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Attualità | 14 febbraio 2017, 17:31

In Piemonte più di 1600 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza della Regione

Stamattina sono stati presentati i dati. Ma, come conferma l'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cuneo, le donne che chiedono aiuto alla "rete antiviolenza" sono molte di più.

In Piemonte più di 1600 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza della Regione

Sono 1.650 le donne che, nel 2015, hanno chiesto aiuto ai 17 centri antiviolenza del Piemonte. È questo il quadro che emerge dalla presentazione del progetto "Piemonte in rete contro la violenza".

L'obiettivo è avviare un percorso di confronto e condivisione delle differenti attività. Il primo passo è stato effettuare una mappatura dei servizi, pubblici e del privato, che sul territorio si occupano di offrire accoglienza, consulenza e tutela alle donne vittime di violenza di genere.

La provincia di Torino è quella con il maggior numero di richieste, 1.391 di cui 931 italiane e 450 straniere. A seguire la provincia di Alessandria, con 141 casi. Tra le province con meno casi si distingue la provincia di Cuneo con 16 casi (9 italiane e 7 straniere) e il VCO con 10 casi (8 italiane e 2 straniere).

I numeri, però, non fotografano il quadro reale. Come afferma l'assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cuneo, Franca Giordano, "i casi sono molto più numerosi. Questo dato si riferisce probabilmente solo alle donne ospitate dalla casa rifugio gestita dalla cooperativa Fiordaliso, ma in realtà esistono molte associazioni che raccolgono le segnalazioni delle donne, da Mai più sole a Telefono Donna, fino alla Questura e ai legali che prestano le loro consulenze con il patrocinio gratuito". 

"Si tratta di un servizio diffuso, gestito da molte associazioni in rete tra loro, che consente a tutte le donne di scegliere a chi rivolgersi in caso di necessità. Purtroppo il fenomeno è drammaticamente alto", conclude la Giordano. Stamattina la Polizia di Stato, assieme alla Rete Antiviolenza a Cuneo, era presente a Cuneo con uno stand informativo sulla piaga della violenza. L'iniziativa è stata volutamente organizzata nel giorno di San Valentino, con lo slogan: "Questo non è amore".

Stamattina, in Regione, si è anche parlato del web: "Sono in aumento le truffe affettive via web," - ha commentato l'assessore regionale alle pari opportunità Monica Cerutti, "quelle che giocano sul desiderio di amore di uomini e donne, con una preponderanza per quest'ultime".

"Abbiamo bisogno di più posti di pronta accoglienza", hanno sottolineato le operatrici, "per fornire una risposta immediata alle vittime di violenza".

 

 

bs

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