ELEZIONI COMUNE DI CUNEO
 / Attualità

Attualità | 28 novembre 2018, 10:51

A Cuneo si procede verso la consulta delle associazioni giovanili: è "inclusione" la parola chiave?

L'assessore Giraudo non ha dubbi, a differenza di Lauria: "Si escluderanno soggetti su legami ideologico-politici"; Fierro e Sturlese categorici: "Non manchi il rispetto della Costituzione"

A Cuneo si procede verso la consulta delle associazioni giovanili: è "inclusione" la parola chiave?

La presentazione e l'approvazione del Registro Comunale delle Associazioni che si occupano di politiche giovanili è la strada più breve per giungere alla costituzione della Consulta delle associazioni giovanili. È lo strumento migliore o il più definitivo? Forse no ma se continuiamo a non dare strumenti, ancorché migliorabili, i problemi non si risolveranno mai”.

È questa la conclusione a cui si è giunti – dopo un dibattito particolarmente acceso che ha visto protagonista il commissario e consigliere comunale Beppe Lauria – ieri sera (27 novembre) nella commissione consigliare dedicata alla presentazione del regolamento per il Registro Comunale delle Associazioni di Cuneo legate alla sfera delle politiche giovanili.

Presenti l'assessore Domenico Giraudo e il consigliere comunale Simone Priola, che hanno illustrato rapidamente le specifiche del registro. “Si tratta di una bozza che dovrà essere votata durante il prossimo consiglio comunale – ha spiegato Giraudo - ; dopo la pubblicazione ufficiale daremo alle associazioni circa trenta giorni per aderire, finestra di tempo nella quale provvederemo alla stesura del regolamento della Consulta. La prima costituzione dell'organo dovrebbe arrivare, ottimisticamente, a febbraio 2019”.

Secondo Giraudo e Priola il registro è un primo, importante, passo in avanti per il riconoscimento ufficiale dell'importanza delle associazioni di politica giovanile ed è volutamente “molto generico e vario, per essere il più possibile inclusivo e ampio”. Ma è davvero così?

Ad avere i maggiori dubbi in merito è stato proprio Lauria che – nonostante veda di buon occhio il regolamento del registro come presentato perché sottolinea il possibile impegno dell'amministrazione a contribuire concretamente (cioè “economicamente”) alle attività delle varie associazioni – non ha dimostrato fiducia nel progetto: “Realtà di questo tipo le ho già viste fallire a livello provinciale, e sempre per mancanza di denominatori comuni: i problemi delle singole associazioni non venivano risolti dal gruppo. Credo nessuno sia pronto a lavorare insieme, né i membri delle associazioni, né noi amministratori”.

Ma il punto vero e proprio, per Lauria, è un altro. E cioè la reale apertura della consulta a tutti i soggetti esistenti: “Necessario capire quali siano i distinguo: tutte le associazioni sono iscrivibili al registro e quindi potranno esprimere poi una rappresentanza nella Consulta? O solo quelle legate ad alcune ideologie? I giovani di Rifondazione sono iscrivibili? E quelli di Casapound?

Pur condividendo con lui l'idea che il regolamento debba essere inclusivo i consiglieri Nello Fierro e Ugo Sturlese hanno sulla questione individuato un punto fermo: “Il rispetto dei valori della Costituzione nello statuto delle associazioni non può e non deve mancare”.

Mi pare ci sia la chiara intenzione di escludere alcuni soggetti - ha ribattuto immediatamente Lauria – e la cosa mi preoccupa; questo tipo di atteggiamento so essere condiviso da molti membri dell'amministrazione. Se il punto è fare qualcosa tanto per farla e poi trovarci a dire “non ha funzionato”, andiamo pure in questa direzione”.

Dura a questo punto la risposta di Giraudo: “A me sembra, invece, che tu non voglia far procedere i lavori. Il denominatore comune tra le associazioni sarà l'interesse rispetto alle politiche giovanili e non l'appartenenza ideologica, ma non è l'argomento di questa fase: ne riparleremo durante l'analisi del regolamento della Consulta stessa”.

A chiudere l'accesa discussione, Priola: “Le implicazioni dell'intervento di Lauria sono preziose. Non si vuole escludere nessuno e nemmeno settorializzare l'argomento delle politiche giovanili, che invece deve avere un approccio il più trasversale possibile. Mi faccio garante io stesso della cosa”.

La commissione si è quindi conclusa con il voto favorevole al portare il regolamento del registro in discussione nel prossimo consiglio comunale. Discussione che di certo coinvolgerà ancora i “contendenti” della serata: Lauria ha infatti proposto di non creare un registro nuovo ma di integrare quello esistente con l'attenzione alla sfera delle politiche giovanili, ma l'assessore Giraudo è convinto che questo riporterebbe al “punto zero” l'iter di avvicinamento alla Consulta.

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium