Con sentenza del 26 gennaio 2018, la Chambre de l’Instruction della Corte d'Appello di Parigi ha deciso di riconsiderare la decisione assunta dal magistrato Claude Choquet, decano dei giudici inquirenti del Pôle Antiterroriste, che aveva dichiarato ammissibile la costituzione di parte civile della città di Nizza nel giudizio scaturito a seguito dell’attentato del 14 luglio 2016.
La Corte ha ritenuto che eventuali danni subiti dalla Città di Nizza, per quanto ritenuti esistenti dal giudice istruttore, non fossero direttamente collegati ai fatti oggetto del giudizio.
La ragione del diniego da parte della Corte d’Appello trova fondamento nelle imputazioni cui debbono rispondere quanti sono rinviati a giudizio. La città aveva chiesto di potersi costituire sottolineando i danni economici subiti dalla collettività a seguito dell’attentato, la Corte di Appello, con la sua sentenza, ha rilevato come la “dégradation du mobilier urbain” non rientri fra i capi d’imputazione, di qui la decisione di non ammettere la costituzione di parte civile di Nizza.
Per l'avvocato della città, Philippe Blanchetier, "questa è una decisione sorprendente, legalmente discutibile e moralmente infondata. Non comprendo l'accanimento del Pubblico Ministero nel voler estromettere la collettività nizzarda dal processo. Annuncio che la città ricorrerà in Cassazione”.
In disaccordo con la decisione della Corte d’Appello anche il sindaco, Christian Estrosi, secondo il quale “anche la città di Nizza é vittima di questo attentato e farà di tutto perché il danno subito venga riconosciuto".












