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Attualità | 18 febbraio 2020, 14:36

Nel cuore della nebulosa Eta Carinae: la foto del giorno Nasa è di un astrofotografo cuneese

E l’ingegnere Roberto Colombari, che per passione fotografa il cielo profondo. Ha già collezionato 42 Apod. Vive e lavora in Brasile a Belo Horizonte. Numerose pubblicazioni e una pagina di immagini spettacolari della galassia. La nebulosa è stata fotografata con il collega Robert Gendler

Eta Carinae nella nebulosa della Carena, foto del giorno Nasa (Apod) del 15 febbraio 2020

Eta Carinae nella nebulosa della Carena, foto del giorno Nasa (Apod) del 15 febbraio 2020

Il suo scatto della nebulosa Eta Carinae, posta nel cuore della via Lattea australe, è stata scelta dalla Nasa come Apod (Astronomy Picture of the Day) l’immagine astronomica del giorno del 15 febbraio, sul sito web che inserisce quotidianamente una foto diversa e stupefacente del nostro universo.

E sono così 42 gli scatti scelti dall’Ente spaziale firmati da Roberto Colombari, veterano dell’astrofotografia, 42 anni, cuneese, laurea al Politecnico di Torino in ingegneria delle telecomunicazioni, da anni in Brasile a Belo Horizonte dove lavora nel Business Intelligence per la Cemig, la compagnia energetica brasiliana e vive con la moglie Flavia e i due figli.

La prima Apod nel 2013, Le Pleadi (http://www.astrobin.com/116843/) finita sulla copertina di Science.

Dal 2010 si dedica a questa passione puntando l’obiettivo nel cielo profondo, tra nebulose, ammassi stellari, galassie ed è sicuramente uno dei pochi italiani ad aver collezionato, fin ora tanti riconoscimenti e  pubblicazioni. La sua pagina http://www.astrobin.com/users/rob77/ è una galleria caleidoscopica di immagini spaziali, grandiose, spettacolari, in cui tuffarsi per scoprire l’esplosione di colori e l’immensità della galassia. Una galleria che porta a mondi nuovi, lontani anni luce.

La foto, realizzata con un altro veterano astrofotografo, l’americano Robert Gendler (con centinaia di Apod), è uno zoom nel cuore di Eta Carinae, stella decine di volte più vasta del Sole e milioni di volte più luminosa, con un diametro di circa 300 anni luce, catalogata nel 1751, perfettamente visibile anche ad occhio nudo, sebbene solo nelle regioni dell'emisfero australe terrestre e in quelle tropicali boreali.

Per realizzarla sono stati usati telescopi dello Eso (European southern observatory -- Osservatorio europeo australe) in Cile, e il  telescopio spaziale Hubble. 

Come è nata la passione di fotografare gli astri? ”Con delle foto alla luna. Ero in vacanza qui, in Italia (a Cuneo, dove vivono i genitori, il padre è ortopedico) per una ventina di giorni nell’agosto del 2010, senza famiglia e quindi con più tempo. Comprai una reflex (Canon 1000D) ed un cavalletto. Cominciai così a fare foto della luna. Poi passai a oggetti del cielo profondo, puntando verso la galassia di Andromeda (M31). Oggetti che richiedono un’esposizione molto più lunga rispetto alla luna essendo ben più deboli di luminosità. L’esposizione maggiore implica la necessità di avere un meccanismo che "insegua" l'oggetto per via della rotazione terrestre. Basta pensare che con un obiettivo di 200mm di focale e 30 secondi di esposizione senza inseguimento, la foto risultante è una strisciata unica.”

 

vilma brignone

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