici valdostani, nonché apprezzare le specialità della cucina tipica delle Alpi, che si traducono in squisiti sapori, come quello offerto dalla celebre fontina Dop.

Tra gli eventi collaterali, vi sono mostre, danze e concerti che arrivano al momento clou nella notte tra il 30 e il 31 gennaio con la “Veillà”: musica, canti, libagioni e spuntini nelle vie e anche nelle storiche cantine del centro per trascorrere una notte di festa in allegria fino all’alba.

Si.Gu.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium