Il migliore degli epiloghi possibili per la vicenda di padre Sergio e della sua biblioteca, oltre 70mila libri custoditi nei meandri della canonica di Marmora, in valle Maira.
La scorsa settimana il vescovo di Saluzzo, monsignor Cristiano Bodo, ha regalato la canonica, di proprietà della sua Diocesi, all'associazione "Amici di Padre Sergio". Erano presenti padre Giordano Grosso, frate domenicano e grande amico di padre Sergio, e il regista albese Emanuele Caruso che, con il film "La terra buona", ha fatto conoscere la storia di questo luogo magico, a 1548 metri di quota.
Non servirà più, quindi, l'intermediazione della Regione Piemonte, così come prospettato inizialmente. Con tempi lunghi e nessuna certezza, visto che la Giunta è a fine mandato.
Dopo anni di vicissitudini, in cui non sono mancate diatribe legali, un passo importante è compiuto. I libri resteranno a Marmora, nella casa che ha ospitato padre Sergio De Piccoli per 40 anni, dal 1978 alla sua morte, nel 2014. Anni trascorsi lassù, come benedettino, tra preghiera e lavoro. Ma soprattutto nell'accoglienza degli ultimi.
A Marmora fondò un monastero benedettino e, soprattutto, anno dopo anno, libro dopo libro, diede vita alla biblioteca più alta d’Europa. Migliaia e migliaia di libri di ogni tipo, catalogati e ordinati con minuzia e cura. Tra questi, anche dei volumi, delle pergamene e dei codici miniati antichissimi, di grande valore.
In questo video, girato a marzo del 2018, vi mostriamo la biblioteca.
Un regalo fatto da un uomo di Dio per celebrare un uomo di Dio e mantenerne vivo il ricordo. La canonica potrà essere sistemata e finalmente ospitare in modo degno una bibiloteca di valle, per tutti. Era questo il sogno di padre Sergio.
Così padre Giordano Grosso commenta il regalo: "Spero che Sergio venga finalmente ricordato come merita. E' stato soprattutto un grande uomo di accoglienza. Sono felicissimo, finalmente possiamo costruire la biblioteca, in quel luogo dove Sergio ha vissuto, dove ha accolto chiunque ne avesse bisogno e dove adesso riposa".
Più pragmatico il regista Caruso: "E' una notizia bella, un punto di partenza. Ma da qui si apre un percorso lungo e non facile. Ci saranno soldi da spendere, quella casa non ha nulla che sia a norma. Io attiverò tutti i miei canali per reperire i fondi necessari, ma ci vorranno anni, credo almeno quattro, prima che sia tutto a posto. E nel frattempo? I libri non possono essere stipati in uno scantinato, ce ne sono di antichi. E Daniele, l'ex badante di padre Sergio, che ancora vive lì, dove andrà durante i lavori? Domande e dubbi ce ne sono tanti. Sono fiducioso e confido che si possa realizzare il sogno di Sergio, ma preferisco stare con i piedi per terra".














