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Attualità | 28 dicembre 2018, 07:30

A Castellar l’ultimo Consiglio comunale prima della fusione: “Dal 1 gennaio saremo saluzzesi”

L’assise si è riunita ieri sera (giovedì). Tra le novità, l’azzeramento dell’Irpef per i cittadini castellaresi per i prossimi cinque anni. Al termine della seduta il pianto liberatorio di Serena Borretta: “Le scelte della mia vita non sono mai state fatte per avere qualcosa in cambio o perchè plasmate da qualcuno”

Il Consiglio comunale di Castellar di ieri sera (giovedì)

Il Consiglio comunale di Castellar di ieri sera (giovedì)

Quello di ieri sera (giovedì) è stato l’ultimo Consiglio comunale della “storia” di Castellar.

Dal prossimo 1 gennaio, infatti, il Comune sarà incorporato a Saluzzo, come previsto dall’iter di fusione avviato mesi fa. Oggi (venerdì) è prevista la pubblicazione della legge regionale sul Bur del Piemonte.

Dal 1 gennaio saremo saluzzesi. – ha detto in Consiglio il sindaco Eros DemarchiQuesto è il nostro ultimo Consiglio comunale, che dopo la fusione diventerà Consiglio municipale”.

L’assise (da annotare, tra le assenze quella di Liliana Borretta, da sempre fermamente contraria alla fusione) è poi passata ad approvare una serie di punti propedeutici al bilancio comunale.

In primis il conto “pre-consuntivo”: una sorta di bilancio consuntivo “aggiornato” alla data del 27 dicembre: “Un documento necessario – ha spiegato il segretario comunale Silvia Salvaiper poter consegnare al Comune di Saluzzo una contabilità approvata dal Consiglio comunale.

Saluzzo dal 1 gennaio avrà in carico la gestione dell’esercizio 2018 e dei residui di bilancio. Non si tratta di un consuntivo vero e proprio, ma questo bilancio dà conto della gestione economica in capo a Castellar sino alla fine dell’anno”. L’avanzo di Amministrazione che Castellar “porterà” nelle casse di Saluzzo è pari a 8383 euro.

L’altro aspetto toccato dal Consiglio – in vista della fusione – è stato quello del personale. Un passaggio non così banale, che ha richiesto una “triangolazione” tra Enti, dal momento che i dipendenti del Comune di Castellar sono in capo all’Unione montana del Monviso.

Con il 31 dicembre Castellar, “estinguendosi” come organo comunale, di fatto uscirà dall’Unione montana: all’atto del recesso dall’Ente, i dipendenti verranno trasferiti automaticamente nella pianta organica del Comune di Saluzzo.

Il Consiglio ha poi anche approvato il Dup, Documento unico di programmazione, per il triennio 2019-2021: un atto “monco”, come l’ha definito il segretario comunale Salvai (che è anche segretario generale a Saluzzo) dal momento che anche tutta la programmazione, esattamente come il bilancio, passerà in carico all’Amministrazione saluzzese, a partire dal 1 gennaio.

Restano invariate, invece, le aliquote Tasi, Imu e Cosap. “La legge prevede – ha spiegato Demarchi – che le imposte possono essere diversificate per i due Comuni coinvolti nella fusione. Prendiamo quindi atto che manterremo le aliquote invariate per i prossimi cinque anni. Manteniamo le imposte, dunque, che comunque sono già inferiori alle aliquote di Saluzzo”.

Passa invece dallo 0,2% allo 0% l’addizionale Irpef, che i cittadini di Castellar, per i prossimi cinque anni, non dovranno più pagare.

Rimarranno in vigore “in parallelo” anche i regolamenti edilizi di Saluzzo e Castellar. Sino alla scadenza dei due piani regolatori si è deciso di mantenere “operativi” i due regolamenti, che poi successivamente verranno unificati, per avere uno strumento unico.

Infine, il Consiglio ha ancora voluto approvare l’ordine del giorno proposto dall’Uncem, con la richiesta di una fiscalità differenziata per le zone ad alta marginalità e montanità, nell’ottica di prevenire la desertificazione commerciale.

Su questo punto, il primo cittadino ha ancora voluto precisare come “il territorio di Castellar continuerà ad essere montano”: “Qualche consigliere regionale ha fatto orecchie da mercante, sostenendo che con la fusone venisse meno la montanità per Castellar. Lo ribadiamo maggiormente, ancora una volta: questo territorio continuerà a essere montano a tutti gli effetti, come previsto dal documento a firma dei funzionari regionali”.

Giungono invece a margine della seduta le considerazioni di Serena Borretta, membro dell’opposizione presente al Consiglio insieme a Maria Rita Pavan.

La Borretta ha iniziato a leggere una sua nota in merito alla fusione, non riuscendo a trattenere – a più riprese – un pianto liberatorio, per sua stessa ammissione, dopo mesi di tensioni e di “voci e dicerie accumulate nel tempo”.

Dopo aver assistito, in streaming, al Consiglio regionale del 18 dicembre, in cui si votava la fusione Saluzzo-Castellar, e avere sentito ripetutamente ‘voci di corridoio’ piuttosto pesanti, mi sembra giusto esporre alcune mie riflessioni. – ha detto Serena Borretta - Noi, gente di Castellar, con la terra e le tradizioni nel cuore, siamo gente semplice, ma con una testa pensante! Tutte le scelte della mia vita, giuste o sbagliate, non sono mai, e sottolineo mai, state fatte per avere qualcosa in cambio o perchè plasmate da qualcuno.

Valuto la situazione, studio i pro e i contro, e infine prendo una decisione. Cosa che non hanno fatto alcuni consiglieri regionali, che palesemente hanno riportato ‘pezzi’ presi qua e là senza conoscere la reale situazione e, mi permetto, senza conoscere la geografia.

Ritengo che chi ricopre una carica simile debba essere ben informato sui fatti e sul territorio, e soprattutto non debba fare illazioni che possono ferire. Sempre in Consiglio regionale si è detto: ‘Vogliono tagliare le radici ai 400 giovani che hanno firmato la petizione’. Tralasciando la discutibile giovinezza della maggior parte dei firmatari, mi sento di dire a cuore aperto che nessuno vuole cancellare radici, storia e tradizioni, anzi!

Da mamma di una adolescente, penso che le radici siano importantissime, ma le ali per volare siano fondamentali. In questo momento storico fatto di continui cambiamenti e migrazioni, i giovani non dovrebbero avere confini territoriali nella testa: non cittadini di Castellar, non cittadini di Saluzzo, ma cittadini di questo grande e prezioso mondo”.

Le parole della Borretta sono state messe agli atti della seduta. A farle eco, il vicesindaco Giuliano Ruatta: “In questi ultimi tempi ne sono state dette tante, sovente non giuste. Si è parlato di queste 440 firme contro la fusione (mai depositate in Comune a Castellar: ndr) che sono state attribuite a persone del paese o della valle.

La Valle non penso abbia titolo per gestire e ledere l’autonomia di un comune, del nostro Comune, Non pensiamo di tagliare ponti con alcuno, ma non abbiamo nemmeno mai pensato di farci comandare da nessuno. Le scelte sono state votate dal popolo. La volontà popolare è sovrana: se al referendum perdevamo di un voto avremmo stoppato l’iter di fusione, ma così non è stato.

Qualcuno aveva secondi fini, non noi. Il nostro unico secondo fine è mantenere una comunità attiva e farla crescere”.

 

Nicolò Bertola

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