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Attualità | 24 gennaio 2020, 14:27

Reazioni di sdegno per la scritta antisemita a Mondovi, il presidente Borgna: "Una vera porcata"

Tanti interventi e tante condanne, dal sindaco di Mondovì Adriano (VIDEO) al governatore Cirio al presidente della Provincia e sindaco di Cuneo Federico Borgna, passando per la deputata Chiara Gribaudo

Foto da facebook

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Tanti interventi e tante condanne per la scritta antisemita comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia.

E' stata disegnata la stella di David accompagnata dalla scritta "Juden Hier".

Il sindaco Paolo Adriano è stato il primo a intervenire, facendo cenno anche alle indagini, immediatamente scattate. "Un atto gravissimo che, da sindaco e da uomo, condanno fermamente. Un fatto vergognoso che offende ed indigna Mondovì, Città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione, e tutti i monregalesi. Ci stiamo organizzando per rispondere con un'apertura straordinaria della sinagoga di Mondovì: invito, quindi, tutti a partecipare per esprimere non solo vicinanza e solidarietà alla comunità ebraica, ma per affermare con forza la nostra appartenenza ad una società civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo".

 

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: “A nome della terra che rappresento e che ha pagato con tante vite il rispetto e la difesa della libertà, mi indigno per un gesto ignobile che il Piemonte condanna con la sua storia e con i suoi sacrifici. Spero che i responsabili vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore”.

Dure parole di condanna da parte di Federico Borgna, presidente della Provincia di Cuneo e del Comitato a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza: “Un atto ignobile e vergognoso. Un gesto figlio di toni e comportamenti che purtroppo la politica sta assumendo in questo periodo e che fa sentire qualcuno legittimato a commettere queste vigliaccate. Permettetemi il termine poco istituzionale, una vera porcata”.

E aggiunge: “Esprimo a nome mio e dell’Amministrazione Comunale, la nostra vicinanza e solidarietà ad Aldo Rolfi, alla sua famiglia e alla comunità ebraica. Atti spregevoli come questo non fanno parte di una società civile e democratica, sono rigurgiti pericolosi verso i quali non dobbiamo rimanere indifferenti. A pochi giorni dalle celebrazioni per la Giornata della Memoria, faccio mio un appello della Senatrice Liliana Segre: ‘Indifferenza è quando nessuno ti parla, nessuno ti vede, nessuno ti pensa, nessuno ti aiuta, tutti voltano la testa dall’altra parte. E invece appunto bisogna conoscere, denunciare, reagire’”.

Chiara Gribaudo, deputata del Partito Democratico: "La scritta comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, impegnato da sempre per trasmettere la testimonianza della madre staffetta partigiana Lidia Rolfi, è un atto senza precedenti in questa terra in cui tanto sangue è stato versato dai partigiani e dove in tanti hanno combattuto e rischiato la propria vita per proteggere gli ebrei dalla deportazione. Il clima d'odio in cui viviamo sta distruggendo la memoria e vuole riportare l'Italia alle leggi razziali del '38. Solidarietà alla famiglia Rolfi, la Granda è antifascista e non li lascerà soli. Serve una grande risposta democratica e civica a questa infamia."

La Lega Salvini Premier di Mondovì, tramite il segretario Diego Boetti, ha dichiarato: "In merito alle scritte antisemite sulla casa di Aldo Rolfi, a nome della sezione della Lega di Mondovi, esprimo la massima solidarietá alla famiglia Rolfi e condanno duramente questo atto becero segno di incivitá ed ignoranza, che rappresenta una squallida e vigliacca provocazione".

 

“La scritta antisemita apparsa sulla porta della casa di Mondovì della famiglia della staffetta partigiana e deportata in Germania Lidia Beccaria Rolfi, scomparsa nel 1996, è di una gravità assoluta e deve essere fatto il possibile per assicurare alla giustizia i responsabili di questo gesto.
Lidia Rolfi Beccaria è stata autrice di libri fondamentali per comprendere le drammatiche vicende della deportazione messa in atto dai nazifascisti, in particolare delle storie delle donne nell’universo concentrazionario nazista.
Una memoria e una testimonianza che nessuna scritta potrà mai cancellare, ma proprio per questo deve ricordarci che l’antisemitismo e
l’intolleranza razzista si annidano ancora nelle viscere della società contemporanea e vanno combattuti ogni giorno”
. Lo scrive in una nota il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. 

Stefano Allasia: "Come presidente del Consiglio regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione esprimo profondo sdegno per la scritta ingiuriosa  comparsa  a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944. Mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili di questo ignobile gesto che condanno con forza, quelle scritte antisemite sono una vergogna e un'offesa a tutti piemontesi; esprimo a tal proposito vicinanza e solidarietà verso la comunità ebraica. È inaccettabile che gesti del genere, tra l’altro  a pochi giorni dal 75° anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rievochino il razzismo antisemita per il quale si può solo provare vergogna".

"Condanno e stigmatizzo l’odioso gesto antisemita accaduto a Mondovì in provincia di Cuneo - commenta l'onorevole Gianna Gancia, europarlamentare della Lega - dove è apparsa una scritta antisemita sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944, una delle grandi voci dell'orrore dei lager, nella strada intitolata alla sua famiglia.Un gesto vergognoso e ignobile. Spero che le autorità individuino i responsabili e li sanzionino con il massimo delle pene previste".

"Ferma condanna per il vile gesto antisemita scoperto questa mattina a Mondovì sulla porta dell'abitazione di Aldo Rolfi. Da parlamentare, ma soprattutto da sindaco di Genola, medaglia d'argento al valor civile e sede della scuola elementare tutt'oggi intitolata a Lidia Beccaria Rolfi, sono indignato. Quanto accaduto offende gravemente tutta la comunità di Genola, da sempre profondamente legata alla famiglia Rolfi. Questi nuovi rigurgiti di antisemitismo vanno bloccati sul nascere. Auspico che i responsabili vengano presto individuati e che vengano loro inflitte pene esemplari. Le basi della convivenza civile e democratica non possono essere messe in discussione", lo dichiara il deputato cuneese della Lega e sindaco di Genola, Flavio Gastaldi.

Il segretario generale della Cisl, Alessio Ferraris: “Tutta la Cisl è vicina ad Aldo Ricolfi per la scritta vergognosa comparsa sulla sua abitazione. Nel respingere con forza e sdegno ogni espressione di odio e intolleranza, occorre vigilare sempre sui valori della democrazia che è costata la vita a tante persone nel nostro Paese”. 

“Terrificante. Non ho altre parole per descrivere il gesto scellerato e razzista accaduto questa notte a Mondovì, in provincia di Cuneo. La scritta “Qui ebrei” è apparsa sulla porta della casa in cui ha vissuto Lidia Beccaria Rolfi, staffetta partigiana e deportata a Ravensbruck nel 1944.” afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu.“Il fatto che la famiglia Rolfi non sia di origine ebraica - prosegue il parlamentare di Leu- non toglie nulla alla gravità dell’atto, che necessita risposte forti. Alla famiglia Rolfi un abbraccio solidale.” “Oggi ci sarà un fiume di dichiarazioni di condanna, ed è un bene che sia così. Ma da domani dalle parole ai fatti. Da domani - conclude Fratoianni - serve un’iniziativa dello Stato ancora più decisa per stroncare i continui atti di violenza, prevaricazione, offesa, intimidazione delle organizzazioni neofasciste. A partire dal loro scioglimento“.

Marco Grimaldi (LUV): "Una senatrice di 90 anni sopravvissuta ad Auschwitz con la scorta, ora la scritta 'Jude hier' (qui abita un ebreo) sulla porta di casa della famiglia di una staffetta partigiana e prigioniera politica a Ravensbruck. La misura è colma e la legittimazione di razzismo e violenza verbale ha riportato a galla anche l'antisemitismo. D'altra parte spadroneggia una destra vile, che un giorno vota il sigillo civico per Liliana Segre, e due giorni dopo propone leggi razziali contro i rom. A tutti i rappresentanti delle istituzioni chiedo se sono pronti a organizzare una catena umana intorno alla casa di Aldo Rolfi. Bisogna reagire".

Le segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uil: "Il gesto compiuto la notte scorsa contro l'abitazione di Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria, non può che essere il frutto di menti ignoranti e vigliacche. Ignoranti, perché ignorano che Lidia fu una deportata politica che sostenne a caro prezzo la sua battaglia di libertà, pagata con la deportazione nel campo di concentramento di Ravensbruck , contrariamente agli autori delle scritte antisemite, che vigliaccamente hanno scelto di agire nel buio e nell'anonimato. A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, è triste vedere che anche nella nostra Provincia, medaglia d'oro al valor civile dimostrato durante la Guerra di Liberazione dai nazi-fascisti, riprenda corpo una tendenza all'odio ed alla violenza già viste negli anni più bui della nostra storia. Indicare il nemico imbrattando i portoni o mostrando il suo citofono sono azioni che nulla hanno a che fare con la normale battaglia politica e che occorre stigmatizzare con forza. Cgil, Cisl e Uil Cuneo, ribadendo ancora una volta la scelta antirazzista ed antifascista del movimento sindacale italiano, si uniscono ai cittadini, ai rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni che nel riconoscersi nei valori della Carta Costituzionale e nell'operare per la loro salvaguardia, esprimono solidarietà e sostegno ad Aldo Rolfi".

"La scritta “Juden hier” e la stella di Davide tracciate sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia Beccaria, sono una reazione intimidatoria a un articolo in cui Aldo, con l'avvicinarsi della Giornata della Memoria, ha voluto ricordare la madre, dicendo che oggi, “insieme alla memoria, cresce l’antisemitismo - scrivono dal Comitato Duccio Galimberti -. La famiglia Rolfi non è di origine ebraica: nel campo di concentramento di Ravensbrück Lidia era una deportata politica. Compiere un gesto antisemita per colpire la sua memoria – di partigiana, di deportata e di figura pubblica che ha dato voce alle vittime del nazifascismo – pare una scelta strategica: quella scritta mette insieme odio razziale e politico, nel tentativo di costruire un nemico.Come Comitato “Duccio Galimberti”, ribadiamo quanto già è stato detto dal Sindaco di Cuneo, nonché Presidente del Comitato: esprimiamo piena solidarietà ad Aldo Rolfi e a chi si sente minacciato da questo orribile gesto, nonché la ferma condanna tanto del fatto in sé, quanto del contesto storico, politico e culturale che lo legittima. L’impegno del Comitato è a far sì che questa legittimazione venga meno.Invitiamo chi è coinvolto nelle prossime iniziative della Giornata delle Memoria – quelle didattiche e quelle rivolte alla cittadinanza – a sollecitare nel pubblico una riflessione sull’accaduto.Aderiamo al presidio indetto per questa sera alle 21 a Mondovì, in via Lidia Rolfi, e alle iniziative che seguiranno".

Il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega): "Intollerabili e vergognose le scritte antisemite apparse oggi a Mondovì sull'abitazione di un'ex deportata, testimone della Shoah. Condanniamo questo ignobile gesto, che offende i cuneesi ed anche tutti i piemontesi, e mi auguro che gli autori vengano severamente puniti. Le manifestazioni di odio verso il popolo ebraico -aggiunge- sono purtroppo fenomeni ancora presenti in Italia ed è importante che la politica si dimostri unita nel combattere questa piaga. Un abbraccio alla famiglia Rolfi".

L'Amministrazione Comunale di Borgo San Dalmazzo desidera esprimere a Aldo Rolfi e alla sua famiglia e alla comunità di Mondovi solidarietà e vicinanza. Condanna con fermezza questo atto ignobile, vile, aberrante e offensivo non solo verso la comunità ebraica ma verso tutti coloro che si impegnano ogni giorno per ricordare e mantenere viva la memoria collettiva affinché questi fatti non si ripetano più. Ci sono momenti in cui ognuno di noi è chiamato ad esserci e a dire da che parte stare, per dare futuro alla memoria, per non rendere vane le tragedie vissute dai deportati, perché davvero "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario", così come diceva Primo Levi. Borgo San Dalmazzo non dimentica la sua storia ed invita tutti a partecipare numerosi alla Marcia dei lumini che si terrà domenica 26 gennaio alle ore 17,30 da Piazza Don Viale al Memoriale della Deportazione.

"Insieme ai ragazzi delle nostre scuole leggeremo i nomi di coloro che sono partiti dalla nostra città verso i campi di concentramento - afferma il Sindaco Beretta - e insieme diremo con forza no alla violenza, al razzismo e all'odio che vediamo crescere di giorno in giorno.  Mi auguro che saremo in tanti, Amministratori, Associazioni e società civile: ricordando i "nostri ebrei" manderemo un messaggio forte di solidarietà, libertà e desiderio di pace".

"A nome personale e di tutto il coordinamento di Forza Italia Mondovì, esprimo la massima vicinanza e solidarietà al Sig. Aldo Rolfi, ai Suoi Familiari e all’intera Comunità Ebraica per le scritte antisemite sulla porta dell’abitazione della nostra compianta concittadina, Lidia Rolfi" commenta il consigliere comunale (FI) di Mondovì Giampiero Caramello.

"Da cittadino, da consigliere comunale della mia città e da Coordinatore Cittadino di un partito che ha costruito e fondato la propria storia sugli ideali di libertà e del rispetto di ogni persona sono profondamente indignato e amareggiato. E’ un atto vergognoso, un fatto gravissimo, che condanno pesantemente e che offende l’immagine dell’intera comunità monregalese, non solo a livello locale ma anche a livello nazionale. Mondovì è una città aperta, rispettosa e solidale con tutti. Troppe vite sono state sacrificate in passato per il rispetto e la difesa della libertà e questo è uno “schiaffo” per coloro i quali hanno pagato con la morte una vergognosa persecuzione. La storia non deve e non può dimenticare la disperazione che si racchiude nella parola “olocausto ”e i drammi che si sono vissuti nel passato non possono e non devono più ritornare. Confido nel lavoro serio e rigoroso delle Nostre Forze dell’Ordine e mi auguro che riescano a individuare gli autori di questo gesto infame nel più breve tempo possibile".

 

 

"Il Circolo del Partito Democratico di Mondovì, unitamente ai Consiglieri Comunali Paolo Magnino e Stefano Tarolli(‘Mondovì a Colori’),esprime il più profondo sdegno per il gravissimo episodio – avvenuto la notte scorsa e riportato, questa mattina, da svariati organi di stampa locali e nazionali –consistito nell’apposizione di una scritta inlingua tedesca, “Juden Hier” (“QuiEbrei”) sulla porta d'ingresso di quella che fu l’abitazione dell’indimenticata Lidia Beccaria Rolfi".

"Inanzi tutto, va la piena solidarietà alla famiglia di Lidia –partigiana deportata nel campo di Ravensbruck –una delle voci più vive, appassionate e autenti che nella perpetuazione dei valori dell’antifascismo, nella lotta ai totalitarismi e nella difesa dei diritti dell’uomo: alcuni suoi testi – su tutti ‘Le Donne di Ravensbruck’ e ‘L’esile filo della memoria’ – rappresentano, ancora oggi, pietre miliari di un percorso di ricordo del tragico passato della Shoa, ma soprattutto un forte monito per le generazioni future. Vi è poi lo sconcerto per il fatto che –proprio con l’approssimarsi del Giorno della Memoria – la nostra Città, profondamente anti-fascista nonché ‘Medaglia di bronzo alla Resistenza’, sia stata, suo malgrado, teatro di un episodio grave ed eclatante, che preoccupa non solo per il fatto in sé, ma soprattutto per la sua valenza simbolica".

"Rimane la certezza che i cittadini monregalesi, strenui difensori dei valori più profondi della Resistenza e della Costituzione Repubblicana, sapranno affermare, ora e sempre, questi saldi principi, affinché episodi di questa gravità non si ripetano mai più".

Ughetta Biancotto, ANPI Cuneo: "La frase trovata nella mattina del 24 gennaio 2020 a Mondovì, sulla casa di Lidia Rolfi Beccaria "Juden hier" è un' aggressione verbale e scritta ed è di un'inaudita e vergognosa barbarie. In questi giorni, dove nelle nostre città si stanno svolgendo incontri, fiaccolate, concerti, e tanti momenti per ricordare la Giornata della Memoria, questo fatto di cronaca colpisce e addolora tutti coloro che credono nei valori dell'Antifascismo e sono contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo. Questi fatti di cronaca non possono essere minimizzati, né cancellati, la violenza ha colpito in modo consapevole, agendo nei luoghi simboli della nostra provincia".

"Rimarchiamo che Lidia Rolfi Beccaria era una staffetta partigiana, una politica e la stella di David e la scritta sono riconducibili a una grande donna che ha pagato i suoi ideali con la deportazione a Ravensbruck. Le  sue opere letterarie e le sue testimonianze dovrebbero essere lette, conosciute da coloro che rinnegano e non vogliono riconoscere le nuove derive di odio e di razzismo. Non possiamo dimenticare che la Storia si può ripetere, l'abominio delle leggi razziali, dei campi di deportazione e di sterminio, hanno lasciato dei segnali profondi, una delle peggiori  pagine del '900. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza e la nostra solidarietà ad Aldo Rolfi, alla sua famiglia e siamo vicino alla comunità di Mondovì per l' increscioso episodio, e lo saremmo nel presidio di questa sera e nei tanti momenti commemorativi di questi giorni".

L'Amministrazione Comunale di Borgo San Dalmazzo desidera esprimere a Aldo Rolfi e alla sua famiglia e alla comunità di Mondovì solidarietà e vicinanza. Condanna con fermezza questo atto ignobile, vile, aberrante e offensivo non solo verso la comunità ebraica ma verso tutti coloro che si impegnano ogni giorno per ricordare e mantenere viva la memoria collettiva affinché questi fatti non si ripetano più.

"Ci sono momenti in cui ognuno di noi è chiamato ad esserci e a dire da che parte stare, per dare futuro alla memoria, per non rendere vane le tragedie vissute dai deportati, perché davvero "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario", così come diceva Primo Levi. Borgo San Dalmazzo non dimentica la sua storia ed invita tutti a partecipare numerosi alla Marcia dei lumini che si terrà domenica 26 gennaio alle ore 17,30 da Piazza Don Viale al Memoriale della Deportazione". 

"Insieme ai ragazzi delle nostre scuole leggeremo i nomi di coloro che sono partiti dalla nostra città verso i campi di concentramento - afferma il Sindaco Beretta - e insieme diremo con forza no alla violenza, al razzismo e all'odio che vediamo crescere di giorno in giorno.  Mi auguro che saremo in tanti, Amministratori, Associazioni e società civile: ricordando i "nostri ebrei" manderemo un messaggio forte di solidarietà, libertà e desiderio di pace".

Michele Pianetta, vicesindaco di Villanova Mondovì e vicepresidente di ANCI Piemonte: "Giudico scandalose e inaccettabili le scritte antisemite apparse a Mondovì. Si tratta di un gesto che offende profondamente la comunità cuneese e non solo la memoria di Lidia Rolfi, che fu testimone importante degli orrori della Shoah e che, nel dopoguerra, si dedicò alla sua comunità prima come insegnante e poi come consigliera e assessora comunale. Ancora una volta ANCI Piemonte condanna fermamente ogni manifestazione di odio".

"Ricordo con grande affetto il rapporto di stima che legò Lidia Rolfi al mio bisnonno, Primo Silvestrini, primo sindaco di Mondovì dopo la Liberazione. La storia di Lidia è anche la storia della nostra comunità. Ecco perché, nel condannare situazioni di questo tipo, dobbiamo assolutamente restare uniti".

"A nome del Partito Democratico e del Gruppo consigliare PD del Comune di Cuneo, esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ad Aldo Rolfi e alla sua famiglia per il vergognoso episodio di questa notte. Una provocazione gravissima, che ancora una volta sposta il limite oltre le regole democratiche che ci siamo dati proprio per evitare che la tragedia del nazifascismo potesse ripetersi. Chiediamo alle istituzioni e a tutte le forze politiche che si riconoscono nel campo democratico, di unirsi alla condanna di questo gesto per difendere l'onore e la memoria della partigiana Lidia Rolfi, della sua famiglia e dei tanti antifascisti che si sono sacrificati per la libertà di tutti noi. Il fascismo opera vigliaccamente nel buio della notte, è compito dei cittadini e delle istituzioni - alla vigilia della Giornata della Memoria - reagire con fermezza per affermare che la nostra società democratica è antifascista. Ora e Sempre".

"Il circolo monregalese di Rifondazione Comunista, che da sempre combatte con i suoi piccoli mezzi e le sue forze ogni forma di fascismo e di razzismo e non esita mai a riconoscere le parole, gli atteggiamenti, i fatti che rievocano uno dei periodi più terrificanti della nostra storia, esprime la sua totale vicinanza alla famiglia di Lidia Rolfi colpita da un gesto ignobile, plateale e determinato a offendere. Parteciperemo questa sera alla fiaccolata accanto alla casa di Lidia Rolfi, nella strada che porta il suo nome e che conosciamo bene. Vorremmo coprire quella scritta infame sulla porta e poter scrivere “Qui ha vissuto una donna straordinaria”".

Tutta la Cisl Piemonte è vicina ad Aldo Rolfi per la scritta vergognosa comparsa sulla sua abitazione. Nel respingere con forza e sdegno ogni espressione di odio e intolleranza, occorre vigilare sempre sui valori della democrazia che è costata la vita a tante persone nel nostro Paese”. Lo afferma il segretario generale della Cisl, Alessio Ferraris, condannando la scritta antisemita comparsa sull’abitazione del figlio della staffetta partigiana e deportata in Germania, Lidia Beccaria Rolfi, a Mondovì".

Il Consigliere regionale Maurizio Marello è intervenuto con queste parole a proposito del gravissimo episodio: «La Giornata della Memoria, che celebreremo lunedì 27 gennaio, è nata per ricordare le atrocità del passato e affermare con forza le parole “mai più”. Mai più campi di concentramento, mai più intolleranza e odio», ha ricordato.

«Talvolta viviamo la dimostrazione che i nostri timori possano attuarsi in fatti concreti.  Proprio oggi la cittadina di Mondovì si è svegliata indietro di 90 anni per la comparsa di scritte antisemite sulla casa di Lidia Rolfi, partigiana monregalese deportata nel lager di Ravensbrück nel 1944 e sopravvissuta allo sterminio, diventandone testimone. Non possiamo tacere di fronte a uno sfregio tanto ignobile, non possiamo non esprimere la nostra ferma condanna, come politici, come cittadini, ma prima ancora come esseri umani. “Qui ci sono ebrei", dice la scritta, e noi non possiamo limitarci passivamente a leggerla».

Redazione

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