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Attualità | 12 gennaio 2020, 17:49

Peveragno ricorda per la 76^ volta i suoi "XXX^ Martiri" (GALLERY)

Oggi (domenica 12 gennaio) le celebrazioni in ricordo del tragico eccidio nazista; Paolo Renaudi: "Perché episodi come questo non accadano più dobbiamo smettere di dichiararci "anti-qualcosa" e di reprimere l'altro"

Foto di: Simone Giraudi

Foto di: Simone Giraudi

"Siamo qui per ricordare ciò che è successo, e per imparare qualcosa dalla Storia. Per evitare che eventi simili si ripetano in futuro. Cosa possiamo fare in concreto? Cambiare il nostro modo di ragionare, pensare che un'idea possa trasformarsi in ideale, che si possa uccidere qualcuno perché ne ha uno diverso, riconoscere che nel campo delle idee avverse ci siano persone potenzialmente per bene. Questo però continua a succedere; solo nel giorno in cui non ci dichiareremo più "anti-qualcosa", quando smetteremo di reprimere l'altro, forse, avremo fatto un serio passo avanti".

È con queste parole che nella mattinata di oggi (domenica 12 gennaio) il sindaco di Peveragno Paolo Renaudi ha ricordato i trenta caduti di piazza Paschetta nel 76° anniversario dell'eccidio nazista, senza dubbio una delle pagine più buie della storia del paese, durante la quale alcune truppe naziste si sono rese colpevoli di una dura (e, attualmente, ancora incomprensibile) rappresaglia ai danni della popolazione civile perpetrata in un normalissimo lunedì di mercato come tanti altri.

Con lui anche rappresentanti di tutte le forze dell'ordine, degli Alpini, della Croce Rossa, dell'AIB, della sezione di Cuneo dell'ANFI e dell'AVIS, oltre ad altri amministratori dei comuni di Boves, Valdieri, Roaschia e Chiusa di Pesio. In occasione della commemorazione, hanno raggiunto Peveragno anche l'onorevole Flavio Gastaldi, il consigliere provinciale Matteo Gagliasso e il senatore Marco Perosino.

Durante la commemorazione sono stati letti i nomi di tutte le vittime e i bambini delle scuole primarie e secondarie del territorio hanno realizzato alcuni interventi. Una nuova corona è stata poi deposta ai piedi della lapide in ricordo dei martiri, nell'angolo della piazza in cui settantasei anni fa è concretamente avvenuta la strage.

"Bene che ci siano tanti giovani: le generazioni future devono fare esercizio di memoria - ha continuato Renaudi, che ha anche ricordato la storia di suo padre, testimone degli  eventi, e della famiglia Tassone - per assicurare un futuro libero da questi episodi drammatici. E grazie alle associazioni e alle autorità civili e militari presenti oggi. Rifiutiamo con forza l'odio e la violenza".

simone giraudi

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