È una delle novità del regolamento comunale che gestirà la fruizione dei parchi cittadini quella che prevede il divieto di fumo negli spazi adibiti, tradizionalmente, al tempo libero dei bambini. Una misura che sempre più amministrazioni stanno adottando, per contribuire a creare un ambiente sano dove i bambini possano trascorrere il loro tempo libero.
L’argomento ha suscitato un grande dibattito in città. In prima battuta l’invito della consigliera della Lega Nord a emanare un’ordinanza specifica in merito, ribattuta dal sindaco Davide Sordella che ha invece scelto di percorrere la strada del regolamento: “Un’ordinanza non può durare nel tempo, va rinnovata di volta in volta e copre solo il fumo e non va a regolare tutta una serie di comportamenti che vanno banditi dai luoghi di gioco per i bambini. Il regolamento dura nel tempo e permette di comprendere al suo interno diversi aspetti”.
Di diverso avviso la consigliera Anna Mantini che avrebbe voluto l’emanazione di un’ordinanza immediata in merito: “La riunione ultima del Consiglio comunale, martedì 26 settembre, avrebbe potuto, e dovuto, rappresentare una prova di senso civico nei confronti di famiglie e soprattutto giovani. Invece, quando è stata messa in discussione la nostra interrogazione per introdurre il divieto di fumare in giardini e aree pubbliche vicino alle scuole, il Sindaco ha preferito anteporre l'orgoglio proprio, e della sua giunta, alle esigenze di tutela del diritto alla salute delle nuove generazioni” scrive la consigliera della Lega Nord in una nota ai giornali.
Perentoria la risposta del sindaco Sordella, affidata anche ai social network: “Il comune di Fossano vieterà il fumo all’aperto nei parchi della città, soprattutto in prossimità delle aree giochi per bambini. Punto. Non c’è altro da aggiungere”.
Puntuale si è acceso il dibattito sulla bacheca Facebook del Primo Cittadino. Da un lato chi definisce questa iniziativa “una legge staliniana, prevaricatrice delle minoranze” e dall’altro chi, invece, plaude l’iniziativa.
Tra i commenti emergono anche quelli che si pongono domande sulla sua applicabilità, non essendo possibile presidiare i giardini pubblici continuativamente e chi invita a una maggiore attenzione al tema dei mozziconi a terra e le deiezioni canine in tutta la città.









