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Economia | 09 marzo 2017, 20:09

La proposta delle PMI: "Piano marketing per far conoscere e crescere i Comuni che aiutano gli investimenti aziendali"

Proposta Confapi per creare un censimento regionale e provinciale delle Amministrazioni che detassano e sburocratizzano: "Così ripartitebbero anche i Distretti"

La proposta delle PMI: "Piano marketing per far conoscere e crescere i Comuni che aiutano gli investimenti aziendali"

Valorizzare e diffondere con un piano di marketing industriale pubblico-privato le buone prassi urbanistiche, amministrative e fiscali che stanno caratterizzando l'agire di talune Amministrazioni territoriali comunali nella Granda (in ultimo il Comune di Fossano con lo sgravio Imu sulle zone industriali e produttive) così come nel resto della regione Piemonte.Si tratta di una proposta che giunge dai vertici provinciali di Confapi Cuneo.

"Da sempre, fin dalla propria fondazione - è il commento del presidente Pierantonio Invernizzi - la Confapi valorizza il rapporto con le Amministrazioni locali, proprio al fine di concordare le migliori condizioni di insediamento e di ampliamento, in termini stabili e strutturali, sia per le PMI già presenti che per i nuovi investitori aziendali. In questo ambito l'abbattimento della tassazione addizionale sui beni mobili e immobili delle imprese, e sulle utenze energetiche e fisse che su di esse gravano, costituisce uno dei cuori delle proposte di Confapi alle Amministrazioni regionali, provinciali e dei vari Comuni. Per questo - aggiunge il vertice associativo - nostra intenzione è favorire la più ampia conoscibilità delle diverse agevolazioni messe in campo, oggi così come sempre di più sperabilmente in futuro, dai Governi territoriali, poiché questo può rappresentare un incentivo a diffondere le azioni volte a una crescita competitiva di una più vasta area provinciale e regionale".

La proposta è pertanto di un piano di marketing di livello provinciale e anche piemontese in aiuto ai Sindaci che detassano e sburocratizzano, un piano che aiuti a superare le attuali frammentazioni che talvolta non rendono pienamente questi interventi virtuosi.

"Sarebbe anche un modo per tornare - concludono il presidente Invernizzi e i vice Giuseppe Rossetto e Luciano Piovano - alla filosofia dei Distretti, ossia aree omogenee con uguali condizioni di sviluppo trasversali a più comuni e in grado di rispondere alle esigenze di una reindustrializzazione quanto mai necessaria non solo nel Torinese ma anche nelle altre province".

c.s.

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