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Attualità | 28 gennaio 2019, 08:15

I Giorni della Merla sono alle porte: storia dei tre giorni più freddi dell’anno

Secondo la tradizione il 30 e 31 gennaio, con l’aggiunta del 1° febbraio segnano la fine dell’inverno

Foto ENRICO RUGGERI

Foto ENRICO RUGGERI

Se gennaio fosse sempre solare e gradevole come quello degli ultimi lustri, i merli sarebbero ancora… bianchi.

Per tradizione, il 30 e 31 gennaio, con l’aggiunta del 1° febbraio, sono detti “I Giorni della Merla”, considerati i più freddi dell’anno. Racconta una leggenda secolare che questo volatile, in origine, si vantava di un piumaggio candido come la neve.

Mentre Gennaio regalava i suoi ultimi giorni soffusi di un dolce tepore primaverile, il merlo lo sbeffeggiava a cinguettii sarcastici per il fatto che l’inverno stava finendo senza che ci fosse stato il grande gelo.

Allora, Gennaio si arrabbiò e decise di raggelare tutto per tre giorni, ma ne disponeva soltanto di due, perciò ne prese in prestito uno da febbraio.

Calò il gran freddo, il merlo bianco non trovò di meglio che rifugiarsi in un camino e dopo i tre fatidici giorni, se ne uscì tutto nero, colore che gli rimase impresso per sempre.

La leggenda ha assunto variazioni fantasiose a seconda dei luoghi e delle regioni. In Piemonte è questa del camino, ma ovunque segnava la sostanziale fine dell’inverno, tant’è che il 2 febbraio incalzava il proverbio: "A la candelora de l’inverno semo fora".

Dice ancora la leggenda che, se i Giorni della Merla saranno freddi, la primavera sarà bella, se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

Silvia Gullino

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