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Politica | 30 aprile 2019, 09:00

Cristina Ballario ci racconta il suo programma: focus su agricoltura e zootecnia

Dalle manifestazioni legate all'agricoltura alla valorizzazione degli spazi del Foro Boario: a tu per tu con la candidata sindaco della Città degli Acaja

Cristina Ballario ci racconta il suo programma: focus su agricoltura e zootecnia

Il 40% della produzione agricola piemontese viene dalla Provincia di Cuneo e Fossano ha un ruolo centrale.

Il territorio di Fossano ha una superficie equivalente a quella di Torino, in gran parte coperta da campi coltivati e allevamenti. Ci sono a Fossano diverse manifestazioni legate all’agricoltura che hanno valorizzato questo settore importantissimo.

Ne abbiamo parlato con Cristina Ballario, candidata a sindaco della Città degli Acaja.

Qual è stato il fil rouge dell’attività di questi anni?

"In questi anni sono state impostate nuove sinergie che hanno consentito di far crescere le manifestazioni agricole. A partire dalla Fiera del Vitello Grasso a Expoflora, dalla Festa del Grano a Coloratissimo Autunno, l’obiettivo è stato quello di avere una manifestazione agricola legata a ogni stagione. Alcune manifestazioni si stavano spegnendo nella loro formula originale e per il loro rilancio ho cercato di sedere intorno allo stesso tavolo realtà che si occupano di agricoltura, allevamento, alimentazione che hanno accolto con favore l’idea di collaborare. Da Coldiretti a Slow Food si sono sviluppate iniziative che fossero appetibili per il pubblico, ma anche momenti di formazione e incontro per addetti ai lavori, come con i convegni Anaborapi, Catac o, come nelle scorse settimane La Granda".

E’ cambiato pesantemente anche il look della zona del Foro Boario.

"Stando al piano regolatore l’area del Foro Boario era destinata all’abbattimento per fare posto a nuovi condomini. L’area è invece stata recuperata e restituita alla città e specificatamente al Borgo e al comparto agricolo. Il vecchio campo del Coniolo è stato trasformato in un parco con tavoli e panche, campetto da volley e area gioco; è stato rifatto il cappotto della sala Brut & Bon e della sala contrattazioni, c’è una nuova gestione per la Sala Contrattazioni che ha rinnovato i locali. Resta invece un fiore all’occhiello il mercatino dei piccoli animali, ogni seconda domenica del mese".

E negli spazi di Localmente?

"I mesi scorsi è cessato il contratto di gestione di Localmente. L’idea è quella di trasformare uno dei due spazi, quello dove c’era il negozio, in un museo della terra. Fossano è una delle città con il maggior numero di orti in condotta e mi piacerebbe che ci fosse uno spazio dove approfondire la conoscenza del nostro territorio. L’altro spazio, lo Spazio 0, è invece a disposizione delle manifestazioni: quelle agricole, certo, ma anche gli appuntamenti del borgo e quelli culturali della città".

Inizialmente l’agricoltura non era una sua delega, ma lo è diventa da circa tre anni a questa parte. Cosa accadrà nei prossimi cinque anni qualora sedesse sulla poltrona da Sindaco?

"La delega all’agricoltura è una di quelle che maggiormente mi hanno appassionata in questi anni per le relazioni che si sono instaurate con il mondo agricolo e zootecnico. Ci sono persone che mi hanno fatto sentire in famiglia, molto disponibili a condividere con me esperienze e saperi e, soprattutto, a trovare soluzioni condivise.

Intendo assolutamente mantenere la delega all’agricoltura perché per me il mondo agricolo non è estraneo: sono cresciuta a contatto con questo ambiente, vivo in una frazione, sono stata per cinque anni capo cantone e sono felice di aver ricoperto questo incarico.

Proprio per questi motivi desidero proseguire questo percorso. Intendo inoltre continuare gli incontri del mercoledì mattina all’Ufficio Agricoltura con i rappresentati dei consigli frazionali, iniziativa che ho preso in questi anni e che mi è servita a mantenere un legame costante con il territorio basato sull’ascolto attivo. Inoltre intendo valorizzare l’ufficio Agricoltura di cui in questi anni ho potuto toccare con mano lo spirito di servizio e l’efficienza nella risposta al territorio".

Fossano, a differenza di alcune cittadine limitrofe non ha un prodotto tipico, ma in questi anni si sono stipulate convenzioni e stretti accordi di amicizia con diverse realtà. Ce ne racconta alcune?

"La nostra zona è una zona tipica della produzione di razza bovina piemontese. Questa caratteristica è stata riconosciuta da Anaborapi che ha supportato la richiesta di alcuni allevatori di apporre cartelli che indichino il comune di Fossano come territorio tipico della Razza Bovina Piemontese. Inoltre Fossano è entrata a far parte del consorzio di tutela del cappone di Morozzo. Oltre a ciò Fossano ha un’alta produzione suina di eccellenza. Di fatto a Fossano c’è un paniere di tipicità, cui si affiancano quelle dei territori circostanti. In occasione della Fiera del Vitello Grasso, ad esempio, i ristoranti del territorio propongono un menu ad hoc che comprende diverse portate a base di carne".

Gli allevatori, molto numerosi, sono una vera e propria comunità: si incontrano al mercato del Foro Boario al mercoledì, discutono di allevamento, incontrano mediatori e macellatori. Con la CUN (Commissione Unica Nazionale), unica commissione che può definire i prezzi dei suini, si rischiava di perdere questa tradizione legata alla commissione locale del mercato fossanese. Qual è stata la soluzione?

"Abbiamo deciso, d’accordo con gli attori della filiera, di mantenere un tavolo di confronto per indicare la “tendenza” delle contrattazioni che effettivamente si fanno sulla nostra piazza. Il mercoledì vengono proiettati i prezzi della CUN del giovedì precedente e, a fine mattinata, si rileva, da parte degli operatori, la tendenza reale del mercato nella settimana di riferimento. Questa decisione è stata apprezzata dagli operatori del settore perché in questo modo la commercializzazione dei capi ha un margine di contrattazione".

Oltre ai suini, però, il Foro Boario ospita diverse attività legate al mondo agricolo

"L’esposizione delle macchine agricole, delle nuove attrezzature e dei prodotti per l’agricoltura è uno dei pochi rimasti in Provincia e ha dunque una grande affluenza. C’è la contrattazione dei bovini e buona parte dei tavoli della sala Contrattazione è occupata da mangimisti che incontrano i loro clienti; c’è stato un incremento del mercato dei foraggi, noto come mercato della paglia. Il Foro Boario è un vero e proprio punto di riferimento per tutto il comparto agricolo e zootecnico".

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