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Economia | 22 gennaio 2020, 15:32

L'indiscrezione di Bloomberg: Alstom e Bombardier valutano una fusione per un maxi colosso ferroviario

Alstom ha nella sede di via Ottavio Moreno a Savigliano un fiore all’occhiello nella produzione del pendolino. Bombardier ha tra i suoi prodotti top di gamma treni ad alta velocità come ad esempio lo “Zefiro”. L’antitrust nel febbraio 2019 aveva affondato il maxi merge con Siemens

L'indiscrezione di Bloomberg: Alstom e Bombardier valutano una fusione per un maxi colosso ferroviario

La nota agenzia statunitense Bloomberg ha reso note alcune indiscrezioni che vedrebbero i colossi Bombardier e Alstom in fase di valutazione per una eventuale fusione. La multinazionale francese ci riprova dopo che l’antitrust nel febbraio 2019 aveva affondato il maxi merge con Siemens che avrebbe generato un gruppo secondo solo alla cinese Crrc per quanto riguarda la realizzazione di materiale rotabile.

La canadese Bombardier, stando a quanto riporta Bloomberg, starebbe valutando una fusione con Alstom per stabilizzare il suo “portfolio” che comprende anche jet aziendali e aerei commerciali. Anche in questo caso la fusione potrebbe essere sottoposta al vaglio dell’antitrust.

Questa maxi-fusione porterebbe introiti e un mercato di vendita in Europa simili all’accordo Siemens-Alstom recentemente respinto. Gli ultimi bilanci uniti ammonterebbero a circa 18 miliardi. Proprio per questo motivo, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa statunitense, al momento l’accordo sulla fusione è ancora in salita.

Alstom ha nella sede di via Ottavio Moreno a Savigliano un fiore all’occhiello nella produzione  del pendolino. Bombardier ha tra i suoi prodotti top di gamma treni ad alta velocità come ad esempio lo “Zefiro” il cui modello V300 è sul mercato italiano e sta alla base del Frecciarossa 1000. Sempre sull’alta velocità in passato Bombardier ha collaborato con Alstom per la realizzazione del TGV francese.

Nella fase di trattativa per il merge con Siemens si era parlato a lungo del ruolo del pendolino di Savigliano, successivamente non considerato a rischio nell’ottica di concorrenzialità europea. Questo prima che il giudizio definitivo del commissione europea alla concorrenza  capeggiata da Margrethe Vestager (riconfermata nello stesso ruolo a seguito delle elezioni europee del maggio 2019) mettesse fine all'operazione sulla maxi-fusione. 

 

Daniele Caponnetto

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