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Politica | 24 febbraio 2018, 12:16

#controcorrente: Cuneo, i tanti negozi con le serrande abbassate e i cartelli affittasi o vendesi (oltre 50, le foto!)

Le attività chiuse sono soprattutto nella parte alta della città dove l’Amministrazione comunale dovrebbe vivacizzare la zona con manifestazioni e iniziative per portare le persone a frequentare i portici

Immagine preoccupante: una serie di negozi inesorabilmente chiusi

Immagine preoccupante: una serie di negozi inesorabilmente chiusi

Secondo l’indagine della Camera di Commercio pubblicata da Targatocn  lo scorso 26 gennaio (http://www.targatocn.it/2018/01/26/leggi-notizia/argomenti/cuneo-e-valli/articolo/nel-2017-la-provincia-di-cuneo-ha-perso-566-aziende-battuta-darresto-anche-per-il-settore-agricolo.html) a dicembre 2017 le imprese registrate in tutti i settori sul territorio della provincia di Cuneo erano 68.661, con una diminuzione di 566 unità rispetto allo stesso fine anno del 2016.

Il commercio costituiva in percentuale il 18,4% (12.630 attività), con una perdita dello 0,92%. Il Comune di Cuneo con 1148 aziende (città e frazioni), risultava stabile rispetto all’anno prima.

Ma percorrendo, a piedi, l’Altipiano del capoluogo, ci siamo imbattuti in numerose serrande abbassate con l’annuncio affittasi e, in alcuni casi, con quello vendesi. Un’immagine che contribuisce a rendere meno decorosa e vissuta la città. La crisi economica ha certamente contribuito a far chiudere tanti negozi e, durante gli ultimi anni, le nuove aperture non hanno compensato quanto si è perso. Facendo un’analisi rispetto alla collocazione degli esercizi commerciali è abbastanza evidente che i lavori in via Roma e la successiva scelta del Comune di istituire l’isola pedonale hanno favorito il mantenimento delle attività lungo la strada. Anche se la parte dal Municipio a piazza Torino risulta parecchio in sofferenza.

La stessa situazione abbastanza positiva la vive corso Nizza bassa, nel tratto da piazza Galimberti a piazza Europa, pur in presenza di un paio di negozi vuoti che si affacciano sul collegamento centrale e un discreto numero di attività chiuse lungo le vie laterali. Non è poi una bella fotografia quella offerta dalle vetrinette di piazza Galimberti, verso via Roma lato Gesso, un tempo sempre piene di prodotti in promozione e, ora, desolatamente sporche e vuote. Segno che non tutto va a gonfie vele.

Dove, però, la situazione si presenta critica è in corso Giolitti e nella parte di corso Nizza alta, da piazza Europa a corso Gramsci-piazza d’Armi: qui i locali chiusi sono davvero tanti. Le persone frequentano meno quella zona e aprire degli esercizi commerciali, pur con costi d’affitto più bassi, rappresenta un forte rischio per la loro sopravvivenza.

Cosa fare? E’ una domanda da porre all’Amministrazione comunale che dovrebbe vivacizzare l’area alta dell’Altipiano con molte manifestazioni e iniziative. Richiesta peraltro sostenuta dagli stessi negozianti da almeno due decenni. Senza grande successo. Adesso si parla di riqualificare piazza Europa e piazza d’Armi. Ma non siamo nel Centro storico e la prospettiva di un parcheggio interrato e una sistemazione in superficie nel primo caso e la creazione  di un parco urbano - se così sarà - nel secondo, sono interventi che non porteranno nuove persone a passeggiare sotto i portici della zona. Così, con il tempo, altri negozi saranno costretti a chiudere, distruggendo il già fragile tessuto economico di quella parte di Cuneo.     

 

#controcorrente

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