“Come è cambiata la sicurezza dopo gli episodi di terrorismo internazionale. I riflessi sulle pubbliche Amministrazioni”. Tema attualissimo, esaurientemente trattato da Lorella Masoero, viceprefetto di Cuneo, invitata dal presidente del Lions Club Borgo San Dalmazzo Besimauda, Claudio De Maria, che ha posto l’accento sul come oggi la nostra vita venga condizionata a fronte di questi eventi.
La dott. Masoero ha subito specificato come molte direttive siano coperte da vincolo di segretezza e come queste si siano evolute nel tempo, allo stesso modo come il terrorismo è mutato negli anni: da un terrorismo interno a quello di matrice politica a livello internazionale, sino alla minaccia islamica, dalle cellule dormienti all’attacco del singolo, molto più difficile da prevedere e prevenire, come avvenuto negli ultimi episodi: «Il capo della Polizia Franco Gabrielli - ha puntualizzato - afferma che in Italia il rischio c’è e che anche il nostro Paese avrà il suo prezzo da pagare. Eppure noi dobbiamo continuare a vivere normalmente, con la consapevolezza che l’Italia sul piano delle misure antiterrorismo è avanti, forte dell’esperienza acquisita negli anni 70 e che per la nostra sicurezza lavorano anche nell’ombra molte persone valide e preparate.»
La viceprefetto è andata poi ad analizzare quali siano i fattori di rischio di una manifestazione: se ne organizzano tante nella nostra penisola, spesso ideate per favorire il turismo e utili a far girare la nostra economia. Eventi che possono essere classificati a rischio lieve, medio o alto a seconda del luogo dove avvengono e del carattere specifico di ciò che avviene, sulla base di una tabella internazionale di valutazione. Oggi va ad aggiungersi il rischio panico che sta crescendo sempre più e quindi occorre difendere la gente dalla paura di attacchi esterni. Ed ecco che ad ogni evento si muove tutto un apparato di ordine pubblico legato alla security, dal sindaco alla commissione di vigilanza, al questore, al prefetto, agli addetti al soccorso. Si analizza e si valuta la capienza del luogo, quante persone parteciperanno, gli accessi e le uscite che non devono coincidere, la suddivisione dell’area in settori per facilitare i soccorsi, gli spazi di soccorso… e si pongono i divieti come per esempio quello della somministrazione di alcolici.
«Nessuna misura nuova – ha concluso la viceprefetto Masoero – ma riunite insieme e più attenzionate per garantire il più possibile la sicurezza. Ciò che mi preme rimarcare, e che deve essere detto, è che dietro ogni manifestazione c’è una forte rete di sicurezza, predisposta da persone preparate e che lo sanno fare molto bene.»












