Gentile Direttore,
Colgo l’occasione della sempre squisita ospitalità sul Suo giornale on line per una breve ma doverosa replica nei confronti delle considerazioni, a tratti scoordinate e fuori contesto, dell’assessore-professore Cortese, apparse in data 8 marzo.
La reazione del predetto, dai toni permalosi e dall’epilogo scomposto, a una mia precedente e del tutto obiettiva considerazione sulle “assordanti assenze” della Giunta comunale fossanese alla commemorazione dei Martiri delle Foibe, dimostra solo come la pacificazione, tanto declamata dal Pd e da certo centrosinistra, sia tristemente lontana dall’essere raggiunta in concreto.
Soprattutto, ciò che più appare grave, è la dimostrazione di come, nella mentalità della sinistra italiana e locale, continuino a esistere eccidi di serie A e altri di serie B.
A prescindere infatti dai singoli consiglieri presenti a titolo personale, nel momento in cui la civica Amministrazione accorda un patrocinio peraltro gratuito, oltre a non dovercelo poi rinfacciare - accusandoci di essere un “circolo privato” (quasi carbonaro?) - dovrebbe a rigore di logica indicare un proprio rappresentante assessore a presenziare attivamente.
Nelle mie considerazioni precedenti, osservavo la necessità di una pacificazione totale e trasversale rispetto a tutti gli eccidi che hanno insanguinato l'Europa, senza improprie e offensive classificazioni fra le stesse. È, questo, un esercizio che lasciamo a una sinistra ancora legata a filo doppio a un passato ideologico a senso unico.
Una pacificazione a cui guardavano sinceramente i predecessori dell’attuale Giunta: come il compianto Sindaco Beppe Manfredi, espressione anch'egli del centrosinistra dell’epoca, che delegò la sottoscritta a partecipare con il gonfalone della Città al primo Giorno del Ricordo, celebrato il 10/02/2005 a Trieste sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica ed organizzato dal Ministero per gli Italiani nel Mondo in memoria degli esuli istriano-friulano-dalmati e della tragedia delle Foibe, mentre il suo successore Francesco Balocco, con cui i rapporti politici sono stati sempre schietti ma leali, autorizzò la intitolazione della piazza vicino alla stazione ferroviaria a Norma Cossetto, vittima giovanissima delle Foibe.
Che la replica dell’assessore-professore Cortese sia dettata più da pregiudizio che da obiettività lo si evince dall’attacco rivolto a un mio post su FB che nulla c’entra con la vicenda degli eccidi: esso era un riferimento a come negli anni Trenta del ‘900 il capo del Governo Benito Mussolini, dopo un terremoto che mise in ginocchio una parte del Paese, fece costruire in cento giorni oltre 3000 nuove case e ricostruire oltre 5000 abitazioni preesistenti, a differenza degli attuali governi Renzi-Gentiloni che i soldi li hanno destinati non ai terremotati del centro Italia ma alle banche amiche. L’imbarazzo istituzionale dovrebbe pertanto essere il suo perché mischiare le carte in tavola, di fronte ad un´ovvietá schiacciante, non é un atteggiamento elegante anche se condito da un linguaggio forbito. La citazione alla quale fa riferimento il colto ma distratto Paolo Cortese, nulla aveva a che vedere con il contesto al quale il professore allude, non dicendo il vero sulla concomitanza del periodo di pubblicazione. Confondere le carte su temi cosí diversi e cosí drammatici è davvero poco edificante tanto più se a farlo è un insegnante di scuola superiore.
La realtà è che, quando questi uomini di sinistra si trovano di fronte alla verità (verità che la loro parte politica ha negato e oscurato per oltre 50 anni) perdono la doverosa obiettività, confermando come “i democratici” predichino la pacificazione solo a parole, mentre nella testa hanno ancora i muri.
Cordialmente
Anna Mantini
Consigliere Comunale e Presidente del Circolo culturale “Il Ragno”













