Il Comune di Bra ha già emanato l'ordinanza antibotti in vista delle Festività natalizie e in particolare del Capodanno. E' il primo di una lunga serie di Comuni che, nei prossimi giorni, farà lo stesso.
Alcuni comuni non hanno nemmeno bisogno di emanare ordinanze specifiche, in quanto è il regolamento di Polizia locale a vietare l'utilizzo di artifizi pirotecnici sul territorio di competenza.
Una cosa che succede ormai da anni. Sono sempre di più, infatti, le amministrazioni che si muovono in questa direzione, dalle più grandi alle più piccoli. La ragione principale delle ordinanze contro i botti è legata da un lato a evitare comportamenti che possono provocare infortuni alle persone, dall'altro a tutelare gli animali domestici, spaventati e disorientati dagli scoppi.
Per quanto riguarda Bra, il sindaco Gianni Fogliato ha già firmato un’ordinanza con cui vieta l’utilizzo su tutto il territorio comunale di qualsiasi gioco pirotecnico, anche di libera vendita e quindi legittimamente detenuto, per i mesi di dicembre e gennaio.
I trasgressori saranno puniti con una sanzione compresa tra i 25 e i 500 euro. Perché, si legge nel comunicato, "festeggiare il nuovo anno è legittimo, ma è possibile farlo anche senza botti".
Il divieto di sparare i botti divide. C'è chi lo ritiene un gesto di assoluta civiltà e di rispetto, in particolar modo per gli animali. Altri, invece, ritengono che, almeno a Capodanno, un po' di petardi e botti, ovviamente se legali, non facciano male a nessuno.
C'è poi un altro aspetto, evidenziato più volte dal sindaco di Boves Maurizio Paoletti, uno dei pochi primi cittadini, in provincia, a schierarsi apertamente a favore dei botti e a consentirli sul suo territorio comunale. "Che senso ha emanare un'ordinanza se poi nessun Comune è in grado di controllare il rispetto del divieto?".











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