Continua il cammino del saluzzese in vista della prossima stagione di raccolta della frutta, che porterà sul territorio centinaia di migranti, in cerca di occupazione stagionale.
Lo scopo è quello di migliorare la gestione dell’accoglienza e dell’alloggiamento di quanti giungeranno a Saluzzo e nei dintorni. Un percorso a cui aveva dato il “la” l’approvazione datata 8 giugno 2016, di una legge regionale proposta dal consigliere ed ex sindaco di Saluzzo Paolo Allemano.
Era stato proprio lui l’artefice del provvedimento, portando in Consiglio una serie di proposte. Ne era seguito un lungo lavoro, accogliendo alcune delle proposte giunte tramite le consultazioni on line, da Coldiretti e da Confcooperative Piemonte, che aveva portato alla ratifica del primo provvedimento italiano in materia.
“La legge – aveva illustrato Allemano – modifica la normativa urbanistica regionale, consentendo agli imprenditori agricoli di recuperare strutture inutilizzate all’interno delle aziende agricole, fino ad un massimo di 200 metri quadri, per la sistemazione temporanea di salariati stagionali. La superficie è ricavabile da manufatti esistenti anche non residenziali, oppure, in caso di insufficienza o inesistenza degli stessi, da prefabbricati.
Anche le piccole e medie aziende agricole, singole o associate, o con la mediazione delle loro categorie professionali, saranno in condizioni di alloggiare dignitosamente i salariati agricoli stagionali, alla luce del sole e con vantaggi per tutti, senza appesantimenti burocratici. Se il picco di migranti stagionali in coincidenza con la raccolta della frutta sarà superiore alla possibilità di alloggiamento presso le aziende, enti pubblici o associazioni convenzionate con gli stessi potranno allestire dei campi di accoglienza fino a 2 mila metri quadri, interventi per i quali la Regione potrà concedere a bando contributi fino ad un massimo di 25 mila euro”.
Allemano lo aveva definito un “grande salto di qualità rispetto al passato” rivendicando l’assoluta presa in carico in toto da parte di Comuni e di associazioni, senza “assunzioni di responsabilità ad altri livelli, se non in termini di ordine pubblico”.
A poco meno di un anno da quell’8 giugno, il Consiglio comunale di Saluzzo ha approvato l’integrazione al regolamento edilizio comunale proprio in merito al capitolo delle “linee guida per l’alloggiamento dei lavoratori stagionali in agricoltura”.
Il punto è stato ampiamente illustrato durante la commissione agricoltura; in sala lo ha ripreso, a nome della maggioranza, il consigliere Gian Luca Arnolfo.
“Cerchiamo di incentivare le forme di alloggiamento degli stranieri impiegati nella raccolta della frutta direttamente presso i luoghi di lavoro, per evitare concentrazioni che risulterebbero essere in condizioni non particolarmente dignitose.
Si interviene dunque su quelle difficoltà di natura tecnico-burocratica che in passato hanno reso difficile alle aziende la creazione di posti dove poter far vivere i braccianti.
L’ex sindaco Allemano ha stimolato il Consiglio regionale su una norma che facilita la realizzazione di strutture di alloggiamento, semplificando le procedure urbanistico edilizie: i nostri uffici hano invece preparato le linee guida per i proprietari dei fabbricati.
Abbiamo cercato di dare un’applicazione più larga possibile con delle agevolazioni. Un passo di un lungo cammino che dovrà vedere altri passaggi, tuttavia crediamo importante dare uno strumento alle aziende agricole per poter fare interventi diretti mirati all’accoglienza dei lavoratori”.
Piena condivisione anche da parte dell’opposizione, con l’intervento del consigliere Domenico Andreis: “Comprendiamo appieno la bontà di questa legge. Saluzzo vissuto in passato uno scempio: questo è un passo ben accetto dalla Città. Prestiamo sempre e comunque la dovuta attenzione. La legge è un aiuto che, se compreso dagli imprenditori, favorisce la distribuzione degli stagionali sul territorio”.
“Un provvedimento che nasce da chi ha vissuto in prima persona sul territorio il problema, che ha suscitato malessere, partecipazione e attenzione su quello che è un fenomeno straordinario” ha aggiunto Stefano Quaglia, che ha poi fatto un personale appello al sistema elettorale proporzionale, migliore a suo dire rispetto al nominale. “L’essere stato eletto dai cittadini – ha detto riferendosi ad Allemano - ha consentito di portare problema in regione, di intervenire con competenze regionali e di incidere su tutto il territorio piemontese”














