/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 30 aprile 2019, 10:07

Cuneo si schiera contro la chiusura di Radio Radicale: "Chiuderla un vero attacco alla democrazia"

Il sindaco di Cuneo Federico Borgna si scaglia contro le forze politiche al governo: "State prendendo una decisione pericolosa, chi in modo volontario e chi in modo involontario"

Foto generica

Foto generica

Dopo diversi anni di attività Radio Radicale rischia di vedere conclusa la propria storia editoriale a seguito della decisione del governo di non rinnovare la convenzione che permette alla radio stessa di pubblicare il 60% delle sedute annue delle due Camere (eventualità che ridurrebbe in modo fatale i fondi riservati all’ente).

Il suo destino è stato portato in discussione nella serata di ieri – lunedì 29 aprile – in consiglio comunale dal presidente Antonino Pittari: “Da anni Radio Radicale offre un sistema di informazione politica innovativa, fuori dagli schemi e fondamentalmente democratica, ed è ascoltato da migliaia di italiani. Chiedo quindi che il consiglio comunale s’impegni a far pervenire al governo il proprio appoggio a Radio Radicale, e l’auspicio di un ripensamento in merito al mancato rinnovo della convenzione”.

Diversi i consiglieri comunali in accordo con la richiesta del presidente Pittari. Nello Fierro: “Le trasmissioni di Radio Radicale hanno indubbiamente arricchito la cultura politica del paese, merita di essere salvata, con il contributo di tutti. Bisogna abbandonare l’idea che il sostegno economico agli organi d’informazione sia un male, è una tendenza parte di un disegno che preferisce l’informazione filtrata e univoca a quella pluralistica”. “Radio Radicale ha dato tanto, in questi anni, a quelli che l’hanno ascoltata – ha sottolineato invece Valter Fantino - . Al governo oggi abbiamo una macedonia culturale e politica nel mezzo della quale Radio Radiocale spicca per completezza: è doveroso fare tutto il possibile per salvarla”.

In controtendenza, invece, l’intervento di Manuele Isoardi: “Dal 1994 Radio Radicale ha percepito 204 milioni di euro totali, più 4 milioni l’anno con il fondo pubblico. La diffusione di internet e lo sviluppo di mezzi d’informazione alternativi hanno reso questo tipo di sostegno insensato: dal prossimo anno le Camere avranno i propri canali istituzionali e non avrebbe senso proseguire con la convenzione”.

I consiglieri Ugo Sturlese e Carmelo Noto, però, non ci stanno: “Ridurre la questione a una mera discussione economica significa umiliare l’intera storia italiana – ha detto il secondo - . Quello che emerge è un intervento preciso e militaresco volto alla cessazione di una voce libera dell’informazione; questo fa paura, e rende l’ordine del giorno necessario”; “Radio Radicale non può essere sostituita dai nuovi mezzi d’informazione e da internet; l’archivio della radio è sconfinato e non possiamo permetterci di perderlo: è necessario indire un bando per regolare e garantire il giusto sostegno alla radio” ha risposto il primo.

L’ultima parola al sindaco Federico Borgna. “La convenzione del ‘94 indica che il governo ha sempre ritenuto necessario riportare ai cittadini in modo chiaro l’attività delle Camere, compito che Radio Radicale ha svolto con capacità. “Non accettare i doppioni di spesa”, che è la motivazione dietro la decisione del governo, rischia di privare i cittadini di una fonte d’informazione libera. La domanda quindi deve essere: quanto vale la democrazia? Secondo me non 5 milioni l’anno, ma molto di più”.

Fornire un’informazione completa e libera ai cittadini è esprimere la vera democrazia. Radio Radicale ha riempito uno spazio che le istituzioni dedicate all’informazione hanno lasciato non presidiato, per un motivo o per l’altro – conclude Borgna - . Vi state assumendo, voi forze politiche al governo, una decisione pericolosa e lo state facendo una in modo volontario e l’altra – il MoVimento 5 Stelle, visto che la decisione di chiudere Radio Radicale arriva da Vito Crimi - in modo involontario, per incultura politica. Chiudere le voci libere senza avere un’alternativa credibile, in un paese, è pericolosissimo. Un vero attacco alla democrazia”.

L’odg è stato approvato con 22 voti a favore e 2 contro.

simone giraudi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium