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Bra e Roero | 23 aprile 2017, 18:19

Formazione dei docenti e teoria moderna della moneta

Incontro formativo all'istituto Mucci di Bra

Formazione dei docenti e teoria moderna della moneta

Che cos'è la moneta? Una domanda questa che può sembrare banale visto che tante volte in un giorno ci troviamo a maneggiare ed a disporre di somme di denaro grandi o piccoli che siano. Ma, se si passa dalla quotidianità alla teoria, appare tutt'altro che semplice dare un'esaustiva definizione di moneta. Eppure proprio una esaustiva definizione di moneta ha profonde implicazioni per chi vuole capire la realtà economica e politica attuale e,dunque, le ripercussioni che tale realtà ha su di noi.

Un tentativo fuori dal coro in tal senso, anche in termini di conseguenze economiche e sociali, è oggi offerto dalla MMT (Modern Money Theory), ossia dalla Teoria della Moneta Moderna. Nata e sviluppatasi inizialmente negli Stati Uniti grazie alle riflessioni dell’economista Warren Mosler e di altri autori, la MMT è oggi nota anche in Europa e in Italia, dove le sue idee sono rappresentate da un’associazione nazionale, Rete MMT, sul cui sito (oltre che sulle cui pubblicazioni cartacee) le implicazioni di questa teoria sono quotidianamente discusse.

L'aspetto caratterizzante la MMT è apparentemente scontato, eppure ignorato da ogni altra teoria economia: riconoscere la moneta come un monopolio dello Stato, unico soggetto autorizzato ad emetterla. Tale osservazione evidenzia allora il potere dell'autorità pubblica di gestire la moneta in circolazione senza dover per forza sottostare a particolari vincoli, sia interni sia esterni. Secondo questo ragionamento, lo Stato si trova nella condizione di far variare la quantità di moneta esistente servendosi primariamente dello strumento della spesa pubblica, di cui si dovrebbe servire per perseguire una serie di obiettivi economici d’interesse pubblico, a cominciare dalla piena occupazione.

Senza entrare nel merito circa la fondatezza di questo approccio teorico, è innegabile che tale teoria offra una visione alternativa ad un dibattito politico che oggi, nel nostro Paese, sui temi della crescita economica e dell'occupazione appare arenato nelle secche dell'austerità. L'adesione dell'Italia all'Unione Monetaria Europea ha comportato la perdita di una quota di sovranità, quella monetaria, ossia il trasferimento del monopolio della moneta a favore di un sistema che limita fortemente la possibilità per gli Stati di accrescere la quantità di moneta in circolazione tramite la spesa pubblica per rilanciare investimenti e mercato del lavoro. Un'impostazione, questa dell'Unione Monetaria, assai contestata da più parti per gli effetti sociali che implica (si pensi solo al forte disagio che ancora adesso la Grecia sta vivendo).

Proprio sui contenuti della MMT si è tenuto di recente presso l'IPS “Mucci” di Bra un interessante incontro formativo per docenti degli istituti superiori, al quale hanno partecipato docenti di diverse scuole del territorio (oltre ai professori del “Mucci” erano presenti docenti dell'ITC “Guala” di Bra, dell'IIIS ”Einaudi” di Alba, dell'IIS “Cillario-Ferrero” di Alba). L'incontro, tenuto da due referenti di Rete MMT, il dottor Ivan Invernizzi e l'ingegnere Andrea Sorrentino, ha rappresentato per gli insegnanti partecipanti, alcuni dei quali digiuni di nozioni economiche, un interessante momento per la costruzione di competenze sociali di cittadinanza per aver fornito un'analisi della situazione economica del nostro Paese secondo una prospettiva diversa rispetto a quella che da anni domina, immutata nonostante tutto, il dibattito politico e mediatico

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