Gentile Direttore,
le misure proposte dal governo Gentiloni sulle pensioni sono inaccettabili. Invece di bloccare per tutte le lavoratrici e i lavoratori la follia di un ulteriore aumento dell’età pensionabile, si continua a procedere con eccezioni che interessano un numero limitatissimo di persone.
Il nuovo aumento dell’età pensionabile è inaccettabile, all’opposto va cancellata la legge Fornero e Rifondazione Comunista è impegnata sul territorio a raccogliere le firme attraverso una petizione popolare per chiederne l’abrogazione.
Gli effetti della legge Fornero sono pesantissimi per tutti i lavoratori: mentre i giovani a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile restano disoccupati o al limite precari, in poco più di due anni gli occupati ultracinquantenni sono 900.000 in più! Non è vero che i soldi non ci sono: il rapporto tra contributi versati e pensioni erogate, al netto dell’assistenza (che deve essere coperta dalla fiscalità generale e non conteggiata come spesa previdenziale) e delle tasse (che rientrano nelle casse della stato) è in attivo dal 1996 e nel 2015 questo attivo è di oltre 25 miliardi.
Si prendano i soldi dove ci sono e non facendo cassa sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori: con le risorse date alle imprese per la riduzione di Irap e Ires (tassa sui profitti) si sarebbe potuto cancella re la legge Fornero. Con un tetto a 5.000 euro alle pensioni d’oro si potrebbero recuperare la metà delle risorse che sono derivate dalla controriforma, in un paese in cui l’evasione fiscale ammonta a oltre 110 miliardi annui ed in cui il 5% più ricco della popolazione ha un terzo della ricchezza complessiva.
Saremo in piazza il 2 dicembre con la CGIL!
Fabio Panero - segretario regionale











