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Attualità | 18 dicembre 2018, 15:05

Mondovì, Cittadella del Gusto: la Fondazione CRC finanzierà il bando di gara per la redazione del progetto (FOTO)

La notizia è stata ufficializzata dal comitato che sostiene la conversione dell'ex caserma "Galliano" nella nuova sede dell'istituto alberghiero "Giolitti": nel giro di sei mesi potrebbe partire il dialogo con il Demanio (che, in parte, è già stato avviato)

Mondovì, Cittadella del Gusto: la Fondazione CRC finanzierà il bando di gara per la redazione del progetto (FOTO)

Notizia numero 1: la Fondazione CRC finanzierà il bando di gara per la redazione del progetto di realizzazione della Cittadella del Gusto presso l'ex caserma "Galliano", ubicata a Mondovì Piazza. Notizia numero 2: il demanio non ostacolerebbe un eventuale recupero della struttura e il dialogo per la cessione a titolo gratuito del fabbricato, attualmente in fase embrionale, si potrebbe sviluppare rapidamente di fronte alla presentazione di un progetto fatto e finito. Notizia numero 3: l'ordine degli architetti della provincia di Cuneo si è reso disponibile per fornire assistenza.

Non mancano certo i buoni presupposti a Mondovì per sperare nel trasferimento della sede dell'istituto alberghiero "Giolitti" nei locali della "Galliano", che fino al 1999 hanno ospitato la Guardia di Finanza, come ha ricordato Ettore Fili, ultimo comandante di quella caserma intervenuto nel corso della serata di presentazione del comitato Pro Cittadella del Gusto, tenutasi lunedì 17 dicembre presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso, alla presenza di un centinaio di persone, fra cui il sindaco, Paolo Adriano, il suo vice, Luca Olivieri, l'assessore Luca Robaldo, il presidente del Consiglio comunale, Elio Tomatis, il consigliere comunale Mario Bovetti e il capo di gabinetto del sindaco, Gabriele Campora.

Inizialmente, è stato presentato il direttivo del comitato presieduto da Bruno Lombardi, che sarà affiancato in quest'avventura da Roberto Sciandra, Franco Blengino, Rudy MaminoBarbara Franco, Margherita Melino, Vanna Rosso e Matteo Manildo.

A rompere il ghiaccio è quindi stato lo stesso Lombardi, che ha ringraziato la cittadinanza "per aver superato la soglia delle 1000 firme spontanee. Comunico in questa sede che la Fondazione CRC ha già manifestato il suo assenso per finanziare il bando per l'individuazione del progetto che consentirà di trasferire l'alberghiero di Mondovì, con le appendici dell'istituto tecnico agrario, del ristorante didattico e così via, presso la cittadella, come peraltro aveva già proposto anni fa proprio la moglie del comandante Fili, all'epoca preside del 'Giolitti'. L'auspicio è che siano numerosi i soggetti interessati al bando, per presentarci già in primavera presso gli uffici demaniali con il progetto in mano".

Fin qui tutto lineare, ma come si troveranno i soldi per traslare dalla carta alla realtà il progetto? "In qualche maniera, magari mediante contributi da Fondazioni e dall'Europa, li reperiremo", ha spiegato Lombardi. Al Demanio, invece, non verrà riconosciuto nulla, poiché esso trasferirà alla città la proprietà dell'edificio gratuitamente, in base alla normativa sul federalismo culturale, come ha rivelato il primo cittadino, Paolo Adriano: "Il percorso che intendiamo seguire è tracciato dalla legge. Abbiamo molti contenitori vuoti a Piazza e in passato sono state perse alcune occasioni, ma ora è tempo di guardare avanti. Abbiamo dialogato a lungo con Lombardi, giungendo alla decisione di passare dalle parole ai fatti. Mi sono personalmente recato presso l'agenzia del Demanio a Torino, ove ho avuto un colloquio con l'ingegnere Luca Michele Terzaghi. Quest'ultimo mi ha citato l'esempio della caserma 'Amione', su cui c'è un progetto di recupero da 60 milioni di euro, raggiunto partendo da un semplice concorso di idee, proprio come nel nostro caso. Ricordo inoltre che recentemente la Cittadella è stata oggetto di visita da parte del designer garessino Giorgetto Giugiaro e di suo figlio, il che testimonia le potenzialità dell'edificio".

C'è dell'altro: "Il Demanio non ostacolerà il progetto, e anche la Guardia di Finanza, proprietaria ancora di una porzione dello stabile, non dovrebbe avere nulla da obiettare. L'ingegnere Terzaghi ha comunque manifestato la sua disponibilità a interfacciarsi con i vertici regionali delle Fiamme Gialle".

Una serata di grande ottimismo, dunque, in cui le sole perplessità sono giunte da alcuni spettatori, che hanno asserito che "il progetto va seguito con puntualità dall'amministrazione e non dev'essere demandato al primo progettista di Frosinone", che "serve una segreteria attiva per il comitato, che nel 2019 dovrà lavorare molto" e che "occorre confezionare un bando ben fatto": a tal proposito, come asserito in apertura d'articolo, l'ordine degli architetti della provincia di Cuneo potrà fornire un contributo non indifferente.

Alessandro Nidi

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